Solar Opposites 3 Recensione: la miglior stagione della folle serie Disney+

Solar Opposites propone la sua miglior stagione finora, più grande, più ricca, più varia ed esilarante, che finalmente colma problemi storici.

Solar Opposites 3 Recensione: la miglior stagione della folle serie Disney+
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Solar Opposites è una creatura bizzarra, una mosca bianca in un mercato che, almeno di norma, non è solito premiare operazioni del genere. E non ci riferiamo ad una generica esplosione di un trend, dove un argomento - come possono essere ad esempio i serial killer o i true crime di recente - o, perché no, persino un'epoca storica viene sfruttata a dismisura; questi sono fenomeni ben noti, basti ricordare il marasma di produzioni non solo seriali che da Vikings in poi hanno visto protagonista la cultura norrena. Solar Opposites è un altro caso ancora, una serie animata che riprende strutture e umorismo - sebbene in una forma speculare, ma ci arriveremo - di un successo straordinario come Rick e Morty e non è un caso che Justin Roiland, la mente dietro le avventure di Korvo e soci, sia anche il co-creatore proprio della folle serie di Adult Swim.

D'altronde l'impronta è chiara, basta sintonizzarsi sui primissimi minuti del pilot per ritrovarsi immersi in un'atmosfera incredibilmente familiare. Eppure il prodotto in Italia distribuito tra le serie Disney+ di novembre 2022, ormai giunto alla sua terza stagione, continua non solo ad inanellare un successo notevole di critica e di pubblico, ma persino a centrare la sua miglior annata fino ad ora.

La Terra è una casa terribile

Ma facciamo prima di tutto un passo indietro: di cosa tratta Solar Opposites? Protagonisti delle vicende sono i due alieni Korvo e Terry, precipitati sulla Terra insieme ai loro due replicanti/figli Jesse e Yumyulack in seguito alla distruzione del pianeta natale Shlorp. La missione sembra facile, in fondo si tratta solo di prendersi cura della Pupa, una piccola ed apparentemente tenera forma di vita aliena che in realtà cela un super computer, finché non evolverà nel suo stadio definitivo e spazzerà via l'intero pianeta per poi terraformarlo ad immagine e somiglianza di Shlorp. Basta un occhio un po' più attento per rendersi subito conto del concept alla base della serie animata, che altro non è se non un Rick e Morty rovesciato, per così dire.

Dove, infatti, un'avventura "standard" per quello scienziato pazzo di Rick significa recarsi nello spazio o in qualche altra dimensione per impelagarsi in un meraviglioso tsunami fantascientifico, in Solar Opposites è il marasma sci-fi a giungere direttamente sulla Terra a causa della presenza degli alieni, accettati come se nulla fosse dalla comunità locale ma non per questo meno propensi a portare caos e distruzione per i più futili motivi. La maggior parte delle puntate sono per l'appunto spinte da sciocchi battibecchi tra Korvo/Yumyulack e Terry/Jesse, rispettivamente digustati o amanti a tutti i costi della cultura terrestre, che funge da sfondo alla stragrande maggioranza delle vicende.

Sotto, dunque, la patina da piccolo clone di Rick e Morty tra dialoghi cinici e fulminei nonché la deliziosamente assoluta mancanza di connessioni logiche di causa-effetto tra alcuni avvenimenti, si nasconde una produzione che vuole parodiare con una discreta insistenza molti aspetti della nostra vita quotidiana: la sessualità, il sistema scolastico, in generale le piccole abitudini che abbiamo tutti ma a cui facciamo ormai ben poco caso e così via; lo stesso Korvo durante la sigla iniziale distrugge in due-tre frasi un quantitativo immane di comportamenti umani da lui ritenuti assurdi. Ed è un processo esilarante, che in questa terza stagione raggiunge secondo noi il suo apice per la presenza di alcuni episodi a dir poco in geniali, in primis uno che vede i protagonisti semplicemente in fila per comprare un prodotto esclusivo o andare in una vacanza alquanto inquietante.

Ma è solo l'inizio, sarebbe impossibile non citare anche una puntata dal sapore hitchcockiano per un plot twist che rende essenziale la presenza di Korvo e Terry sulla Terra o un season finale stranamente ambizioso per una serie del genere. Ora, è però altrettanto chiaro che una struttura del genere porti con sé dei limiti, che rendono innanzitutto Solar Opposites molto più ristretta, quadrata e prevedibile rispetto al multiverso in continua espansione guidato dal deus ex-machina Rick.

Maturità, finalmente

Già durante la sua seconda stagione - qui potete recuperare la nostra recensione di Solar Opposites 2 - avevamo in effetti sottolineato quanto la serie si esponesse con troppa facilità e rapidità ad una sensazione di già visto, di more of the same.

Un difetto, insieme alla storica mancanza di personaggi secondari davvero convincenti, che i nuovi episodi annichiliscono totalmente grazie soprattutto all'arcinota - almeno ai fan - storyline del Muro, che qui si prende spesso e volentieri le luci della ribalta anche per il maggior numero di puntate: è il perfetto - e tuttavia non l'unico, vi aspettano alcune sorprese fuori di testa - modo per spezzare il ritmo e dare ulteriore varietà all'insieme, è un paradiso per tutti gli amanti dei film action specialmente anni ‘80 per il quantitativo di citazioni ed elementi di ritrama ripresi; insomma, è una piccola e scintillante gemma che raggiunge ora delle vette strepitose anche per l'utilizzo di alcuni personaggi che avevano avuto un piccolo ruolo nelle stagioni precedenti.

Una stretta continuità che sembra inoltre essere un po' il leitmotiv dell'intera annata, visto che addirittura alcune puntate dedicate alla famiglia aliena più disfunzionale almeno del Sistema Solare sono molto collegate tra di loro, con annesse e prevedibili lamentele di Korvo a riguardo. Solar Opposites sembra, in poche parole, aver trovato la sua strada e la giusta maturità, non più legata esclusivamente a screzi familiari ricchi di mostri insensati e congegni ancora meno credibili, bensì capace una volta per tutte di espandersi, arricchirsi, creare comprimari che abbiano davvero una certa piacevolezza su scherma e puntare convinta sulla propria squisita assurdità.

Un banale quanto riuscito clone di Rick e Morty? Da adesso possiamo affermare con certezza che quei tempi sono finiti e il futuro, con una quarta e quinta stagione già confermate, è ancora più radioso.

Solar Opposites La terza stagione di Solar Opposites è, ad oggi, la migliore per la folle serie animata da Justin Roiland. E lo è perché, molto banalmente, riesce a scrollarsi una volta per tutte l'etichetta di semplice clone di Rick e Morty grazie ad alcuni piccoli accorgimenti che invocavamo fin dall'esordio. Innanzitutto la varietà e qualità delle singole puntata è aumentata a dismisura, con alcune trovate davvero geniali, basti pensare che un episodio intero è dedicato soltanto ai protagonista in fila per un nuovo prodotto esclusivo. In più, il maggior numero di puntate ha permesso di puntare molto di più sul tratto distintivo di Solar Opposites, ovvero la storyline del Muro, non più relegata ad solo vero grande intervento lungo la stagione ma ben più presente. E si rivela il mezzo perfetto per staccare e dare varietà all'insieme - e badate, non è l'unico assurdo escamotage che Roiland ha architettato stavolta. Insomma, fluisce tutto più naturalmente e con maggiore qualità, anche sui personaggi secondari che sembrano finalmente avere un loro ruolo nonché una decisa caratterizzazione. Solar Opposites, in poche parole, non è più soltanto una costola ideale di Rick e Morty, ha trovato la sua strada.

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