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Space Force Recensione: la comedy spaziale con Steve Carell su Netflix

Greg Daniels e Steve Carell tornano per una comedy in esclusiva Netflix e, come da copione, il risultato è semplicemente esilarante.

recensione Space Force Recensione: la comedy spaziale con Steve Carell su Netflix
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A volte ritornano, è proprio il caso di dirlo. Il duo Greg Daniels/Steve Carell torna a lavorare insieme nell'ambito a loro più congeniale, una comedy corale in esclusiva per Netflix. E se vi state chiedendo perché anche solo una simile presentazione dovrebbe scatenare un hype irresistibile, la risposta è semplice: Daniels è il creatore, tra numerose altre cose, di The Office, sitcom tra le più influenti della storia recente, interpretata a in modo magistrale proprio da Carell. Se volete saperne di più, vi rimandiamo al nostro speciale sulla storia e importanza di The Office.

Con due personalità di questo calibro che cosa potrebbe mai andare storto? Ovviamente nulla, Space Force è un prodotto esilarante, vario, dal cast fuori scala - lo stesso Carell, John Malkovich, Ben Schwartz, Lisa Kudrow, Jimmy O. Yang, Noah Emmerich e Jane Lynch - ed è piacevolmente più satirico e politico di ciò che si sarebbe potuto immaginare.

La serie rappresenta una delle più importanti novità tra le uscite Netflix di maggio e verrà lanciata in orbita il giorno 29, ma noi abbiamo potuto vederla in anteprima, con un sorriso costante dalla prima all'ultima puntata. Qualche difetto c'è, non lo neghiamo, uno in particolare un po' fastidioso e inaspettato. Però se il buongiorno si vede dal mattino, Space Force ha tutte le qualità per diventare negli anni un nuovo imperdibile classico della comicità.

Spacemen, sull'attenti!

Protagonista indiscusso è Mark Naird (Steve Carell), pluridecorato generale dell'aeronautica militare degli Stati Uniti che viene promosso a dirigere un nuovo ramo delle forze armate: la Space Force (oltretutto davvero esistente dallo scorso dicembre). Il Presidente, infatti, si è reso conto che sono i satelliti americani nello spazio a permettergli di usare internet e, di conseguenza, Twitter - ogni riferimento è puramente casuale, ne siamo certi - e ha dunque preteso egemonia anche sull'universo, con l'obiettivo dichiarato di creare il primo insediamento umano sulla Luna entro il 2024.

Mark abbraccia con entusiasmo questa nuova responsabilità, un passo enorme per la sua carriera, ma dopo un anno la situazione non è delle più agevoli. Il trasferimento in una località desertica dell'America rurale, lontano dai comfort delle metropoli, non ha fatto molto bene alla famiglia.

Come se ciò non bastasse, Mark stesso ha delle difficoltà ad adattarsi in un contesto che non prevede lo sganciare bombe per ogni singolo problema e solo grazie all'aiuto del capo scienziato Adrian (John Malkovich) le cose sembrano funzionare, nonostante il tracollo sia costantemente dietro l'angolo, tra spie, esercitazioni e lanci disastrosi.

Ecco, diciamo che dalla filiale di una fabbrica dedita alla vendita di carta ritratta in The Office, il salto è piuttosto tangibile, mentre l'ironia squisita di Daniels rimane sempre la stessa. Abbandonata la formula del falso documentario, Space Force assume i tratti più classici di una comedy corale e, come tale, propone un set di personaggi incantevole capace di mescolarsi alla perfezione.

"Insegnami a disobbedire"

Ogni personaggio porta in dote un umorismo specifico, spesso nella stessa identica scena: si passa allora dalla mentalità militare chiusa, poco visionaria e vagamente xenofoba di Mark, all'ironia pungente di Adrian - tra l'altro l'interpretazione di Malkovich, per quanto possa sembrare banale sottolinearlo, è qualcosa di clamoroso, da Emmy -, oppure alle continue ed indesiderate invasioni di campo di Tony (Ben Schwartz), il social media manager della Space Force, secondo il quale, a pochi minuti da un lancio che potrebbe segnare il futuro della agenzia stessa, la cosa più fondamentale è approvare un tweet con un gioco di parole su un ristorante.

Ma l'elemento che fa realmente da padrone in Space Force è la voglia di giocare con gli stereotipi militari e politici degli odierni Stati Uniti. Chiariamo, la nuova serie di Daniels non è e non vuole assolutamente essere una sorta di denuncia verso l'attuale amministrazione, bensì un'elegante ricerca delle relative assurdità, con un tono piacevole e sardonico.

D'altronde gestire la Space Force non riguarda soltanto lanciare razzi nello spazio; c'è anche una meravigliosa burocrazia della quale rendere conto, tra udienze per il budget e insistenti riunioni strategiche con gli altri capi delle Forze Armate.

In queste sezioni la comedy Netflix semplicemente esplode in un caleidoscopio di ironia e gag senza limiti, estraendo ogni goccia di originalità dal suo setting intrigante. Gli scontri con il capo dell'aeronautica, gli sfottò alle agenzie meno in vista, la competizione feroce per accontentare di più il Presidente o la First Lady, è tutto oro. Varietà, incessanti sorprese e qualche delizioso momento toccante ben realizzato sono le parole d'ordine in Space Force e brillano intensamente.

Ma un personaggio nello specifico non riesce ad entrare in sintonia con questo insieme coeso e naturale: Maggie, la moglie di Mark. L'idea di ritrovare immediatamente Maggie ha del potenziale, sia comico che tematico; in primis i disagi che una simile circostanza può causare ad un'adolescente come Erin. Su questo lato, però, Space Force compie un discreto lavoro, riuscendo persino a sfociare in alcuni momenti padre-figlia molto significativi e dolci.

È proprio il ruolo di Maggie che sembra perennemente fuori luogo. Più che un personaggio è un espediente artificioso per toccare certi snodi narrativi; una presenza che viene richiamata solo quando serve per fare quel passettino in più. Ecco, Maggie è quasi un'aggiunta un po' posticcia, invece di essere un elemento coeso di quell'insieme maestosamente organico ed esilarante che è Space Force. Perché nonostante questo difetto, è proprio vero che a volte ritornano e, nel caso di Greg Daniels e Steve Carell, è sempre un piacere.

Space Force Space Force segna il ritorno della collaborazione tra Greg Daniels - il creatore di The Office - e Steve Carell. Bisogna davvero aggiungere altro? La nuova serie Netflix è semplicemente esilarante, un prodotto già completo e maturo sotto ogni punto di vista. Una comedy corale con un cast a dir poco stellare e personaggi meravigliosi, ognuno dotato di una propria ironia da portare in scena. In più, oltre a qualche momento squisitamente dolce e ben riuscito, Space Force dà sfoggio di una curiosa satira politica sull'attuale amministrazione americana, senza però alcuna pretesa di voler essere una radicale critica sociale. È un modo di schernire elegante e dalla risata assicurata, a partire dal motivo stesso per il quale la Space Force viene fondata: i satelliti statunitensi sono attaccabili, quindi è a rischio l'utilizzo di Twitter da parte del Presidente, e per questo bisogna conquistare anche lo spazio. Insomma, negli anni questa serie potrebbe davvero diventare un nuovo cult assoluto e non basta lo sviluppo non proprio virtuoso di un solo personaggio a rovinare quello che, a tutti gli effetti, è un ottimo esordio.

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