Recensione Spartacus: Blood and Sand

Fine stagione per lo schiavo e gladiatore Spartaco!

recensione Spartacus: Blood and Sand
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Molto spesso accade che produzioni inizialmente snobbate dai più o ritenute quantomeno insignificanti si rivelino poi essere delle gradite sorprese o addirittura una delle migliori nuove produzioni dell’annata televisiva. Questa frase riassume pienamente ciò che pensiamo di Spartacus: Blood and Sand. Ad una prima occhiata un serial come tanti, con forse troppe fonti di ispirazione per poter sfondare veramente nel panorama televisivo e che, con il passare del tempo, riesce ad ogni puntata a dare qualcosa in più, ad attirare l’attenzione dello spettatore con continuità, spesso persino ad emozionare grazie ad alcuni momenti magistralmente architettati (cinematograficamente parlando). Spartacus conclude la sua prima stagione e, in attesa della seconda, vi proponiamo una recensione di quella che secondo noi si è rivelata, a dispetto dei vari FlashForward e Visitors, la vera sorpresa dell’anno.

Le gesta di Spartaco

Come già noto, il serial racconta le gesta del trace Spartaco, ridotto in schiavitù a Capua da un lanista di nome Batiato. Costretto a diventare gladiatore con la promessa di riabbracciare un giorno la moglie Sura, Spartaco inizierà un percorso all’interno del ludus di Batiato che sconvolgerà per sempre le vite non solo di schiave e gladiatori, ma anche degli stessi “padroni”, o dominus che dir si voglia. All’interno del ludus sono gli intrighi a farla da padrone: tra rapporti adulteri tra gladiatori e padrone, infime ospiti e nuovi combattenti, dalla prima all’ultima puntata assistiamo ad un’evoluzione nella trama che non lascia tregua e che, una volta conclusasi, appare quanto mai lineare, facendoci capire come gli autori siano riusciti a darci tutti gli elementi di cui avevamo bisogno per giungere, finalmente, all’epilogo. Una trama che convince pienamente, senza dubbi o perplessità di sorta, costruita magistralmente su un grandissimo personaggio (nonché bravissimo attore) quale Spartaco.

Che cast!

Intorno a lui si muovono però tutta una serie di personaggi “secondari”, se così possono essere definiti, di tutto rispetto; ognuno caratterizzato in maniera perfetta ed ognuno dotato di una storia convincente. I due padroni, Batiato e Lucretia, sono tra i migliori “villain” mai apparsi in un serial tv storico: intrighi a non finire e tradimenti che avrebbero poca importanza se di fondo non ci fosse anche un sentimento reale, quello tra Lucretia e Crisso (non corrisposto). Lo stesso Crisso, forse l’unico personaggio che può vantarsi di rappresentare davvero la figura del gladiatore, colui che per il proprio padrone (e la propria padrona) darebbe anche la vita. Varro, Duro, Agron sono tutti personaggi in qualche modo fondamentali per far sì che la vendetta tanto agognata da parte del trace Spartaco si concretizzi. Una menzione speciale va fatta poi per Ashur, un gladiatore caduto in disgrazia per una ferita ad una gamba ma capace, come braccio destro di Batiato, di ordire trame incredibilmente complesse a discapito di coloro che cercano di mettere i bastoni tra le ruote al suo padrone. E allo stesso modo è impossibile dimenticarsi del Doctore, un personaggio che riesce ad impersonificare la lealtà e la correttezza che dovrebbero contraddistinguere un capitano, ma allo stesso tempo capace di stravolgere il proprio essere di fronte a ingiustizie rimaste impunite.

Personaggi che vanno, personaggi che arrivano

Al termine di questa prima stagione ci sarà sicuramente chi rimarrà con l’amaro in bocca per alcune perdite, in termini di personaggi, che appaiono però inevitabili per il prosieguo della storia: altro punto a favore degli autori, mentre in altre produzioni si vede molto spesso la ricomparsa di personaggi ormai dimenticati con il solo scopo di migliorare gli ascolti di una serie o di allungarne la vita, in questo caso invece si è rimasti molto fedeli a quella che era la storia originale dello schiavo Spartaco. E molto interessante sarà vedere nella prossima stagione quali saranno le new entries messe a punto dagli sceneggiatori e le evoluzioni dei vari personaggi, già presenti nella serie, dopo un epilogo così avvincente come quello a cui abbiamo assistito in questo termine di stagione.

Rivelazione dell'anno?

La qualità generale rimane intatta per tutta la durata della prima stagione: quindi, dopo un paio di puntate di assestamento in cui lo splatter sembrava esagerato, gli altri episodi possono essere considerati tutti di qualità quasi paragonabile a quella cinematografica. Ed oltre alla realizzazione tecnica, ciò che stupisce in Spartacus è proprio la capacità di mantenere alto l’interesse dello spettatore pur essendo composto di 13 puntate della durata (ciascuna) di un’ora. Sinceramente, al giorno d’oggi, è difficile trovare produzioni simili nel panorama televisivo USA, figuriamoci in quello italiano. Un altro appunto che era stato fatto nelle precedenti recensioni, l’elevato utilizzo del tema sessuale, può essere comunque piacevolmente messo da parte, poiché nelle ultime puntate viene tralasciato a favore di scene molto più suggestive riguardanti i combattimenti ed i rapporti interpersonali tra i vari personaggi, a volte davvero toccanti.

Spartacus: Blood and Sand - Stagione 1 E’ difficile dire di più su Spartacus oltre a ciò che è già stato detto in fase di recensione: tutto il meglio possibile. I difetti che erano stati riscontrati, naturalmente, non scompaiono, ma vengono attenuati e ciò non può che essere un punto a favore per gli autori, capaci di aver creato un serial storico (impresa molto difficile, basti vedere quanti esempi abbiamo avuto negli ultimi anni e quanti siano risultati dei successi) convincente ed appassionante. In attesa della seconda stagione, non perdetevelo.