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Squid Game Recensione: il violento k-drama Netflix ci ha stupito

In Squid Game troviamo una folle competizione nella quale 456 persone si sfidano per sopravvivere fino all'ultimo round.

Squid Game Recensione: il violento k-drama Netflix ci ha stupito
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Tra le tante uscite Netflix di settembre 2021 Squid Game era sicuramente una delle proposte più interessanti. Questo anche grazie al livello generale delle varie serie coreane degli ultimi mesi, come intuibile anche dalla nostra recensione di Vincenzo, che confermava le ottime premesse. In questo caso, non ci troviamo di fronte né a dei gangster né al tipico K-drama in stile soap, ma avremo la possibilità di assistere ad un vero e proprio gioco al massacro, in una lotta per la sopravvivenza barbara e feroce che non risparmia nessuno. Dopo aver visto in anteprima la prima stagione di Squid Game, ecco cosa pensiamo della serie scritta e diretta da Hwang Dong-Hyuk.

L'inferno fuori, l'inferno dentro

Vivere e camminare a testa bassa, senza lavoro, soldi, e sperando in una vincita tra una scommessa e l'altra in attesa di una svolta che sembra non arrivare. Ki-Hoon (Lee Jung-Jae), oltre a ricalcare in pieno il profilo appena descritto, è inseguito dagli strozzini, ha divorziato e non riesce più a vedere sua figlia, fino a quando arriva l'occasione di fare soldi. Un rappresentante di una misteriosa azienda che conosce lo stato di Ki -Hoon, gli offre la possibilità di partecipare ad un gioco misterioso che, visto il montepremi finale, potrebbe cambiargli la vita. Vita che, proprio come il premio, sarà messa in gioco, in una scommessa nella quale il peso di chi soccombe viene misurato in denaro, andando a gonfiare quella che sarà la vincita finale. Le 456 persone invitate si sfideranno in giochi per bambini come "uno, due tre stella" che, in questo caso, prevedono la morte di chi viene eliminato, in una serie di sfide brutali che non lasciano scampo.

Squid Game però non è solo sangue e sopravvivenza, ma anche una storia avvincente che ci porta a legare con la vita dei protagonisti, che risultano credibili e ben caratterizzati. In questo senso, il pilot di questa stagione si apre proprio sulla vita di Ki-Hoon, facendoci conoscere i suoi vizi, la sua disperazione e le strade lungo le quali girovaga cercando aiuto. Ed è proprio la disperazione dei partecipanti ciò che li lega, visto che pur avendo la possibilità di scegliere una strada diversa decideranno di proseguire, cercando di uscire da un'esistenza miserabile che non offre speranza.

E se la vita là fuori è un inferno, tanto vale affrontare la morte per cambiare il proprio futuro. Un sentimento che tirerà fuori il loro istinto di sopravvivenza, portandoli ad un processo di disumanizzazione che li condurrà ad uno stato primordiale nel quale l'unica cosa che conta è l'obiettivo. Un elemento che riemerge anche al di fuori della competizione, quando i cadaveri sono sfruttati per il commercio degli organi, e la carne umana viene misurata in denaro.

La prima stagione di Squid Game è composta da nove episodi e, fatta eccezione per i primi capitoli, gli altri sono caratterizzati dai vari round della competizione, lasciando spazio ad una storia secondaria parallela che coinvolge l'indagine di un poliziotto alla ricerca del fratello scomparso. Ogni round è un gioco per bambini diverso, e col passare degli episodi si creeranno alleanze e scontri che saranno fondamentali per arrivare fino in fondo.

Come detto in precedenza ogni sfida è brutale e spietata, tagliando un pezzo per volta l'umanità di chi resta in gioco, costretto a cedere al proprio lato peggiore. Nessuno si salva, e la brutalità della competizione va di pari passo rispetto alla disperazione che ha portato i protagonisti a partecipare.

Il livello successivo

Se le premesse e gli aspetti dei quali vi abbiamo parlato vi hanno invogliati, sappiate che anche il modo in cui tutti questi elementi sono gestiti è in gran parte convincente. Dopo una prima fase introduttiva, l'adrenalina, la frenesia e la tensione entrano in gioco, colpendo lo spettatore attraverso scene ben girate che non esitano nel mostrare la natura sanguinolenta della competizione, giocando sull'innocenza di giochi infantili che qui sono parte integrante di una mattanza rigida e precisa.

Un altro punto di forza sono anche i rapporti e gli approfondimenti che riguardano i personaggi, capaci di coinvolgere rafforzando in modo significativo le fasi finali della competizione, regalando emozioni e facendoci soffrire insieme ai partecipanti. Come in altri prodotti simili, viene a galla anche il tema della classe sociale, attaccando il ruolo dei soldi e il loro significato nella società di oggi, nella quale tutto ha un prezzo.

Un esempio di ciò è dato anche da Sang-Woo (Park Hae-Soo), amico d'infanzia di Ki-Hoon, che dopo aver perso tutto per colpa di alcuni investimenti sbagliati cerca di sfruttare la sua intelligenza per manipolare chi gli sta vicino. Quella di Sang-Woo è una figura ambigua che fin dal principio lascia dei dubbi, ed è sicuramente anche uno dei volti più importanti all'interno del racconto, diventando protagonista di alcune svolte significative.

Ricapitolando, abbiamo una storia avvincente carica di personaggi vivi (o almeno lo sono per gran parte del tempo) e credibili, sorretti da un ritmo frenetico e una regia funzionale che non lascia sbavature ma, proprio vicini al traguardo, alcuni limiti si fanno strada. Il finale in parte emoziona, ma non convincono una serie di decisioni e colpi di scena che non si allineano perfettamente al resto del racconto. Anche la storia secondaria che vede il poliziotto in prima linea lascia spazio ad alcune crepe, concludendosi in modo abbastanza prevedibile. Siamo quindi davanti ad alcune lacune che vanno ad unirsi anche ad un altro difetto che macchia la maggior parte dei titoli in uscita, ovvero una certa mancanza di originalità.

Squid Game, pur risultando avvincente e ben strutturato di certo non propone grandi innovazioni sul fronte delle tematiche e della storia in generale e, pur affrontando il tutto in gran spolvero, non riesce a sorprendere fino in fondo. In conclusione, il giudizio è sicuramente positivo ed è indubbio che questa sia una serie di qualità, ma per raggiungere la perfezione sarebbe servito un pizzico di originalità in più e una fase conclusiva meno forzata. Detto questo, se amate il genere non potete lasciarvela scappare e ci sentiamo di consigliare Squid Game a tutti i possessori di un abbonamento Netflix, per un titolo che nonostante alcuni limiti riesce a lasciare il segno.

Squid Game Squid Game intrattiene, emoziona e coinvolge grazie a personaggi credibili e un ottimo ritmo, ma sul finale viene fuori qualche scricchiolio che rovina un quadro quasi perfetto. Il risultato finale è sicuramente positivo, e se cercate una serie in grado di tenervi incollati allo schermo questa fa sicuramente per voi.

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