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Star Trek Discovery 3x02 Recensione: l'altro lato della medaglia

Lasciamoci alle spalle il cammino di Burnham per seguire l'uscita dal wormhole della Discovery e il suo primo contatto con il futuro.

recensione Star Trek Discovery 3x02 Recensione: l'altro lato della medaglia
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Nella nostra recensione di Discovery 3X01 avevamo lodato il cambio di passo che aveva spinto il prequel della serie classica di Star Trek verso nuovi inediti orizzonti. Dopo aver attraversato il wormhole insieme alla U.S.S. Discovery, la comandante Micheal Burnham (Sonequa Martin-Green) era precipitata su un pianeta sconosciuto e aveva fatto la conoscenza di Book, un corriere dalla spiccata sensibilità ambientalista.

In un futuro distante mille anni dalla linea temporale della stagione precedente le cose sono cambiate radicalmente; della Federazione non rimangono che pochi scampoli, dopo un evento catastrofico che ha reso il dilitio una preziosa merce di scambio.

Avevamo lasciato Burnham con la speranza di poter ritrovare i propri compagni e raggiungere così la Discovery, il cui destino appariva a quel punto incerto. Il secondo episodio di questa stagione getta però luce sulle dinamiche relative all'equipaggio dell'astronave titolare della serie, aprendo nuovi scorci sul futuro e garantendo ulteriore spazio per nuove dinamiche tra i personaggi.

Per un pugno di dilitio

Questo nuovo capitolo di Discovery, che rilascia su Netflix i propri episodi a cadenza settimanale, è un secondo necessario proemio a questa terza stagione ed è di fatto l'altra faccia della medaglia della premiere della scorsa settimana. In "Far From Home" siamo infatti partecipi della disastrosa uscita della U.S.S. Discovery dal wormhole che l'ha catapultata nel futuro. Se nel primo episodio la caduta di Burnham aveva una valenza e una rappresentazione simbolica di rinascita, che si traduceva in sottotesto in un rilancio del franchise, questa seconda puntata spara tutte le cartucce a livello di messinscena, tenendoci incollati allo schermo mentre la Discovery precipita su un pianeta ignoto, in una serie di sequenze che sbalordiscono a livello visivo, al punto da dare l'impressione di trovarsi di fronte ad una qualità più da lungometraggio che da serie tv - un ulteriore richiamo a quanto il confine tra grande e piccolo schermo si stia sempre più assottigliando.

Precipitati su un pianeta ostile, dalle atmosfere glaciali, che non ricorda affatto il pianeta di Burnham della scorsa settimana, Saru (Doug Jones) si ritrova a gestire una situazione di emergenza che vede gran parte dell'equipaggio ferito e la Discovery fuori uso lato comunicazioni e navigazione.

Nonostante le costanti pressioni di Georgiu (Michelle Yeoh) a voler contribuire a modo suo per poter contattare Burnham - anche se a questo punto a livello di scrittura il suo attaccamento inizia a risultare un po' troppo pretestuoso - Saru decide di esplorare la zona abitata con Tilly (Mary Wiseman), in cerca di aiuto per la riparazione dei componenti. Nel frattempo notiamo che Detmer (Emily Coutts) soffre di un insolito straniamento rispetto agli altri membri dell'equipaggio, sperando di non dover assistere alla reiterazione di storyline già presenti nella scorsa stagione.

"La Colonia", questo l'unico nome con il quale viene identificato il pianeta sconosciuto dai suoi reticenti abitanti, è stupita dall'apparizione fortuita, quanto catastrofica di una nave della Federazione - ricordiamoci che siamo pur sempre nel futuro - e teme che questo evento possa avere ripercussioni con l'arrivo di un corriere che tiene sotto scacco il pianeta depredandolo delle sue risorse e soggiogando l'esigua comunità di minatori che lo abita.

Ricorrendo in maniera nemmeno troppo velata agli stilemi western, "La Colonia" viene presentata come una frontiera dove prevale la legge del più forte, racchiudendo le vicende di Saru e Tilly in un saloon intergalattico, all'interno del quale si svolgono tutte quelle scene che non riguardano le operazioni di ripristino della Discovery e l'imminente minaccia di un ghiaccio parassita, che rischia di inghiottire la nave e ucciderne l'equipaggio prima del ritorno dei due emissari.

La fine di un'era?

Chi urlava al sacrilegio e all'imminente dipartita del franchise dopo la premiere della scorsa settimana, troverà forse in questo episodio una declinazione di quell'esplorazione di ignoti pianeti e civiltà che tutto sommato non mancava nemmeno nella puntata precedente, ma che a questo punto subisce uno slittamento nella propria enunciazione, pur non snaturando a nostro parere il messaggio di fondo di unione nella diversità, da sempre patrimonio della serie di Gene Roddenberry.

È altresì vero che a partire soprattutto dalla seconda stagione di Discovery non ci troviamo di fronte ad un classico e confortante quadro a là Star Trek, che vede nella coesione e armonia tra i membri dell'equipaggio il suo apice, nonché la maggiore fonte di rassicurazione nei confronti dello spettatore. E questo nuovo episodio di Discovery non fa che confermare quest'atmosfera nel ritratto misterioso di Detmer o nel rapporto tra Stamets (Anthony Rapp) e Reno (Tig Notaro), che vive senza dubbio di troppa ingenuità, passando per le pulsioni di Georgiu; mentre non possiamo fare a meno di abbandonarci alla sagacia di Saru o alla tenerezza di una Tilly in evoluzione.

Tutte dinamiche che comportano alcuni rischi di diversa entità a livello narrativo, ma che potrebbero anche condurre verso inediti risvolti. Chissà se il delizioso (quanto prevedibile) cliffhanger finale servirà a mettere pace tra i fan o darà ulteriormente fuoco alle polveri.

Star Trek Discovery - Stagione 3Far From Home” non nasconde la propria natura di episodio introduttivo a questa terza stagione di Discovery, ma lo fa senza perdere di vista i valori primari del franchise, con un tocco di stile che arriva a scomodare la grammatica western. Le dinamiche tra i personaggi mutano ed evolvono in quella che di fatto è l’altra faccia della medaglia della premiere della scorsa settimana. Il destino della U.S.S. Discovery e del suo equipaggio segue quello di Burnham, ma alza l’asticella della messinscena, che ormai non ha più nulla da invidiare ai blockbuster hollywoodiani. Vedremo se gli sviluppi futuri, paventati dal finale ad effetto di quest’episodio, godranno della spinta positiva di queste due puntate d’esordio, accontentando così anche i fan più reticenti.