Star Trek Discovery 3x03 Recensione: il futuro non basta

La terza puntata di questa nuova stagione ci porta nientemeno che sulla Terra, alla ricerca delle cause del Grande Fuoco.

Star Trek Discovery 3x03 Recensione: il futuro non basta
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Le prime due puntate della terza stagione di Star Trek Discovery ci avevano portati quasi mille anni nel futuro in compagnia della comandante Burnham e dell'equipaggio del vascello scientifico. Nella nostra recensione di Star Trek Discovery 3x01 avevamo seguito la caduta del personaggio interpretato da Sonequa Martin-Green su un pianeta sconosciuto, che non era il Terralysium ipotizzato nei piani. Un inizio simbolico, che scompaginava idealmente il concept della serie, ma che manteneva il nucleo tematico caro già a Roddenberry.

Dell'astronave titolare della serie non c'era traccia e avevamo lasciato Burnham in compagnia del corriere Book, alla ricerca del suo equipaggio e delle vestigia di quella Federazione ormai in rovina, dopo il Grande Fuoco. La nostra recensione di Star Trek Discovery 3x02 ci aveva quindi rivelato l'altra faccia della medaglia, seguendo le sorti della nave titolare della serie dopo l'uscita dal wormhole, fino all'incontro finale proprio con Burnham, che nel frattempo abbiamo scoperto aver affrontato il suo primo anno di vita nel futuro. Dopo questi due episodi introduttivi è giunto il momento di scoprire cos'ha in serbo per noi questa settimana quello che fino alla scorsa stagione poteva ancora essere definito il prequel della serie classica di Star Trek.

Il Grande Fuoco

L'elemento narrativo introdotto nel primo episodio di questa stagione per motivare la quasi totale scomparsa della Federazione nel futuro - e la conseguente impossibilità da parte di Burnham di entrare in contatto con la Discovery - è quello che viene universalmente conosciuto nella galassia di quel tempo come il Grande Fuoco. Un catastrofico evento che aveva fatto esplodere un centinaio d'anni prima tutte le navi a curvatura della galassia, dopo una crisi energetica che aveva di fatto esaurito la disponibilità di dilitio; materiale che per l'appunto alimentava i motori delle suddette astronavi.

Dettagli che vengono in gran parte rivelati nel corso di quest'ultimo episodio, nel quale viene confermato quanto questo elemento sarà di primaria importanza nella narrativa della terza stagione. Dopo i dovuti convenevoli veniamo infatti a conoscenza della missione di Burnham, relativa ad un'indagine sulle cause del Grande Fuoco che sembra aver spazzato via la Federazione. Questo mistero al quale nessuno sembra venirne a capo pare essere direttamente collegato al quartier generale stesso della Federazione, ovvero la terra.

Discovery chiama Terra

Ed è proprio il Pianeta Azzurro - per lo meno la sua conformazione nella geografia spaziale - a farla da padrone nel corso dell'episodio. Una Terra che ha alzato le difese nei confronti di qualsiasi intervento esterno, minacciata da predoni spaziali e apparentemente abbandonata dalla Federazione stessa. In questa situazione spiazzante si ritrovano Saru (Doug Jones) e il suo equipaggio. Alla buona riuscita della missione non contribuisce certo la sensazione di spaesamento di Burnham sulla Discovery, derivante dall'anno sabbatico trascorso come infiltrata alla ricerca di informazioni sulla sua missione primaria.

La Discovery sta stretta alla comandante, che pare aver trovato in Book un equilibrio mai sperimentato e che sospettiamo non tarderà a dare i propri frutti. Perché sarà proprio il modus operandis appreso nel corso degli ultimi mesi da Burnham a garantire una vittoria (fin troppo) facile nei confronti della minaccia verticale di puntata, per giungere quindi alla declinazione della linea orizzontale, che vedrà la Discovery impegnata nel tentativo di comprensione degli eventi che hanno portato a questa deriva futuristica davvero insperata, visto il sacrificio compiuto dalla nave titolare e dal suo equipaggio.

Un episodio che cerca di scollarsi dalla coppia introduttiva rappresentata dal duo d'esordio, ma che rivela in ogni caso la sua natura propedeutica agli eventi prossimi e futuri di questa terza stagione, soprattutto sul fronte del casting.

Dal punto di vista tecnico si segnala un impoverimento del livello di messinscena per quanto concerne gli effetti in computer grafica, che non raggiungono certo i livelli dell'episodio precedente, mentre dal punto di vista della scenografia assistiamo come sempre ad un ottimo lavoro, coadiuvato da adeguate performance da parte del cast, che sembrano vivere in maniera naturale gli spazi della Discovery.

Nel corso dell'episodio è purtroppo riscontrabile un certo schematismo nella narrazione che si traduce in una serie di ingenuità di trama, che avvalorano un discorso di semplificazione propedeutico alla costruzione dei personaggi, ma poco efficace ai fini della narrativa verticale.

Star Trek Discovery - Stagione 3 Il terzo episodio della nuova stagione di Discovery cerca di prendere le distanze dal proemio rappresentato dagli episodi precedenti, ma deve fare i conti con l’introduzione di importanti cambiamenti nell’introspezione dei personaggi, pur cercando di avanzare nello storytelling e gettando le basi per il world building di questa stagione. Il cast si conferma uno dei punti di forza della serie, mentre sul piano tecnico assistiamo ad una sorta di downgrade delle enormi potenzialità espresse nei precedenti episodi dal punto di vista visivo.