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Star Trek Discovery 3x08 Recensione: il nemico alle porte

Un episodio saturo di dinamiche, alcune più propizie e sviluppate di altre, mentre assistiamo alla comparsa del villain di questa stagione.

recensione Star Trek Discovery 3x08 Recensione: il nemico alle porte
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"Unification III" aveva rappresentato la perfetta crasi tra le narrazioni multimediali dell'universo di Star Trek e ci riportava con nostalgia ad incontrare i vulcaniani, forti della loro nuova alleanza con i romulani. Un cerchio che si chiudeva e che portava a compimento la visione di Spock iniziata in The Next Generation.

"The Sanctuary" si ripromette questa settimana di riprendere le fila della narrazione di questa terza stagione di Discovery che ha rivoluzionato il racconto dilungandosi forse in maniera eccessiva nell'introdurre i nuovi elementi e il nuovo setting futuristico. È giunto il momento di esplodere tutti quegli elementi che latitavano da tempo in Discovery e di iniziare ad unire i pezzi del puzzle disposti nelle puntate precedenti. Sarà davvero così? Scopriamolo nella recensione dell'episodio di questa settimana.

Habemus villain

C'è spazio per tutti nell'episodio di Star Trek Discovery di questa settimana, letteralmente, in quello che potrebbe a tratti risultare un rimbalzo cacofonico tra le dinamiche che coinvolgono i personaggi. A cominciare dal rapporto bizzoso - e stucchevole - tra Culber e Georgiou, con il medico che cerca di sondare la causa dei problemi di quest'ultima legati ai misteriosi flashback relativi al suo passato nell'Universo Specchio, passando per Detmeter e l'Andoriano Ryn salvato da Book e Michael nel quarto episodio e che tanta importanza avrà nel corso di questa puntata. Ma non finisce qui; il collegamento tra Saru e Tilly, nominata nella scorsa settimana Numero Uno, Stamets e Adira che indagano l'origine del Grande Fuoco intervallandola a discussioni sull'identità di genere. Per non tralasciare la già accennata dinamica tra Michael e Book, con un focus su quest'ultimo che getta un po' di luce sul suo personaggio e sul suo passato, lasciando intravedere uno spiraglio sul futuro.

Tutti questi archi narrativi subiscono un'evoluzione commisurata alle necessità della trama, ma la vera novità di "The Sanctuary" è l'apparizione del villain di questa stagione, quell'Osyraa che minaccia Kwejian, il pianeta natale di Book, tenendolo sotto scacco e che vuole a tutti i costi recuperare Ryn l'Andoriano, anche mettendo a ferro e fuoco Kwejian stesso e costringendo al ricatto Kyheem, "fratello" di Book, che attira quest'ultimo con l'inganno per non vedere soccombere il pianeta che chiama casa.

Nonostante questa ricchezza di contenuto non possiamo però fare a meno di segnalare l'ordinarietà di una narrazione che, al di là del necessario sviluppo di determinate dinamiche, non si prende la briga di rielaborarle troppo per evitare di sconfinare nella routine.

Ci riferiamo in particolar modo all'introduzione dell'antagonista, alla quale al momento non è ancora stato assegnato uno spessore di rilievo dal punto di vista del suo sviluppo, con motivazioni e conflitti che vadano al di là della spietatezza e pericolosità che caratterizzano il suo ruolo. Siamo però fiduciosi sul fatto che la seconda metà di questa terza stagione di Discovery saprà alzare l'asticella e, nel caso non fosse così, saremo qui a segnalarvelo.

Un episodio completo

Certo è che questo midseason ha tutte le carte in regola per classificarsi come il primo vero episodio della stagione a coprire in maniera organica tutte le caratteristiche di una classica puntata di Star Trek declinata in chiave moderna. La quest principale infatti, oltre ad essere avventurosa, ci porta su un mondo esotico stretto nella morsa del ricatto, con quindi un dilemma morale che forza la mano del fratello di Book, che si rivela un falso alleato per necessità, salvo poi restaurare l'ordine costituito. Come abbiamo visto, poi, un ampio spazio è dedicato alle vicende relative alla Discovery stessa, a Saru, che vediamo finalmente in azione sul ponte di comando, alle nuove responsabilità di Tilly nei confronti dell'equipaggio e alla misteriosa figura di Ryn, che ancora deve esplodere il suo vero potenziale.

C'è poi una parentesi inclusiva di tutto rispetto - necessaria, ma forse troppo didascalica - relativa al personaggio di Adira e alla definizione della sua sessualità non binaria. Per concludere con un focus su Book che rappresenta ossigeno per il suo personaggio, il cui percorso all'interno della stagione è stato alquanto altalenante.

Tanta carne al fuoco quindi, ma non dobbiamo dimenticare che questo episodio di Discovery ci regala anche alcune delle scene d'azione più riuscite dell'intera stagione e non solo; se insomma nella recensione di Discovery 3X07 avevamo segnalato la mancanza dei fuochi d'artificio, i fan dell'action a sfondo sci-fi non resteranno certo delusi dallo scontro con Osyraa. La regia riesce infatti a convincere anche nella direzione del cast, creando una convincente sintonia tra i personaggi.

La rappresentazione del pianeta natale di Book, Kwejian, è frutto di rigorosa perizia da parte del reparto di scenografia in perfetta comunicazione con la post-produzione, che ci regala uno scorcio davvero suggestivo di un mondo lontano, così vicino, ma al tempo stesso diverso dal nostro amato pianeta Terra.

Star Trek Discovery - Stagione 3 L'episodio di questa settimana di Star Trek Discovery ci catapulta nel vivo di questa terza stagione, con una narrazione sfaccettata che coinvolge il cast al completo e tutte le relative dinamiche, con risultati alterni. Ci riferiamo in particolare all'esplorazione della natura di Georgiou e alla saturazione raggiunta dalla resa bizzosa del suo personaggio, ma supponiamo che le sue alterne sorti troveranno spazio all'interno della prossima puntata. La vera novità rimane però l'introduzione di Osyraa, villain che fa il suo spietato debutto e che, vittima di qualche cliché di troppo, speriamo possa regalarci il suo vero potenziale. La Federazione del futuro inizia quindi il suo riscatto in questo nuovo universo segnato dalla tragedia, mentre assistiamo con piacere allo sfoggio sul piano tecnico di un'ottima sintonia tra i reparti, che ci regala scene non ancora memorabili, ma certamente all'altezza del franchise.