Star Trek Picard 1x05 Recensione: qualcosa è cambiato?

Picard spicca finalmente il volo, con un episodio dalle tinte dark, ma divertente e ben ritmato. Che la serie abbia avuto davvero inizio?

recensione Star Trek Picard 1x05 Recensione: qualcosa è cambiato?
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Un nuovo episodio di Star Trek Picard è disponibile su Amazon Prime Video dal 21 febbraio. La serie dedicata all'ex capitano dell'Enterprise raggiunge con grande lentezza il quinto episodio, nella speranza che si risvegli da un torpore che sta diventando, ormai troppo lungo. C'è finalmente riuscita? Scopriamolo nel nostro recap.

Vecchie conoscenze

Il quarto episodio si era chiuso con il ritorno di un personaggio già noto alle cronache dei trekker: è Sette di Nove, ancora interpretata da Jeri Ryan e mai dimenticato personaggio proveniente da Voyager. Picard e soci decidono che, per trovare Soji, è fondamentale recuperare Bruce Maddox (John Ales), prigioniero di Bjayzl (Necar Zadegan) su Stardust City, pronto per essere venduto alla Tal Shiar, che lo cerca a sua volta.

A questo punto bisogna inventarsi qualcosa per strapparlo alla boss aliena e cosa c'è di meglio di travestirsi da malavitosi? Bjayzl è interessata a Borg riconvertiti, in quanto posseggono dentro di sé ancora impianti cibernetci molto preziosi, per cui il piano prevede lo scambio tra Sette di Nove e Bruce Maddox.

Naturalmente, come ogni buona serie ci insegna, un ottimo piano non va mai come dovrebbe e ben presto sono le armi a parlare. Anche per Raffi Musker (Michelle Hurd) Stardust City è una destinazione importante: qui vive... suo figlio. Recuperato Maddox, quest'ultimo farà delle rivelazioni importanti sul ruolo della federazione su Dash e Soji.

Star Trek in modalità Cyberpunk

"Cronache di Stardust City" è un episodio finalmente divertente, dal buon ritmo, che fa tornare finalmente a sorridere il Trekker che è in ognuno di noi. Il merito è nella struttura della storia, che presenta una robusta trama verticale, assente nei precedenti episodi. Per non parlare dell'ambientazione che fa spogliare Star Trek di tutta la luminosità passata, ma già con Discovery il pubblico aveva visto il brand in dark mode, per donargli un background che addirittura, con tutti i distinguo del caso, può avvicinarlo al cyberpunk.

La trama verticale, poi, ben si incastra in quella orizzontale, che viene accantonata solo apparentemente con l'assenza di alcuni personaggi che negli altri episodi erano onnipresenti. Ciò è anche un bene, visto che la falsa storia d'amore tra Soji e Narek aveva iniziato da tempo ad annoiare.

"Cronache di Stardust City" ha anche il merito, diminuendo la troppa coralità della narrazione, di concentrarsi sui personaggi principali, approfondendo le loro psicologie e le loro aspirazioni. Non più quindi stereotipi, ma veri e propri personaggi, nello spirito con cui Star Trek aveva abituato i suoi tanti fan sparsi per il mondo.

Un plauso va anche alla location, a Star Dust City, che davvero immerge Star Trek in un'atmosfera cupa a cui i fan di The Next Generation, primi destinatari di Picard, non erano affatto abituati. Gli autori stanno gradualmente tingendo di grigio i fotogrammi della serie e ciò sta dando nuova linfa ad un universo che ci aveva abituato ad una luminosità morale e materiale ormai inappropriata per il ventunesimo secolo. Persino un personaggio così simile a quelli delle vecchie serie, Agnes Jurati (Alison Pill), apparentemente ingenua e solare, nasconde più di un'ombra,

Star Trek - Picard Meglio non dirlo ad alta voce, ma sembra che finalmente Star Trek Picard abbia ingranato, tornando ad uno schema da serial più classico. Un’ottima svolta che dona al pubblico un episodio divertente, che va oltre la semplice evasione e mette anche altri mattoni sulla costruzione dei personaggi e sulla storia orizzontale. La speranza, naturalmente è che questo sia il vero inizio per la serie su Amazon Prime Video.