Star Trek Picard 1x08 Recensione: la resa dei conti si avvicina

La resa dei conti si avvicina, Picard ed il suo equipaggio son pronti a scontrarsi con Fenris ed i romulani per sfatare una profezia di morte

Star Trek Picard 1x08 Recensione: la resa dei conti si avvicina
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Arrivata all'episodio 8, Star Trek Picard sceglie di non tergiversare e racconta tutto agli spettatori. Ogni elemento che sembrava oscuro ed enigmatico viene finalmente svelato, lasciando il pubblico pronto per godersi il cliffhanger finale. Dopo svariate settimane di trasmissione su Amazon Prime Video, ora sembra davvero una serie differente rispetto agli stentati inizi (anche se qualcosa era già cambiato, leggi qui la Recensione di Star Trek Picard 1x07): analizziamo insieme cosa è accaduto nella nuova puntata dello show con Sir Patrick Stewart.

Guerra ai droidi

Aiutata dalle immagini di un flashback, il Colonnello Fenris spiega i motivi dell'odio dei romulani per gli androidi. In un sistema ad otto soli, sull'unico pianeta posto al centro dello stesso, un ordine mistico romulano, la Zhat Vash, è portatore dell'Ammonimento, la profezia dell'avvento dei distruttori.
Fenris crede fermamente in quanto ha visto nella sua mente e proprio per questo vede nella vita artificiale la fine di quella biologica.

Soji si sta ambientando alla sua nuova vita, ancora non ha fiducia in Picard, ma l'Ammiraglio sa come guadagnarsela ed intanto continua le sue indagini per capire quale debba essere la loro prossima destinazione. Arrivati sull'astronave di Rios, questi ha una reazione inaspettata dinanzi all'incontro con Soji: sarà Raffi ad indagare fino a scoprire che i due si sono effettivamente già incontrati, ma Soji si chiamava Jana.
Tempo di redenzione e pentimento per Agnes, la quale, dopo aver tentato di riguadagnare la fiducia dell'equipaggio, dichiara fermamente che, arrivati su Deep Space 12, si costituirà.

Sul Cubo Borg, Fenris ha capito che non ha più bisogno di quella montatura e decide di farla finita con il programma di recupero, ordinando la completa eliminazione di ogni forma di vita. Elnar e Sette di Nove tentano di mettere i bastoni tra le ruote della perfida romulana, la quale era al soldo del Commodoro Oh, anch'essa parte della Zhat Vash. Alla fine Picard e gli altri scoprono quale sia la profezia e, con l'aiuto di Soji, vanno verso il sistema dagli otto soli. Ma, per loro sfortuna, anche i romulani lo stanno per fare...

A Pezzi

Mai titolo fu foriero di false informazioni circa la qualità di una serie o di un episodio. Picard non è per niente a pezzi, anzi, si è saputa risollevare in modo egregio dalla stagnazione dei primi quattro episodi e, dal quinto in poi, ha saputo sviluppare la storia. In effetti l'introduzione, troppo lunga e lenta, è stata sicuramente strumentale a questo salto di qualità, ma davvero è stata dura arrivarvi.

Picard, guardando la struttura della serie, dà l'idea di essere più un fantasy intergalattico che un'opera di fantascienza vera e propria. L'ottavo episodio non fa che dare forza a questo tipo di convinzione. Gli elementi tipici di un fantasy ci sono tutti: un gruppo eterogeneo fatto di persone che hanno, ognuno, talenti tipici; un viaggio; una profezia; un prescelto; un oggetto, stavolta una persona, da difendere. Inoltre, la componente mistica è presente in modo rilevante, per non parlare del richiamo ad ordini paramonastici o pseudo gilde come i Ranger di Fenris.

Questo tipo di impostazione non è assolutamente da demonizzare, anzi, inserisce in un contesto cui il pubblico è abituato, quello di Star Trek. Elementi che da soli risulterebbero riciclati ed abusati, rinnovandoli e pulendoli dalla polvere. Ne esce fuori un'ottima fusione che rende originale anche la serie all'interno del background più propriamente trekkiano.

"A pezzi", poi, è fondamentale, in quanto è l'episodio chiarificatore. Tutti i nodi vengono al pettine, ora il pubblico è consapevole di quanto è stato pianificato, progettato, studiato ed atteso da parte dei personaggi. Viene dato il giusto valore alle loro azioni ed ai loro discorsi. Persino, come nel caso di Agnes, ai loro tradimenti.

La struttura dell'episodio non può che reclamare un plauso: è tripartita, con tre storie che viaggiano parallele, ma convergono tutte nella storia principale, contribuendo a dare azione (Elnar e Sette di Nove), a spiegare meglio il passato dei personaggi (Rios) e a seguire in modo più approfondito la storia principale (Fenris e Soji).

Mettendo da parte il lato prettamente narrativo, "A pezzi" continua anche a portare avanti i concetti che stanno dietro le immagini: il valore della vita e soprattutto, tematica fin troppo presente in Star Trek, la definizione di persona. Soji se lo chiede apertamente: "Sono una persona ?". Ogni Trekker che si rispetti che ha amato Data conosce già la risposta.

Star Trek - Picard Anche per “A pezzi” il giudizio è assolutamente positivo. E’ un episodio pieno e completo, porta avanti la storia, la riunisce coerentemente con quanto già visto, non disdegna scene d’azione, che insaporiscono il piatto come un’ottima spezia. A volte, alcuni discorsi possono rivelarsi stucchevoli e culturalmente spiccioli. Ma Star Trek non ha mai affrontato le tematiche più delicate con piglio autoriale, ma con un’impostazione pop, che potesse arrivare a tutto il pubblico e non soltanto ad una fetta. Ottimi propositi per il cliffhanger finale, a cui gli autori si possono dedicare senza dover chiarire alcun elemento della storia che, con “A pezzi” è stata sapientemente riunita ed offerta al pubblico.