Star Wars The Bad Batch Recensione: una base piacevole su cui costruire

The Bad Batch si rivela una serie animata piacevole e capace di intrattenere, sebbene pecchi un po' a causa di una trama troppo scarna.

Star Wars The Bad Batch Recensione: una base piacevole su cui costruire
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Raccogliere l'eredità di The Clone Wars non è assolutamente un compito facile, da nessun punto di vista. Ma per una volta permetteteci di usufruire del rasoio di Occam, escludendo con un singolo colpo di spugna tutte le intricate considerazioni che si potrebbero fare sulla struttura, sui personaggi, sull'evoluzione dei toni stagione dopo stagione della prima serie animata dedicata all'universo di George Lucas: limitiamoci qui alla più banale e al contempo più onerosa motivazione, ovvero l'importanza mastodontica che il telefilm tutt'ora ricopre in Star Wars. The Clone Wars riuscì a dimostrare, per certi versi addirittura più dei prequel, che quel mondo, quel concept, quelle idee erano effettivamente espandibili in una miriade di direzioni differenti.

È questa la torcia che The Bad Batch, il designato erede andato in onda negli ultimi mesi su Disney+, doveva portare avanti, anche se ambientato in un periodo differente e ben più delicato. Ci sarà riuscito? Prima di proseguire nella lettura vi ricordiamo che le uscite Disney+ di agosto 2021 sono più gustose che mai, basta dare un'occasione al nostro first look di Marvel What If...? e alla recensione dei primi episodi di The Walking Dead 11.

Una squadra sinonimo di guai

La serie vede come protagonista l'omonima Bad Batch, nomignolo affibbiato alla Clone Force 99, il gruppo di cloni considerato d'elite a causa delle loro mutazioni genetiche rivelatesi estremamente utili nel teatro di guerra. Proprio per questo l'ultima stagione di The Clone Wars aveva introdotto i vari Hunter, Wrecker, Tech, Crosshair e successivamente Echo, onnipresenti nei più disparati - nonché spesso e volentieri disperati - cambi di battaglia per risolvere situazioni spinose. E The Bad Batch si apre con una di queste missioni, che prenderà presto una piega tragicamente inaspettata: durante l'operazione, infatti, viene emanato l'infausto Ordine 66, che coglie totalmente di sorpresa i nostri protagonisti senza però influenzarli per qualche misterioso motivo.

La serie allora parte e si basa su un simile presupposto, su un gruppo di cloni che non conosce altro che la guerra e che adesso dovrà invece adattarsi ad una galassia in rapido mutamento. I Jedi sono dei traditori, la Repubblica è stata sostituita dall'Impero, cosa resta a dei soldati nati e allevati con il solo scopo di combattere? Una premessa intrigante quanto basta, oltretutto capace di trovare un buon compromesso tra il voler raccontare storie episodiche e comunque aggiungere nuovi tasselli all'infinito mosaico noto con il nome di Star Wars - tasselli ovviamente legati alle sorti dell'esercito dei cloni e al destino dei Kaminoani, seppur le prime già note in Rebels.

Il fiore all'occhiello della produzione sono chiaramente le tematiche, prese di peso da The Clone Wars e adattate in maniera brillante al periodo post-Episodio III. Lo avevamo già evidenziato nella nostra anteprima di The Bad Batch, lo show Disney+ coglie con una lucidità meravigliosa il passaggio dalla Repubblica all'Impero e come un cambiamento del genere possa influenzare dei cloni, già alle prese con ingombranti problemi esistenziali. Dilemmi che ora vengono amplificati all'inverosimile, in quanto la serie ci tiene a ribadire la piena incertezza dei protagonisti: non sanno se i Jedi si siano realmente macchiati di tradimento, non sanno cosa possa significare a lungo termine l'Impero, possono solo iniziare a notare qualche atteggiamento tirannico e su quello prendere decisioni a dir poco drastiche.

Qui The Bad Batch mostra il suo lato di gran lunga migliore e riesce con una discreta continuità a rimanere fresco rielaborando tali capisaldi, basti pensare ad esempio agli scambi di opinione con Rex o la missione su un pianeta separatista. Quando la serie gioca con i ruoli e le ambiguità morali, radicalmente azzerati e ricostruiti nel giro di poche settimane, si sente davvero l'atmosfera di un erede di The Clone Wars.

Un'insieme piacevole ma una trama che non decolla

Purtroppo il resto non conferma lo stesso livello di qualità, a partire dagli stessi contenuti delle puntate. Chiariamoci subito, non ci sono veri e propri episodi sgradevoli di The Bad Batch, neanche lontanamente; le produzioni dalla qualità discutibile hanno un ben altro retrogusto. È altresì vero che non esistono capolavori in questa prima stagione, non ci sono puntate o piccoli archi narrativi clamorosi che alzino il tasso adrenalinico o destinati a rimanere impressi per anni a venire.

Non c'è un equivalente degli Dei di Mortis, di Ahsoka che viene incolpata di un omicidio e praticamente abbandonata dal suo ordine, del ritorno di Maul e la costruzione del suo impero criminale. E ci rendiamo perfettamente conto che simili paragoni lasciano il tempo che trovano, ma ci sembrano un modo efficace e diretto per sottolineare la genericità di The Bad Batch. Una genericità molto piacevole, ricca di azione e sostenuta degnamente da un ottimo gruppo di protagonisti, che tuttavia fatica ad eccellere.

Ne è un fedele ritratto il fatto che alcune puntate hanno fatto più rumore per alcuni ritorni eccellenti che per gli eventi in sé. Insomma, un riuscito intrattenimento e poco, troppo poco di tutto il resto. Se, infatti, almeno l'andamento degli episodi può essere imputato al fatto di trovarsi di fronte ad una prima stagione e di conseguenza una base per il futuro su cui costruire, l'aspetto più deludente è la trama orizzontale, a malapena accennata e portata spesso avanti in scene scarne sparpagliate in maniera randomica. Ci sono degli elementi intriganti, piccoli colpi di scena che fanno il loro dovere, ma il più delle volte vengono lasciati e abbandonati a sé stessi.

Troppo poco e troppo casuale e non basta qualche sorprendente legame con The Mandalorian - specialmente nel season finale - a salvare la baracca. Menzione a parte, invece, merita il maestoso comparto grafico, che utilizza lo stesso stile dell'ultima stagione di The Clone Wars con ulteriori miglioramenti, soprattutto nella resa delle variegate ambientazioni, ancora più imponenti ed evocative. The Bad Batch è indubbiamente una buona serie e lo dimostra a più riprese, che deve però essere gestita più virtuosamente.

Star Wars: The Bad Batch The Bad Batch è una buona serie animata, a tratti ottima ma che inciampa qualche volta di troppo. Fiore all'occhiello della produzione sono certamente le tematiche, prese di peso dagli archi narrativi di The Clone Wars dedicati esclusivamente ai cloni, alla loro vita e alla loro caratterizzazione. Ma sono temi brillantemente riadattati ad un contesto molto più incerto o buio, in cui l'Impero è la nuova forza dominante della galassia con tutti i dubbi che lo circondano. E quando le puntate sono incentrate su questi fattori, The Bad Batch brilla fino ad essere entusiasmante. È il livello di tutto il resto che non raggiunge mai lo stesso scarto di qualità, a partire dai contenuti degli episodi, nella stragrande maggioranza dei casi piuttosto generici. Mai spiacevoli, mai di qualità deludente, ma al contempo mai dei capolavori. È un piacevole intrattenimento, che però trova in una trama orizzontale eccessivamente scarna un grave tallone d'Achille. Allora The Bad Batch è un'ottima base su cui tuttavia si deve costruire meglio e di più.

7