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Storia delle parolacce: recensione della docuserie con Nicolas Cage

Siete davvero sicuri di conoscere da dove derivano alcune delle parolacce più famose di sempre? Nicolas Cage è pronto per spiegaverlo!

recensione Storia delle parolacce: recensione della docuserie con Nicolas Cage
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Netflix, nel corso del tempo, ci ha abituato a una grande varietà di contenuti, proponendo al pubblico non solo serie tv e film ma anche documentari e spettacoli comici, cercando sempre e comunque di rinnovarsi puntando su progetti spesso molto originali, come nel caso della recente serie Storia delle parolacce, in cui un Nicolas Cage a briglia sciolta. è diventato l'alfiere di alcuni coloriti modi di dire entrati a far parte della nostra società da ormai svariati decenni.

La serie, composta da sei episodi dalla durata di venti minuti ciascuno, si prefigge l'obiettivo di elencare in maniera esaustiva alcune delle parolacce inglesi più usate in assoluto, ponendo l'attenzione tanto sulla storia delle varie parole tabù quanto sull'evoluzione che le ha portate a venir impiegate (anche talvolta cambiandone il senso originale) nelle discussioni di tutti i giorni.

L'importanza di osare

Riprendendo per certi versi una formula simile a quella descritta nella nostra recensione de Il mondo secondo Jeff Goldblum, in Storia delle parolacce Nicolas Cage ci introduce al mondo delle parole tabù più famose di sempre, riuscendo con la sua particolare verve a divertire e intrattenere lo spettatore fin da subito. Cage, nonostante non sia una presenza costante all'interno degli episodi, durante le sue introduzioni, così come nei divertenti minuti finali, riesce perfettamente a catalizzare l'attenzione su di sé, grazie a numerosi momenti a briglia sciolta a volte estremamente grevi (come ad esempio urlare a squarciagola una particolare parolaccia per svariati secondi) oltre a parentesi più tranquille e posate ma pur sempre divertenti.

Ottimi anche i suoi tempi comici che funzionano anche quando semplicemente fissa in silenzio la camera in attesa della sua prossima follia.
L'opera, dal taglio leggero e scanzonato, usa ogni episodio per concentrarsi su una singola parolaccia (e di conseguenza sulla sua intera storia), partendo dalle evergreen, per arrivare ad espressioni forse meno impattanti e volgari ma dalla indiscutibile rilevanza socioculturale.

La forza del serial è anche quella di avvalersi del parere di un nutrito numero di personaggi legati in qualche modo al mondo dell'intrattenimento e della cultura, spaziando da vari artisti di stand-up comedy, per arrivare a docenti universitari e sociologi. In ogni episodio avremo così la possibilità di comprendere a fondo il modo stesso in cui le parolacce (o per meglio dire il loro significato) sia cambiato nel corso del tempo, scoprendo molti aneddoti interessanti e mai banali.

Una grande enfasi è infatti stata posta sul loro significato socioculturale e sul fatto che spesso nell'antichità erano impiegate con fini assolutamente non offensivi. La docuserie ci porta così a riflettere sul significato stesso delle nostre interazioni umane, usando il veicolo delle parolacce per fare in realtà una disamina del modo di rapportarci con gli altri, cercando di focalizzarsi anche sull'uso - ma anche sull'abuso - che determinate persone o gruppi di potere hanno fatto di determinate espressioni.

Scoprire ad esempio che la parolaccia "dick" deriva in realtà dal diminutivo di Richard, e che lo stesso avvento di Richard Nixon ha contribuito a plasmarne la valenza negativa, è solo uno dei tanti aspetti curiosi di cui lo spettatore verrà a conoscenza durante la visione di tutti gli episodi.

Parole in libertà

Oltre al contesto puramente storico, capace a grandi linee di mostrarci l'evoluzione che le parolacce hanno compiuto fino ai giorni nostri, ben implementati anche tutti i numerosi commenti dei vari personaggi presenti in scena, chiamati a loro volta a descrivere il loro rapporto con le parolacce e il significato che preferiscono attribuirgli. Nel corso del documentario infatti scopriremo che molte delle parole considerate dai più offensive in realtà nascondono al loro interno un vero e proprio rovescio della medaglia, così da poter essere utilizzate anche in altri modi e in differenti contesti, arrivando ad incarnare talvolta battaglie sociali fortemente legate alla conquista di determinati diritti o al semplice descrivere apertamente il proprio dissenso verso un tipo di autorità limitante la stessa libertà di espressione.

La forza di questo documentario è infatti quella di riuscire a descrivere le parolacce prese in esame nel modo più oggettivo possibile, cercando spesso di non demonizzare le varie espressioni colorite ma anzi facendo presente anche la loro funzione talvolta terapeutica, dando così vita ad uno spettacolo capace di concentrarsi su moltissimi dei nostri tabù senza alcun tipo di moralismo.

La serie, anche per la brevità degli episodi, riesce ad intrattenere dall'inizio alla fine senza mai annoiare, rendendo possibile anche la visione completa delle puntate nella formula del binge watching, anche grazie alle performance stralunate di Nicolas Cage, che da sole valgono il prezzo del biglietto, oltre ad un comparto tecnico ben curato, che riesce ad alternare i classici momenti in live action ad alcune riuscite grafiche animate, spesso in grado di dar vita a sequenze molto divertenti.

Storia delle parolacce Storia delle parolacce è una serie scorrevole e ben curata in grado di fornire allo spettatore tutti gli elementi di cui ha bisogno per comprendere l'evoluzione e la storia delle parolacce più famose, attraverso una struttura narrativa semplice e d'effetto. Di grande impatto anche l'interpretazione di Nicolas Cage, vero e proprio valore aggiunto ad uno show che molto probabilmente incontrerà il favore di un'ampia fascia di pubblico.

7.8