Stranger Things 4 Recensione: una stagione gigantesca e ambiziosa

Torna lo show Netflix per eccellenza, pronto a conquistare con un valore produttivo enorme, ma con qualche perplessità a livello di scrittura.

Stranger Things 4 Recensione: una stagione gigantesca e ambiziosa
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Ambizione è il termine giusto per raccontare il modo in cui Stranger Things che, già a partire dalla precedente season, è andata oltre i propri confini per espandere il suo stesso universo narrativo. Non poteva essere diversa l'evoluzione di un'opera che, sin dalle sue origini, ha in parte reinventato l'intrattenimento, diventando il fenomeno "pop" per eccellenza e innescando nuove tendenze nell'industria, dall'ormai proverbiale fattore nostalgia all'amore smisurato per la cornice sfavillante, storica e culturale, degli anni Ottanta.

E più ambizioso che mai lo sembra davvero, il progetto creato dai fratelli Duffer per Netflix, a partire da una quarta stagione (che indubbiamente rappresenta il fiore all'occhiello delle serie TV Netflix di maggio 2022) più lunga e più imponente in termini produttivi. 7 gli episodi previsti in uscita sulla piattaforma il 27 maggio, per poi rimandare l'appuntamento con il Season finale addirittura al 1 luglio, con le puntate 8 e 9 che si avvicineranno alle due ore di durata ciascuno, praticamente un film a sé stante. Non che siano da meno le prime sette che abbiamo già visto in anteprima: tutte con un minutaggio abbondantemente sopra i 60 minuti - il culmine viene raggiunto proprio dal settimo, che dura la bellezza di un'ora e quaranta. Una programmazione a dir poco mastodontica anche per il colosso statunitense, soprattutto a causa dell'ingente impegno produttivo. E dunque, l'attesa è valsa la pena?

Caro Mike

La season premiere di Stranger Things 4 si apre con una lettera di Undi al suo amato Mike, che quasi funge da necessario riassunto sugli eventi della precedente stagione. In effetti, di tempo dallo scioccante epilogo di ST3 ne è passato, ma non dovrebbe essere difficile ricordare che la famiglia Byers (Jonathan, Will e la madre Joyce) ha deciso di lasciarsi alle spalle gli orrori di Hawkins trasferendosi in California.

Con loro c'è Undici, rimasta orfana dopo la tragedia capitata a Hopper. Jane fa però fatica ad integrarsi nel nuovo ambiente scolastico, ma anche ad accettare una normalità senza poteri che non ha mai conosciuto. Non se la cava troppo meglio Will, il quale nasconde un disagio che non riesce ad esprimere, mentre suo fratello maggiore ha deciso di affrontare con apparente nonchalance la distanza che lo separa dalla sua Nancy. A Hawkins, invece, la vita prosegue come sempre: Dustin e Mike sopravvivono alle fatiche del liceo e frequentano un accanito club di D&D guidato dallo studente veterano Eddie, mentre Lucas si ritrova a dover scegliere tra i suoi amici e la popolarità garantita dall'ingresso nella squadra di pallacanestro. Poi c'è Max, sprofondata in un malessere profondo dopo aver assistito all'inglorioso sacrificio del suo fratellastro Billy, ed è proprio a partire da lei che si manifestano le nuove minacce. Un male profondo e radicato nel passato di Hawkins attanaglia nuovamente la cittadina dell'Indiana in una spirale di terrore e morte: una nuova entità proveniente dal Sottosopra e con sembianze umanoidi, che aggredisce bersagli specifici prosciugandogli la vita.

Purtroppo, pur potendo contare sul supporto di Nancy, Steve e Robin, questa volta il gruppo non potrà affrontare il mostro al gran completo: Mike, che aveva promesso di ricongiungersi a Undi durante le vacanze di primavera, vola in California per incontrare i Byers, ma proprio mentre a Hawkins si consumano altri violenti omicidi ecco che riemerge il passato di Eleven, svelando nuovi retroscena sulla mitologia legata alle origini del Sottosopra. E Jim Hopper? In effetti non è un segreto che lo sceriffo sia sopravvissuto all'esplosione della base russa, e nemmeno che sia stato catturato dai sovietici e rinchiuso in un carcere di massima segretezza. Il suo arco narrativo coinvolge irrimediabilmente Joyce, che si lancia insieme a Murray alla ricerca del suo amato.

Stranger Things 4: ambizione ripagata?

Dopo quanto vi abbiamo raccontato è facile intuire che mai come stavolta la narrazione di Stranger Things si è rivelata estremamente frammentata, e per questo anche meno corale del solito. Spezzare la trama in tante storyline differenti, con relativi punti di vista, ha indubbiamente donato più varietà al racconto, innescando peraltro qualche interazione inedita tra i personaggi. Mettere in scena la crescita dei protagonisti, dividendoli o addirittura mettendoli in contrasto, direziona l'opera sui binari di un coming of age sempre più credibile e convincente, seppur riteniamo si sia perso un po' troppo lo spirito innocente e cameratesco delle prime iterazioni. Per fortuna i nostri giovani eroi, seppur separati, sono sempre lì, con il carisma che li contraddistingue e l'indimenticabile atmosfera vintage che ancora oggi unisce i Goonies alle avventure di "kingiana" memoria.

D'altro canto risulta evidente, come già affermato in apertura, quanto le ambizioni di questa produzione siano ormai gigantesche. Lo dimostra la necessità di spostarsi fisicamente lontano da Hawkins, di differenziare le location (alle volte anche con grossi e convincenti set artificiali), di ampliare i segmenti ambientati nell'oscuro Upside Down. Così come la necessità di espandere la mitologia stessa di Stranger Things, arricchendone la storia con dettagli, personaggi e persino rivelazioni cruciali che riscrivono in parte tutto ciò che sapevamo su Hawkins e sugli esperimenti che hanno dato vita alle capacità di Undici.

Dobbiamo ammettere, tuttavia, che non tutti i colpi di scena sono riusciti a impressionarci a dovere. Il motivo sta soprattutto nel modo in cui i Duffer hanno scelto di ampliare l'universo narrativo, muovendosi troppo spesso sul confine tra approfondimento e soft retcon e addirittura omaggiando esplicitamente certi aspetti della mitologia di Stephen King. Se in origine Stranger Things, pur adottando uno stile molto vicino ai grandi capisaldi della letteratura e del cinema pop, riusciva comunque a sfruttare la sua cornice vintage e la passione per la cultura nerd per raccontare qualcosa di nuovo, la sensazione è che il tentativo di esplorare ulteriormente gli anfratti della sua stessa Lore abbia ormai disinnescato del tutto quello strabordante effetto novità che aveva reso il gioiello di Netflix un prodotto straordinario.

Ciò che ci rimane tra le mani, una volta conclusa la visione del Vol. 1 di Stranger Things 4, è un'opera dall'incredibile valore produttivo, in cui raramente l'intelaiatura visiva riserva sbavature o inciampi. Merito della solita, imponente direzione artistica e dei palpabili investimenti nelle risorse tecniche, che non lasciano dubbi sulla qualità cinematografica del prodotto. Occorrerebbe ragionare, però, su quanto risulti davvero efficace una trama che si complica sempre di più, arricchendosi di dettagli che rischiano di comprometterne la coerenza. Una risposta che solo il tempo e il finale di stagione di ST4, potranno darci. Nel frattempo, potete ingannare l'attesa del 27 maggio con i primi 8 minuti di Strange Things 4.

Stranger Things 4 Pur avendo guardato in anteprima un cospicuo numero di episodi, nonostante il già densissimo materiale narrativo sviscerato in questo Volume 1 di Stranger Things 4, il nostro giudizio definitivo sulla nuova iterazione del franchise di Netflix è inevitabilmente sospeso fino alla visione del Vol. 2, che promette un finale di stagione a dir poco esplosivo. Quel che abbiamo visto per adesso ci convince in parte: se è vero che il valore produttivo dell'opera firmata Duffer Brothers si conferma più alto che mai, forte peraltro di una messinscena arricchita di atmosfere indimenticabili, è il lavoro svolto sulla scrittura che ci lascia in parte perplessi. Pur apprezzando il racconto di crescita dei protagonisti, c'è da ammettere che la frammentazione delle storyline ci è parsa davvero eccessiva, al punto da lasciare inespresso il potenziale di alcuni personaggi. L'espansione della mitologia, inoltre, non sembra molto a fuoco con lo spirito originale della saga, con rivelazioni sulle origini del Sottosopra che assumono piuttosto le sfumature di una rivisitazione parziale del mondo di Stranger Things. Ciononostante, e in attesa di scoprire come si concluderà questa ambiziosa stagione, siamo sicuri che rimarrete comunque travolti dalla simpatia e dal carisma di questi vecchi compagni di avventura.