Stumptown Recensione: la serie TV con Cobie Smulders

Questa serie investigativa sui generis, tratta dall'omonimo fumetto, torna a regalarci una Cobie Smulders sempre più tosta e divertente.

recensione Stumptown Recensione: la serie TV con Cobie Smulders
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La pandemia di Covid-19 ha messo senza dubbio in ginocchio anche il mercato dell'intrattenimento. A pagarne le conseguenze sono stati show promettenti, che in parte non avevano ancora espresso il proprio potenziale. La cancellazione di Stumptown, una delle ultime serie crime realizzate da ABC, è purtroppo una delle più recenti.

Dopo un primo annuncio che la voleva rinnovata per una seconda stagione, attualmente il proseguo della serie è stato annullato a causa dei ritardi accumulati per via del virus e dei costi elevati di produzione. La notizia ha fatto insorgere i fan di Stumptown e non sarebbe una sorpresa ipotizzare che la serie possa ancora avere un futuro, magari con un cambio di network. Per ora non vi resta che consolarvi con la nostra recensione di Stumptown.

La serie e il fumetto

Creata da Jason Richman (Detroit 1-8-7) Stumptown nasce come trasposizione dell'omonimo fumetto dell'editore americano Oni Press, scritto da Greg Rucka, sceneggiatore dalle forti venature poliziesche che ha lavorato su diversi supereroi, come Batman, e disegnato da Matthew Southwortheed. L'opera è un noir ambientato a Portland - il titolo della serie riprende il nomignolo con cui è conosciuta la città - ed ha come protagonista l'investigatrice privata Dexedrine Parios. Il primo episodio della serie corrisponde alla prima raccolta in volume del fumetto e dimostra una notevole fedeltà nella trasposizione. Ad incarnare i panni di Dex troviamo l'attrice Cobie Smulders, che tra i tanti ruoli è famosa soprattutto per aver interpretato Robin Scherbatsky in How I Met Your Mother e Maria Hill, braccio destro di Nick Fury, nel Marvel Cinematic Universe. Due personaggi che sembrano rientrare in un filone nel quale calza perfettamente anche Dex.

La donna, che sta cercando di diventare investigatrice per sbarcare il lunario e soprattutto per prendersi cura del fratello affetto da sindrome di Down, sembra un tipo poco raccomandabile: dura, sessualmente disinibita, beve, fuma, gioca d'azzardo, oltre ad avere un relazione complicata con le forze dell'ordine (tra le tante cose non paga le multe ma non si preoccupa neppure di evitare di prenderle) e in generale con l'autorità.

Ma, al tempo stesso, Dex è capace di grande tenerezza, soprattutto nei confronti del fratello Ansel, è dotata di una forte e tagliente ironia e nasconde diverse fragilità (su tutte i sensi di colpa e gli effetti del disturbo da stress post traumatico che si trascina dall'esperienza militare in Afghanistan, strettamente legato anche ad una tragica storia d'amore). Insomma, sicuramente un personaggio piuttosto sfaccettato e poco canonico.

E infatti, quello che in un primo momento potrebbe apparire come uno dei tanti serial crime a cui siamo abituati, dimostra molto in fretta di offrire qualcosa di meno consueto del previsto. Sopra ogni cosa, Stumptown è fortemente orientato ai personaggi e al loro lato più umano; componenti spesso capaci non solo di far prendere derive inaspettate dalla classica narrazione poliziesco-investigativa di "crimine-risoluzione-colpevole", ma anche di creare continui scavallamenti tra dramma, commedia e noir, difficilmente prevedibili. Al punto che confinare Stumptown nella palette dei generi non è poi così facile, né scontato.

Una grande famiglia

Cobie Smulders riesce a rendere al massimo le sfaccettature di Dex; un personaggio complesso, capace di colpire e legarsi subito allo spettatore. Ma il peso di questa interpretazione perderebbe immediatamente di consistenza se non ci fosse un cast di comprimari a crearne il giusto controcanto. Questa famiglia, che non lo sarà forse nel senso canonico, ma più disfunzionale del termine, ha un peso specifico enorme nella serie, prendendo spesso molto più spazio della componente crime della narrativa, senza trasformarla in qualcosa di secondaria, ma sicuramente subordinata.

In Stumptown diventa così facile innamorarsi dei personaggi secondari; ci riferiamo ovviamente ad Ansel, il già citato fratello di Dex, a Grey, l'amico barista ed ex criminale, a Miles, l'amico poliziotto, al cuoco Tookie, ma anche a personaggi minori come il tenente Cosgrove o alla durissima Sue Lynn Blackbird, che gestisce un casinò indiano.

E, ancora una volta, neppure questi rapporti riescono ad essere lineari e scontati, soprattutto in quello che è spesso il cavallo di battaglia delle serie investigative, l'URST (tensione sessuale non risolta), ovvero il classico feeling amoroso che sembra non trovare mai compimento. Ecco, qui l'URST si moltiplica (ne troviamo diversi nella protagonista) e prende derive e strade degne di un labirinto escheriano.

Il lato surreale

Azione, humor, drama, noir. Abbiamo già detto come Stumptown alterni senza alcuna possibilità di ricondurli a schemi predefiniti, diversi generi e diversi sapori. Ma tra questi c'è anche una certa e sottesa componente surreale, la cui manifestazione più eclatante è sicuramente la Pontiac arancione della protagonista che, oltre a raccogliere multe e ad essere piuttosto scalcagnata (è già di per sé surreale il fatto che riesca ancora a fare il suo dovere), ha una sua peculiarità che la trasforma quasi in un altro elemento della famiglia. Ci riferiamo ovviamente alla sua autoradio, con la sua cassetta incastrata che entra in funzione in maniera assolutamente casuale. Una casualità che ci regala però sempre la traccia giusta al momento giusto, tirando fuori il brano (solitamente anni '70/'80) che non solo rappresenta la perfetta colonna sonora per situazione contingente, come l'assurdo combattimento in automobile che apre il primo episodio, ma anche veri e propri messaggi, come avvertimenti o suggerimenti destinati alla sua proprietaria.

Stumptown Stumptown è una serie crime che riesce a coniugare l'ottima trasposizione di un buon fumetto ad un prodotto che mescola i generi in maniera gradevolmente inaspettata e poco canonica. La performance di Cobie Smulder non fa che aggiungere valore e corpo ad una serie tv che fa fa dei suoi personaggi, capaci di conquistarsi molto in fretta l'affetto del pubblico, il suo maggiore punto di forza.

8.5