Ted Lasso Recensione: la scommessa vinta di Apple

Ted Lasso è una delle migliori comedy di questo 2020. Sorprendente, fresca, varia ed insospettabilmente profonda, Apple ha forse trovato la sua gemma.

recensione Ted Lasso Recensione: la scommessa vinta di Apple
INFORMAZIONI SCHEDA
Articolo a cura di

Vi siete mai informati sulla trama di una serie per poi immediatamente ritrovarvi spaesati? E non dallo shock di un plot avanguardistico ed intrigante o da un contesto particolarmente strutturato, complesso. Quello spaesamento derivante proprio da un'associazione di idee quasi ridicola, impossibile da far funzionare e impensabile che possa davvero interessare a qualcuno. Ogni appassionato seriale può tranquillamente comprendere una sensazione del genere, soprattutto durante un'estenuante sessione di ricerca di nuovi telefilm da guardare. Cosa accade, però, quando si dà comunque una possibilità a quel titolo seguendo un folle istinto e si scopre una gemma? Una gemma molto preziosa nel caso di Ted Lasso, poiché la nuova produzione Apple è semplicemente una delle migliori comedy di questo 2020.

Fresca, varia, a tratti persino imprevedibile e forse con una piccola dose di irriverenza, Ted Lasso parte da una premessa surreale. Ad un occhio cinico addirittura forzata all'inverosimile - e non avrebbe tutti i torti. Eppure basta superare lo scoglio iniziale per scoprire l'immensa bontà e il marchio di Bill Lawrence su un progetto solo in apparenza superficiale. Insomma, confermate le prime impressioni su Ted Lasso andiamo oltre e scopriamo nel dettaglio questa ottima serie Apple.

Vincere o perdere?

Allora, iniziamo con giusto un tocco di background: Ted Lasso, interpretato da un veterano del settore come Jason Sudeikis, è un personaggio nato per delle pubblicità, nello specifico per i promo del coverage della Premier League - il massimo campionato di calcio inglese - ad opera della NBC. In sostanza, Lasso è un promettente coach di football americano che viene assunto improvvisamente da una squadra della Premier League, quindi di uno sport di cui lui non sa nulla. Le pubblicità allora non erano altro che dei piacevoli siparietti sul povero Ted, all'oscuro di qualunque cosa, dalle regole agli avversari.

E questa è esattamente la stessa trama proposta dalla serie disponibile su Apple TV+, senza alcun tipo di variazione - seppur con un'inaspettata profondità che non sveleremo. L'AFC Richmond, formazione fittizia, ha infatti un nuovo proprietario, la rispettabile Rebecca (Hannah Waddingham), decisa a dare una svolta alla squadra ormai da troppi anni impantanata nella mediocrità. Una svolta che assume le forme e il volto di Ted Lasso, che clamorosamente accetta con entusiasmo la sfida, accompagnato come sempre dal suo vice Beard (Brendan Hunt).

Già nella nostra anteprima avevamo paragonato Ted Lasso ad un colosso ingombrante come Unbreakable Kimmy Schmidt di Netflix ed anche a visione finita si tratta di un paragone difficile da non fare. Il motivo è molto banale: Ted e Kimmy sono alla base personaggi molto simili, ovvero dei pesci fuor d'acqua troppo buoni. Questo coach di football trapiantato nel mondo del calcio da un giorno all'altro non ha idea di cosa fare, non sa come allenare la squadra e neanche come dovrebbe essere svolto un lavoro del genere. Non conosce una singola regola, durante il season finale ancora non capisce il fuorigioco, e inorridisce alla scoperta di poter pareggiare una partita.

È totalmente ignaro degli equilibri vigenti all'interno dello spogliatoio, di cosa siano i diversi ruoli, dei vari moduli e delle tattiche infinite. Ma ciò non basta a farlo demordere, perché c'è tempo per imparare i fondamentali, mentre lui è interessato in primis ad instillare il giusto spirito nei suoi giocatori. Ted Lasso è un protagonista così insospettabile e fuori dal mondo da dichiarare pubblicamente che non gli importa vincere o perdere, bensì allenare uomini. Vincere di conseguenza sarà importante altrettanto quanto creare uno spogliatoio unito capace di sopportare qualunque sfida.

Credere sempre in sé stessi

Da qui nascono le tematiche e i momenti migliori, trasformando Ted Lasso in una comedy sportiva molto atipica. Se lo si guarda con attenzione, infatti, si scorge rapidamente quanto l'aspetto calcistico sia un mero contorno e la portata principale venga invece rappresentata da argomenti universali solo "travestiti" o declinati in senso sportivo. Storyline come quella di Roy Kent (Brett Goldstein), capitano del Richmond e grande campione ormai sul viale del tramonto, o di Jamie Tartt (Phil Dunster), giovane talento dalle potenzialità straordinarie, sono sì fortemente legate allo sport ma raccontano anche vicende universali.

Il nuovo che tenta con le unghie e con i denti di trovare la sua strada nel mondo o l'anziano che non riesce più a riconoscersi senza la propria passione, sono racconti squisitamente umani validi in ogni ambito. Così com'è universale la parabola di Sam Obisanya (Toheeb Jimoh), calciatore nigeriano che fatica ad inserirsi in un contesto inedito, o persino quella di Nathan (Nick Mohammed), il tuttofare dello staff troppo timido e continuamente bersagliato. Gli episodi sono incentrati su questi rapporti, sull'intenso cameratismo che un bizzarro americano dai buffi modi di dire riesce a creare.

Ted Lasso è insomma una serie che, sotto mentite spoglie (o quasi), sceglie di affrontare argomenti toccanti attraverso una delicatezza ed una genuinità meravigliose. Identità, ambizioni, divorzio, crescita personale e di gruppo e specialmente rimanere sempre fedeli a se stessi e alle proprie convinzioni anche negli ambienti più sfavorevoli. Vincere in fondo è importante, proprio per non vanificare tutto il duro lavoro fatto in precedenza, altrimenti bisogna ricominciare ogni volta da capo. Ma ci sono vari modi per arrivarci e cedere alle pressioni rinunciando a qualunque cosa ci faccia stare bene non è un'opzione. Più incisivo di tanti drama recenti che sembrano più interessati a ripetere strade già percorse e più naturalmente spiritoso di comedy ben più blasonate, Ted Lasso è, in poche parole, una produzione da tenere d'occhio e da cui ci aspettiamo ancora molto.

Ora le basi sono poste, la seconda stagione già annunciata dovrà evitare di cadere nella trappola di uno stantio more of the same. Nello spogliatoio dell'AFC Richmond c'è ancora molto da raccontare, tanti personaggi ridotti forse ad un ruolo troppo secondario - dovuto però a quella inaspettata profondità che scoprirete. Per adesso, non si può far altro che fare i complimenti ad una serie sorprendente e ad un catalogo come quello di Apple che si sta allargando mese dopo mese con unofferta sempre più di qualità.

Ted Lasso Ted Lasso è una delle migliori comedy di questo 2020 sotto ogni punto di vista. La premessa surreale di un allenatore di football che accetta di guidare una formazione delle Premier League inglese di calcio nasconde in realtà una profondità a dir poco sorprendente per le tematiche affrontate. E al centro di tutto c'è lui, Ted Lasso, un protagonista che è sostanzialmente un pesce fuor d'acqua, un ammasso di bontà, una persona talmente fuori dagli schemi a cui non interessa vincere o perdere, fama o denaro. A lui importa soltanto instillare il giusto spirito nella sua squadra, crescere uomini e non macchine da prestazione. Da qui nascono una serie di tematiche e momenti toccanti meravigliosi, tutti trattati con un pizzico di furbizia, legati fortemente al contesto sportivo ma di base universali. Ted Lasso è una serie che però non deve adagiarsi sui suoi allori poiché le basi sono ormai poste e non sono più riutilizzabili - ovvero il motivo per cui Ted ha accettato questo lavoro. Ma tenetela d'occhio, Apple potrebbe aver trovato una gemma clamorosa.

8