The ABC Murders: recensione della miniserie BBC disponibile su Prime Video

Parliamo della trasposizione del romanzo di Agatha Christie che ha intrattenuto il pubblico inglese nel periodo natalizio.

recensione The ABC Murders: recensione della miniserie BBC disponibile su Prime Video
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Dal 2015 il palinsesto festivo della BBC a fine anno include un adattamento seriale di un testo di Agatha Christie, le cui opere complete sono ora in mano alla rete ammiraglia britannica dopo anni di trasposizioni ITV. Al quarto giro, dopo tre storie autoconclusive (Dieci piccoli indiani nel 2015, Testimone d'accusa nel 2016 e Le due verità nel 2017, anche se la messa in onda di quest'ultimo fu rimandata a marzo 2018), la sceneggiatrice Sarah Phelps, che ha curato tutti gli adattamenti natalizi dell'opera della regina del crimine, ha deciso di cimentarsi con la più nota creazione di Christie, Hercule Poirot. Il celebre detective belga è quindi tornato sugli schermi televisivi inglesi il 26, 27 e 28 dicembre 2018, a più di cinque anni dalla conclusione della storica serie ITV dove Poirot aveva le indimenticabili fattezze di David Suchet.

Un nuovo Hercule

È quindi un Poirot diverso quello che vediamo in The ABC Murders (dal romanzo La serie infernale), con il volto a tratti sorprendente di un attore americano, John Malkovich. Ma è diverso anche per come devia dal romanzo, andando nella direzione opposta rispetto ai suoi predecessori natalizi ma al contempo rispettando una sorta di regola non scritta nella metodologia di Phelps: quando il pubblico ha visto le trasposizioni recenti di Dieci piccoli indiani e Testimone d'accusa, era la prima volta che aveva modo di assistere sullo schermo ad alcune delle invenzioni più crudeli di Agatha Christie, che in quei testi aveva messo su carta un pessimismo quasi beffardo, edulcorato negli adattamenti più noti per il cinema e per il teatro. Le due verità aveva optato invece per un finale diverso ma a suo modo ancora più crudele, dato che la conclusione originale era stata usata in altre trasposizioni. Per The ABC Murders, proprio per differenziarsi dalla serie con Suchet, la licenza poetica principale riguarda l'assenza di Arthur Hastings (che non appare proprio) e dell'ispettore Japp (che muore all'inizio), due figure minori che il programma di ITV aveva reso presenze più o meno fisse, anche quando non apparivano nel testo originale.
È così scattato il dibattito, per lo meno in Inghilterra, sulla scelta di infangare la purezza dell'originale con alterazioni od omissioni, con annessa polemica - l'ennesima, per quanto riguarda il filone di Christie su BBC One - sui contenuti sessuali (una scena sadomaso). Un dibattito non necessariamente sterile, poiché alcune licenze creative sono effettivamente discutibili, tra cui una rivelazione sul passato di Poirot che può lasciare interdetti, ma che perde parzialmente di vista il senso stesso di un adattamento: se si vuole che il testo originale venga lasciato così com'è, tanto vale limitarsi a rileggerlo, perché la trasposizione da un medium all'altro comporterà sempre delle modifiche, anche minime. A maggior ragione se, come nel caso di Poirot, esiste un adattamento televisivo precedente da cui occorre, in un modo o nell'altro, prendere le distanze.

Quello strano detective belga


Pur non avendo optato per una scelta logica a livello di titoli dei singoli episodi (essendo tre, si potevano chiamare A, B e C), la miniserie sfrutta alla perfezione la struttura tripartita, suddividendo la prosa di Christie nei punti giusti per arrivare, con fare incalzante, alla soluzione dell'enigma. Soluzione affidata al Poirot di Malkovich, il quale è al contempo l'elemento più affascinante e spiazzante del progetto: da un lato, è inevitabile una certa sensazione di straniamento sul piano puramente visivo, dal momento che l'attore americano si discosta dall'immagine classica del detective, descritta da Christie sulla pagina e poi portata sullo schermo da interpreti come Suchet, Albert Finney e Peter Ustinov; dall'altro, la scelta di evitare il cliché del Poirot imperturbabile e innamorato della propria intelligenza, sostituendolo con un personaggio la cui mente brillante è accompagnata da un dolore impronunciabile e una rabbia a volte malcelata, è esattamente ciò di cui la BBC aveva bisogno per avviare un possibile nuovo corso narrativo incentrato sull'eccentrico belga, lontano dalla produzione rivale.

Al momento non è chiaro se quella di Malkovich sarà un'esperienza unica o se sarà nuovamente convocato in futuro. Nel secondo caso, le basi per un'evoluzione diversa, che non metterà d'accordo tutti ma non lascerà nemmeno indifferenti, ci sono tutte. Le cellule grigie contano ancora, ma al giorno d'oggi occorre qualcosa di più, che vada oltre il cerebrale, e da quel punto di vista la miniserie trionfa pienamente, con un primo percorso che, andando dal punto A al punto C, segna un inizio promettente per ciò che potrebbe essere un nuovo appuntamento regolare con uno dei grandi protagonisti della letteratura gialla.

The ABC Murders - serial Al quarto giro, il nuovo filone della BBC basato sulle opere di Agatha Christie punta sul classico dei classici, Hercule Poirot, e lo fa con un tocco riconoscibile ma al contempo nuovo: questa incarnazione del detective belga, con il volto di John Malkovich, si discosta non poco dalle versioni canoniche a cui siamo abituati, ma preserva anche l'essenza di uno dei personaggi più amati della letteratura britannica, dando alla miniserie quel fattore umano che potrebbe lanciare tutta una nuova serie di avventure di Poirot sul piccolo schermo.

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