The Afterparty Recensione: su Apple TV+ una serie rivoluzionaria

Phil Lord e Chris Miller ci invitano in un viaggio tra i generi ricco d'ironia e mistero per uno dei prodotti più imperdibili della stagione streaming.

The Afterparty Recensione: su Apple TV+ una serie rivoluzionaria
Articolo a cura di

Insieme ad HBO Max, Apple TV+ sta surclassando per bontà di contenuti sia Netflix che Amazon Prime Video. È ormai un dato di fatto, la battaglia all'esclusività nel mondo dello streaming è combattuta su due fronti: quello della quantità e quello della qualità. Nel primo militano le piattaforme streaming di Reed Hastings e Jeff Bezos (pure Disney+, seppure con brand molto più forti e differenti), ma è soprattutto la prima a necessitare di un numero elevato di produzioni, essendo di fatto questo il suo mercato primario. Prime Video è diverso, e già dal tipo di abbonamento e di offerta risulta evidente, essendo una "seconda base" dell'azienda dove si investono comunque moltissime risorse provenienti dall'e-commerce.

Sulla qualità a tutto tondo e sulla giusta quantità, invece, lavora lo streaming della Mela, che in questi primi mesi del 2022 ha già distribuito serie tv come Scissione di Ben Stiller (qui trovate il nostro first look di Scissione, WeCrashed con Jared Leto e Anne Hathaway, Slow Horses con Gary Oldman e anche l'irresistibile e travolgente The Afterparty, ricercata comedy in salsa whodunit creata, scritta e diretta da Christopher Miller e Phil Lord (21 Jump, Spider-Man: Un nuovo universo). Una serie irriverente e riuscita, capace di modellare un appassionante mistery murder su di un'impalcatura concettuale pensata per esplorare un sospettato dopo l'altro tra tanti generi differenti, risultando per questo rivoluzionaria.

Reunion liceale con delitto

Ci sono cacce al colpevole ambientate su di un lussurioso treno (la recensione di Assassinio sull'Orient Express vi dice nulla?), durante un festa di compleanno di una ricca famiglia imprenditoriale (e la recensione di Knives Out?), lungo una romantica crociera in Egitto (siamo sicuri che la nostra recensione di Assassinio sul Nilo vi rinfrescherà la memoria) o anche su di un'isola-centro psichiatrico (Shutter Island), ma nessuno finora aveva mai pensato a una reunion del liceo.

La commedia la fa ovviamente da padrona per asservire a dovere contesto e personaggi, uno più curioso e strambo dell'altro, ognuno di loro con qualcosa da nascondere. Sono passati molti anni dalla fine dell'adolescenza, e molte cose sono cambiate per Aniq (Sam Richardson), Zoe (Zoe Chao), Yasper (Ben Schwartz), Brett (Ike Barinholtz), Chelsea (Ilana Glazer), Walt (Jamie Demetriou) e Xavier (Dave Franco). Soprattutto quest'ultimo è riuscito a imporsi sulla scena musicale internazionale come uno dei cantanti pop più seguiti e amati, ovviamente forte di un ego smisurato che contraddistingue tutti gli artisti "belli e dannati" che si rispettino. Nemmeno a dirlo, è proprio lui a morire nei primissimi minuti della serie, durante l'Afterparty della reunion liceale organizzato nella sua gigantesca villa sulla scogliera. Chi ha ucciso Xavier? Come? Perché? Sono queste le domande a cui dovrà dare risposta la sagace e un po' estroversa Detective Danner interpretata da una sfrenata Tiffany Haddish, vero token della produzione Apple già riconfermata per una seconda stagione antologica. The Afterparty ha uno scheletro comedy dichiarato, per giunta ideata per essere corale come ogni whudunit che si rispetti, con un ensemble di interpreti provenienti proprio dal mondo della comicità.

Vuole dunque divertire, parodiando su tutti il genere di Conan Doyle e Agatha Christie per consegnarlo alle nuove generazioni senza però scontentare le vecchie. Oltreoceano qualcuno lo ha definito un "millennial whodunit", dove il pretesto dell'omicidio vuole in realtà portare ad altro, che sia una sperimentazione concettuale o cinematografica oppure ad approfondimenti ed evoluzioni marcate dei personaggi coinvolti e delle loro relazioni. In effetti questo fa, The Afterparty, mettendo insieme un cast di attori a loro modo esilarante e perfetto per creare delle caratterizzazioni ben precise ed elaborate, pensate come piccoli ingranaggi di un meccanismo più grande e complesso.

I film mentali

Christopher Miller e Phil Lord non solo riescono a scherzare sulla caccia al colpevole in assoluto, imbastendo uno spettacolo dissacrante e avvincente con toni leggeri e ritmo ottimamente cadenzato, ma si gettano anche in un'opera di decostruzione della stessa attraverso la geniale idea "dei film mentali".

Avete presente quando un sospettato comincia a raccontare la sua storia, cercando di ripercorrere i fatti secondo il proprio punto di vista, magari mentendo? I film mentali sono esattamente questi, e l'intera The Afterparty, episodio per episodio, esplora le diverse versioni della vicenda narrata attraverso ognuno degli otto protagonisti citati. Ogni episodio, un film mentale. Ogni film mentale, diverse rielaborazioni. Ogni rielaborazione, nuovi dettagli.

Nel whodunit nessuno mai aveva tentato un'operazione simile fino a questo momento, ma la serie va persino oltre e gioca la sua carta definitiva: ogni episodio, un genere differente per ogni versione, a seconda del carattere dei personaggi narranti.

È così che The Afterparty diventa anche un musical, un thriller-horror, un titolo d'azione badass o un film d'animazione, il tutto sempre e comunque mitigato dalla commedia e senza mai allontanarsi dal tracciato principale della storia, semplicemente divergendo (o confermando) in modi curiosi ed esasperati le confessioni dei diversi sospettati interrogati dalla Danner. Questo permette alla serie di rinnovarsi di puntata in puntata pur raccontando continuamente la stessa vicenda. Ma pure le personalità dei vari personaggi giocano un ruolo fondamentale tanto nel genere trattato quanto nel racconto in sé. Un esempio splendido è quello di Yasper, dove un fenomenale Ben Schwartz si cimenta in un mini-musical con alcuni brani originali cacthy e davvero spassosi ("We All Get One Shot Twice" su tutti). L'intento è quello di manipolare con grande visione e capacità i cliché di genere, adattandoli alle esigenze dell'investigazione per portare avanti la narrazione.

Non si gira mai in tondo, infatti, e la complessità della struttura mista alla base commediata non deve trarre in inganno: l'intreccio è accurato, la semina degli indizi molto ricca, la soglia d'attenzione richiesta per arrivare alla soluzione del caso prima della Danner decisamente interessante. Gettarsi tra le braccia seriali di The Afterparty significa godere di uno dei più innovativi e intriganti whodunit mai prodotti, nonché in uno dei migliori e più curiosi prodotti della già sofisticata libraria Apple TV+.

The Afterparty (Apple TV+) The Afterparty rivoluziona il genere dei whodunit in chiave seriale, impalcando uno spettacolo dissacrante e decostruttivo dello stesso. Il genio creativo di Christopher Miller e Phil Lord riesce in una minuziosa e appassionate operazione mistery murder sempre mitigata dalla commedia, dove ogni episodio è la versione di un diverso sospettato, un "film mentale" narrato attraverso un genere sempre differente (azione, horror, animazione, musical e così via). L'ensemble di interpreti messi insieme aiuta non poco l'ottimale riuscita del progetto, dove essenziale è infatti la caratterizzazione di ognuno di essi nonostante si tratti di un progetto corale. Dinamico, sempre ingegnoso, ricco d'indizi per risolvere il mistero, divertente e intrigante, The Afterparty è uno dei migliori e sicuramente più curiosi ed elaborati prodotti finora disponibili nella già nutrita libreria di Apple TV+. Da non perdere.

8