The Bear Recensione: l'imperdibile serie Disney+ sul trauma e la cucina

Un locale che diventa lo spazio per scontrarsi e affrontare il passato, per una sorpresa seriale tra ritmo e dramma fatto cuocere a fuoco lento.

The Bear Recensione: l'imperdibile serie Disney+ sul trauma e la cucina
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The Bear è nevrotico, proprio come stare dentro a una cucina - e noi speriamo che non vi stiate perdendo The Bear su Disney+. Ci sono piatti che sbattono, padelle che friggono, umori che vengono portati a massima cottura e che si bruciano facendo uscire il fumo dagli occhi e dalla testa dei personaggi. È il clima di tensione che si surriscalda quanto i fornelli sono accesi e nella propria vita un evento traumatico ha scombussolato del tutto l'ordinarietà, asciugando di troppo la cottura e condendo con ansie e attacchi di panico il resto delle proprie giornate. Quelle che il protagonista Carmen (Jeremy White) ha deciso di trascorrere nel vecchio ristorante del fratello morto suicida, il cui lascito è passato direttamente nelle sue mani, da cui sembra che vada pian piano sempre più scivolando via.

Una sorpresa nel catalogo di ottobre 2022 di Disney+, una serie di qualità delle produzioni Fox che ha ricordato agli spettatori quanto può essere infuocata e adrenalinica una storia raccontata all'interno di una cucina, quando a venir rosolati a fuoco lento sono i disagi e i tormenti dei suoi protagonisti. E The Bear li utilizza tutti come ingredienti, spezie e portate principali brasate a puntino da una penna che infligge come un coltello affilato e spezzetta i conflitti e le risoluzioni di un racconto che trova nella scrittura la maniera di distruggere e confortare.

The Bear: la cucina come legame di famiglia

Quella del creatore Christopher Storer è una serialità che ha compreso fino in fondo la libertà di cui può usufruire la sceneggiatura, non limitandola alla stesura di un racconto che debba lasciar quadrare ogni aspetto o rendersi lineare e accessibile allo spettatore. È il ritmo e il suo essere frenetico a tenere assieme le redini di The Bear, del suo protagonista, di una schiera di personalità che vivono anche al di fuori da quelle quattro mura lontane da frigoriferi e forni, ma che per il pubblico esistono principalmente come estensione di quel luogo.

Posto simbolico e significativo per un Carmen che cerca di rendere il locale a sua somiglianza, mentre è lui stesso ad allontanarsi sempre di più dallo chef stellato che era un tempo e che ha deciso di trasmigrare in una cucina priva di qualsiasi raffinatezza. Un luogo che finirà per plasmarlo, che lo porterà a riscoprire un attaccamento alle proprie radici dettato da una perdita violenta e improvvisa.

Quella che forse lo rimetterà al mondo mostrandogli la fugacità della vita. Delle preoccupazioni che possono affliggere e rendere lo stress determinante per la nostra mente e la nostra natura. Un dolore che l'uomo cercherà di scomporre come una delle sue ricette per rimettere poi insieme ogni parte e cercare di guardare ad un mosaico più grande. Quello di un fratello che ha finito per smuoverlo, tra i risentimenti o le affinità che possono intercorrere.

Il fuori menù della serialità

Il volto del protagonista Jeremy White racchiude scatti e movimenti degli occhi intenti a controllare ogni singola pentola, a mantenere nella propria visuale un ordine che se riuscirà a ripristinare fuori allora, forse, potrà tornare anche nella sua esistenza e in quel confusionario e vitale ristorante. Un posto abitato da altrettante avversità, timori, incomprensioni; affrontate e gestite (quasi) al meglio dal personale e dalla volontà ardita e viscerale di riportare in auge le sorti di un'attività al collasso.

Riflettendo nella singolarità di ogni puntata alcuni aspetti per indagare maggiormente la famiglia di Carmen e aprendosi gradualmente come uno scrigno dove si tengono i più sofferti cimeli, The Bear è il fuori menù di una serialità che se spesso viene stereotipata, esce invece da qualsiasi schema grazie alla visione dello showrunner Christopher Storer e all'apporto duro ed energico della regia.

La muscolarità di un protagonista, del suo ruolo di comando e del tentativo di non vederlo cadere a pezzi, e che se la percepiamo incrinarsi in Carmen è invece solida e robusta nelle fondamenta della serie. Un punto di rottura su cui viaggia la scrittura di The Bear, per una cucina vista spesso in tv come trampolino di sogni e futuro, mentre nello show rievoca i fantasmi e le croci del passato.

The Bear The Bear è il fuori menù della serialità del 2022. Un prodotto che dimostra quanta libertà il piccolo schermo è ormai in grado di sperimentare, cuocendo a fuoco lento la storia e i suoi personaggi per offrire al pubblico una portata principale succosa e irripetibile. Una visione ritmata e travolgente che utilizza la cucina come espediente per raccontare l'elaborazione di un trauma, quello che cercherà di affrontare il protagonista Carmen tra un ordine da servire e l'altro.

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