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The Bold Type Recensione: la prima stagione della serie girl power Netflix

Ispirata a una storia vera, The Bold Type è una serie femminista che cerca di scardinare gli stereotipi, ma con troppa superficialità.

The Bold Type Recensione: la prima stagione della serie girl power Netflix
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Impazienti di vedere il revival di Sex and the City? Dovete ancora riprendervi dalla notizia dell'assenza di Samantha e siete alla ricerca di una nuova serie da gustarvi un episodio dopo l'altro, magari in compagnia delle vostre migliori amiche? Prendete una manciata di girl power, aggiungete una buona dose di guilty pleasure, fashion quanto basta e tanto glamour: ecco a voi The Bold Type, serie del 2017 tutta al femminile, ora disponibile su Netflix.

Già alla quinta stagione in USA (ancora inedita in Italia), le prime tre sono interamente disponibili sulla piattaforma streaming grazie alle uscite Netflix di maggio, mentre la quarta è da poco sbarcata su Premium Stories. Dopo aver visto i primi dieci episodi, eccovi le nostre impressioni su questo titolo pronto a sovvertire gli stereotipi di genere. Con qualche difetto.

La trama

Un titolo, un programma. Da un lato, si fa riferimento all'audacia delle tre protagoniste (letteralmente, toste): giovani donne sicure e intraprendenti, pronte a prendere a morsi la vita. Dall'altro, si richiama il formato "grassetto" (bold nel titolo originale). Non a caso, la storia è ambientata nel mondo dell'editoria. Precisamente, a Scarlet, rivista femminista diretta da una donna con lo sguardo proiettato al futuro (Jacqueline, interpretata da Melora Hardin).

La creatrice dello show, Sarah Watson, si è ispirata alla vera storia di Joanna Coles, ex caporedattrice di Cosmopolitan. Come lei, una delle protagoniste è un'aspirante scrittrice e giornalista (Jane, la Katie Stevens di Faking It). Ad accompagnarla nelle sue avventure in lungo e in largo per Manhattan, le sue due migliori amiche, anche loro impiegate a Scarlet: Kat (Aisha Dee), social media manager afroamericana e bisessuale, e Sutton (Meghann Fahy), assistente con il sogno di diventare stilista. In questa prima stagione, mentre affrontano la competizione lavorativa e le pressioni di Jacqueline, le ragazze si mettono in discussione ed esplorano la propria sessualità.

Amicizia, amore e tanta moda

The Bold Type si presenta come una dramedy irriverente, ma con la volontà di impegnarsi fino in fondo. E ci riesce (anche se per poco). Gli episodi trasudano inclusività, a partire dai personaggi e dalle battute. La parola chiave è sicuramente empowerment: le protagoniste sono ambiziose, i dialoghi brillanti e il ritmo incalzante. Il messaggio è forte e chiaro: bisogna avere l'audacia di seguire i propri sogni ed essere se stesse.

Un punto di forza è sicuramente la scrittura, in cui è evidente il debito nei confronti del cinema di Nora Ephron, la quale viene spesso citata come un vero modello caratteriale. Altro punto a favore sono le tematiche trattate, dalla moda genderless alla lotta al patriarcato, dalla lotta di classe ai privilegi etnici, fino alle molestie sessuali. Un Sex and the City 2.0, che sembra essersi fuso con titoli più millenial, ad esempio Girls di Lena Dunham, ma anche capace di non prendersi troppo sul serio. Una storia che parla ai giovani (donne, in particolare) con la loro voce.

Ragazze (poco) audaci

Senza dubbio, la serie trova un modo leggero e divertente per comunicare temi spinosi e spesso difficili da trattare. Tuttavia, nonostante le premesse incoraggianti, The Bold Type non è nulla di nuovo nella forma. Nell'insieme, la serie ricorda più un sogno ad occhi aperti, dove tutto va esattamente come ci si aspetta. Bastano poche puntate per accorgersene, il nostro consiglio è quindi quello di non crearvi troppe aspettative sugli sviluppi del racconto. Tutto sembra troppo perfetto, troppo "finto", come un bel filtro social.

Si vedono donne e uomini estremamente affascianti correre da un capo all'altro di New York senza un capello fuori posto, con scarpe e vestiti costosissimi, e l'immancabile caffè d'asporto. Il risultato sono personaggi bidimensionali, se non abbozzati. Ragazze audaci sì, ma che giocano sul sicuro, con un lieto fine praticamente assicurato. In sè, The Bold Type è ottimo intrattenimento, nulla di troppo impegnativo. Alla fine, si ha la sensazione che il lato politico sia solo una facciata superficiale che non viene mai del tutto approfondita, e nulla più. Peccato.

The Bold Type Se cercate una serie al femminile leggera ma irriverente, allora The Bold Type fa al caso vostro. Nonostante i personaggi bidimensionali e la trama piuttosto prevedibile, la serie creata da Sarah Watson ha una scrittura brillante che intrattiene con gioioso divertimento. Tutti gli ingredienti giusti per diventare il vostro prossimo guilty pleasure.

6.5

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