The Boys 3x01-02-03 Recensione: i ragazzi son tornati più folli di prima

The Boys ritorna con i primi 3 episodi della terza stagione ed è subito un bagno di violenza, follia, satira e dilemmi morali di una forza irresistibile.

The Boys 3x01-02-03 Recensione: i ragazzi son tornati più folli di prima
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"The boys are back and they're looking for trouble", così urlavano a squarciagola i Dropkick Murphys in una canzone posta ovviamente come intro del loro album Signed and Sealed in Blood. E non c'è secondo noi modo migliore per salutare un a dir poco trionfante ritorno sulle scene di Billy Butcher e dei suoi ragazzi su Prime Video, con 3 episodi che sono già un inno alla violenza e alla satira più dirompenti. L'opera di Garth Ennis torna finalmente a mostrarsi in live-action dopo quasi due interi anni di assenza e lo fa decisamente con la marcia giusta, con la freschezza di chi sembra aver soltanto ancora scalfito la superficie delle proprie potenzialità e tramite una brutalità visiva che non vuole accennare a diminuire la sua efficacia nonché creatività.

Eppure ridurre The Boys solamente al suo animo violento o alla voglia di fare satira sulle enormi contraddizioni e possibili degenerazioni del capitalismo equivarrebbe a fare un disservizio all'enorme lavoro di Kripke e soci: è infatti un prodotto che ha dimostrato ripetutamente di poter portare su schermo dei personaggi strepitosi e degli squisiti dilemmi morali che non fanno altro che moltiplicare il carisma già immenso dei protagonisti.

Ecco come si è ripresentato al mondo l'atavico duello tra Butcher e Patriota, tra i normali esseri umani e i Super e, almeno per il momento, non potremmo esserne più estasiati .

Guai a non finire

La terza stagione di The Boys innanzitutto fa un lavoro cruciale nel ricordare allo spettatore che fine avevano fatto i protagonisti: ritroviamo allora Hughie (Jack Quaid) lavorare felicemente a stretto contatto con Victoria Neuman (Claudia Doumit) all'ufficio governativo creato per tenere sotto controllo i Super e i loro eccessi; Butcher (Karl Urban), Frenchie (Tomer Kapon) e Kimiko (Karen Fukuhara) sono un po' il team operativo a servizio dell'ufficio di Neuman e della CIA dedito ad operazioni di sorveglianza - e nient'altro... - dei Super; Starlight (Erin Moriarty) continua la sua inarrestabile ascesa tra i Sette mentre Patriota (Antony Starr) scivola sempre di più nella sua follia di dominio, specialmente dopo tutto lo scandalo Stormfront (Aya Cash) e il fatto che parte della sua fanbase sembra lo stia di conseguenza abbandonando.

Non pensiate, però, che sia un caso simile alla seconda stagione, dove all'inizio soprattutto The Boys aveva un po' faticato a ritrovare i giusti ritmi ed equilibri; è l'esatto opposto, è una reintroduzione all'universo di Ennis molto più calcolata e naturale, talmente ben scritta e messa in scena da poter immediatamente essere accompagnata dall'arco narrativo di quest'anno, che mescola la scoperta della vera identità di Neuman, un mistero relativo al fantomatico eroe Soldier Boy (Jensen Ackles) e, immancabile, il conflitto sempre più aperto e insperato tra Butcher e Patriota. E ci riesce grazie ad un equilibrio molto più strutturato, ad ora, tra le varie componenti dello show, perché tutto ciò che negli anni abbiamo amato di The Boys e del suo strepitoso spin-off animato Diabolico (siete ancora in tempo per recuperare la nostra recensione di The Boys: Diabolical) è qui presente fin da subito.

Ancora più diabolici

La perversione di un'agenzia incredibilmente manipolatrice come la Vought che comanda gli eroi al pari di marionette ubbidienti guidate da pure ricerche di marketing? C'è e la scalata subitanea di Starlight ne è una dimostrazione lampante, con tanto di risentimento via via più malsano di Patriota. L'ultra violenza che ha reso eufemisticamente celebri alcune sequenze della serie? Assolutamente sì e il pensiero di essere solo all'inizio di questa stagione non fa che esaltarci ancora di più. L'approfondimento magistrale dei personaggi? Cruciale e inserito perfettamente nel tessuto narrativo, in momenti di quiete o poco prima di sequenze decisive per vedere fino a dove i ragazzi sono capaci di spingersi.

Come abbiamo anticipato nella nostra recensione in corso di The Boys, infatti, questa è sicuramente una stagione dedicata al conflitto - ed alcuni faccia a faccia tra Butcher e Patriota sono già da brividi - che tuttavia non vuole dimenticare l'assurda impresa che i protagonisti vogliono intraprendere e, di riflesso, l'ancora più ridicolo pedaggio da pagare: la costante compromissione dei propri valori morali, una linea di decenza che va inesorabilmente spostata sempre più in profondità, l'abbandono di un numero imprecisato di affetti e situazioni che stanno loro a cuore; la guerra ai Super e a tutto il marcio nella società contemporanea che rappresentano non viene ad un prezzo leggero, anzi. Fin dove arriveranno questa volta i ragazzi? Noi non vediamo l'ora di scoprirlo, nella quasi certezza che The Boys è pronta per l'ennesima svolta a sconvolgerci quando meno ce lo aspettiamo.

The Boys - Stagione 3 Signore e signori, i ragazzi sono tornati ed è subito un delirio di sangue, follia e scoperte sconvolgenti su Prime Video. 3 episodi che mettono già in chiaro la la forza straordinaria di The Boys in una stagione che sembra non volere avere limiti, taboo o resistenze di alcun tipo. Il conflitto tra i ragazzi e i Super, tra Butcher e Patriota non può essere più nascosto e, presto o tardi, non potrà neanche essere portato avanti tramite vie legali o decenti e allora non resterà altro che sporcarsi le mani. Questa è la terza stagione di The Boys, che si presenta con innanzitutto una piccola reintroduzione all'universo di Ennis, ma soprattutto con un ritmo molto più bilanciato e una migliore distribuzione di minutaggio a tutte le sue varie componenti. Perché anche solo in queste 3 puntate di The Boys c'è ogni cosa, dall'ultraviolenza ai memorabili dilemmi morali che questi personaggi devono affrontare. Qualche piccola zavorra del passato rimane ancora (Abisso è tuttora un personaggio che sembra non avere alcun ruolo rilevante all'interno della narrativa), ma il resto è semplicemente splendido, una meraviglia da godersi dall'inizio alla fine. E non siamo neanche a metà stagione...