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The Crown: la recensione della seconda stagione

La recensione della seconda stagione di The Crown, una serie TV che continua ad emozionare tra storia, sentimento, politica e tradizione.

The Crown: la recensione della seconda stagione
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Strano pensare che, prossimamente, i volti della famiglia reale inglese che abbiamo imparato a conoscere in The Crown, passeranno il testimone ad un nuovo cast. Infatti Claire Foy, Vanessa Kirby e Matt Smith sono pronti a salutare per sempre la serie tv targata Netflix con la seconda stagione in onda all'8 Dicembre.
L'ascesa al trono della Regina Elisabetta II ha occupato gran parte della prima stagione ideata da Peter Morgan e prodotta da Stephen Daldry, e i nuovi dieci episodi si concentrano sugli anni compresi tra il 1955 e il 1964, un periodo storico in pieno fermento ed evoluzione. Il nuovo Primo Ministro Anthony Eden deve controllare i suoi problemi di salute, mentre la crisi del Canale di Suez lo tiene impegnato ed impone alla sovrana decisioni difficili. Intanto il Principe Filippo intraprende un lungo viaggio verso l'Australia, entrando in contatto con nuove culture nel disperato tentativo di uscire dall'ombra della moglie. La Regina viene sorpresa più volte da una spietata solitudine, ma si mostra dedita al suo paese e presa dai numerosi doveri che richiamano la sua attenzione. La lontananza di Filippo e la condizione politico - sociale della Gran Bretagna la tengono impegnata, insieme al confronto aperto con la sorella Margaret, piena di rancore per la fine dell'amore con il Colonnello Peter Towsend, ma sempre convinta della sua rivoluzione personale all'interno di Buckingham Palace.

Jackie vs Elisabetta

La seconda stagione di The Crown respira un' aria di cambiamento, ma viene anche travolta da un'epoca ricca di novità, nel bene e nel male.

La Gran Bretagna, come il resto del mondo, si tuffa negli anni '60 proteggendo a fatica la propria tradizione, mentre cerca di instaurare un rapporto con gli Stati Uniti guidati dalla famiglia Kennedy. Questa nuova relazione internazionale permette alla serie di accogliere alcune new entry interessanti, come Michael C. Hall nei panni di John Kennedy e Jodi Balfour come l'elegante e determinata Jackie. L'amicizia/rivalità di quest'ultima con Elisabetta II segna uno dei momenti più elettrizzanti e coinvolgenti della seconda stagione di The Crown. Due donne potenti e molto diverse che si imparano a conoscere con un precario equilibrio tra orgoglio, competizione e rispetto. La sceneggiatura brilla per i loro duelli verbali dinamici e di una ironia pungente, resi perfettamente dalle due attrici che riescono a creare la giusta alchimia sulla scena. Conferma della rilevanza dell'universo femminile in questa serie, animato da una serie di personaggi forti e carismatici.

La tradizione deve fare spazio alla modernità

Numerose sotto-trame animano ogni episodio, portando il pubblico dietro le quinte della monarchia, spesso al centro dell'attenzione sui vari tabloid in tutto il mondo. Resta solida la centralità di Elisabetta II come donna e Regina, con le sue fragilità, responsabilità e sacrificio.
Lei, come gli altri personaggi che fanno parte della sua stessa costellazione narrativa, sono profondamente umanizzati, ed emozionano lo spettatore cambiando continuamente la sua prospettiva. Nessuno sembra buono o cattivo, nessuno viene condannato per le sue scelte, ma episodio dopo episodio, ogni protagonista è messo alla prova per mostrare la sua vera natura. The Crown mantiene un ritmo dinamico grazie ad una storia in cui vita privata e vita pubblica vibrano all'unisono, tra ricostruzione storica e finzione creativa.

L'ombra moderna del divorzio comincia ad insinuarsi nell'opinione pubblica, puntando i riflettori sul tema della famiglia e del matrimonio, che spesso popolano i dialoghi e i monologhi di Elisabetta e Filippo. Il loro amore risente costantemente della Corona, mentre Margaret vive nuovi intriganti incontri, fino ad una passione travolgente con il fotografo Antony Armstrong-Jones o Lord Snowdon, interpretato da Matthew Goode. La sua personalità tormentata e ribelle alimenta la parte più piccante e anticonvenzionale della serie tv, completando un quadro narrativo eterogeneo e finito dove c'è spazio per sesso, alcol, fumo e provocazione.

Fantasmi del passato

La seconda stagione, inoltre, ci svela nuovi dettagli sull'infanzia del Principe Filippo, un bambino coraggioso, vittima di un destino crudele che lo priva della sua famiglia in tenera età. Come se l'autore volesse giustificare il suo difficile rapporto con il figlio Carlo o il suo spirito libero che si sente imprigionato dal ruolo di Principe consorte. Si avverte la mancanza di John Lightow nei panni di Winston Churchill che si è dimesso alla fine della prima stagione, soprattutto per il suo rapporto a tratti "paterno" con Elisabetta II. Tuttavia The Crown continua a confermare il suo successo come prodotto di qualità, grazie ad un cast empatico, una sceneggiatura lineare e una fotografia elegante e suggestiva. Dowton Abbey non poteva desiderare un erede migliore sul piccolo schermo; un period drama immerso in un'atmosfera pienamente british, ma con un linguaggio universale intimo che arriva dritto al cuore e alla mente.

The Crown stagione 2 Una vibrante ed emozionante seconda stagione di The Crown ci riporta dietro le quinte della famiglia reale inglese, in un periodo storico ricco che mina la tradizione per una voglia di novità e progresso. Amore, scandali, guerra, politica e dovere tengono impegnata Elisabetta II e i suoi collaboratori più stretti, per un'avventura intima e intrigante che conferma un successo sul piccolo schermo.

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