Netflix

The End of the F***ing World: recensione della serie disponibile su Netflix

Questa ultima novità seriale britannica è tratta da un fumetto e sta conquistando la critica e il pubblico internazionali

recensione The End of the F***ing World: recensione della serie disponibile su Netflix
Articolo a cura di

Ormai i fumetti sono tra le principali fonti di ispirazione sia per le serie tv che per i film. Al cinema impazzano i cinecomics, con risultati più o meno buoni, mentre in TV abbiamo ormai in pianta stabile serie di stampo fumettistico come Arrow, The Flash, Legends of Tomorrow e Gotham, ma anche Riverdale e Agents of S.H.I.E.L.D. Anche Netflix ha dimostrato di subire il fascino dei fumetti, con serie Marvel come Daredevil e Jessica Jones. E il 5 gennaio ha reso disponibile a livello internazionale The End of the F***ing World, serie tratta da una graphic novel britannica e già andata in onda in patria su Channel 4 , lo stesso canale di Misfits e Skins. Del resto, anche i protagonisti di questa nuova serie sono adolescenti.

Fuga dal mondo

James (Alex Lawther) è un ragazzo di diciassette anni orfano di madre. È fermamente convinto di essere uno psicopatico: ha problemi a socializzare, ha tendenze maniacali e omicide. Alyssa (Jessica Barden), invece, è una coetanea cresciuta con la madre e il suo nuovo compagno, che non la accetta e vorrebbe che se ne andasse. L'incontro tra i due ragazzi cambierà totalmente le loro vite spingendoli a scappare da un mondo che non accettano e che non accetta loro, ma attenzione: non è la classica storia d'amore adolescenziale.

Una perla rara

Ci si può già sbilanciare definendo The End of the F***ing World una delle serie più belle dell'anno, anche se siamo solo a gennaio. La produzione a basso budget non inficia la qualità di un prodotto che Netflix ha saputo rendere mainstream, consegnandolo al grande pubblico dopo che su Channel 4 era passato un po' in sordina. Le otto puntate da venti minuti l'una si mangiano facilmente in una serata, dando l'impressione di avere davanti più un film che una vera e propria serie tv. La regia, la fotografia e la sceneggiatura sorprendono per spessore e profondità: dialoghi brillanti, ritmo serratissimo quando necessario e più rilassato per far prendere fiato al pubblico quando serve. Lo humor nero, il lato thriller e quello drammatico si mischiano in un prodotto praticamente perfetto senza mai sovrapporsi. Ci sono momenti più leggeri, momenti più intensi e momenti più riflessivi.

A voler essere onesti, il materiale di partenza era comunque ottimo: la graphic novel di Charles S. Forsman è e rimane un piccolo must del fumetto degli ultimi dieci anni. La storia si dipana fluida, senza forzature e il tratteggio dei personaggi si sviluppa, evolvendosi, nel corso del fumetto e poi della serie tv. Sicuramente, parte della buona riuscita della serie è dovuta a un cast che sembra avere quei personaggi cuciti addosso: Jessica Barden è perfetta come Alyssa, avendo interpretato il ruolo di reietta e outcast anche nell'ultima stagione di Penny Dreadful. Alex Lawther è inquietante nei panni di James e risulta la vera e propria sorpresa dell'intera serie. Poche battute, tanti monologhi interiori e un personaggio che comunica tutto attraverso la gestualità corporea e gli sguardi intensi. A fare da contorno, altri attori inglesi di spicco come Steve Oram, Wunmi Mosaku e Gemma Whelan.

The End of the F***ing World Dopo qualche passo falso nel 2017, Netflix esordisce col botto in questo nuovo anno. The End of the F***ing World è un piccolo spaccato della società inglese odierna che esplora il microcosmo degli adolescenti, emarginati e incompresi. James e Alyssa si incontrano a scuola, come tanti ragazzi della loro età, si innamorano e partono insieme per un viaggio che non può fare altro che avvicinarli e separarli così dalla vita passata.

9