The Head: Recensione dei primi episodi del thriller con Alvaro Morte

Abbiamo visto i primi due episodi di “The Head” in anteprima: ecco le nostre impressioni sulla serie con l'attore de "La casa di carta".

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The Head è pronta a sbarcare anche in Italia. Dopo l'uscita del 15 giugno sul mercato asiatico, nordeuropeo e spagnolo, la co-produzione The Mediapro Studio, Hulu Japan ed HBO Asia si appresta alla release italiana su Amazon Prime Video con i misteri della stazione antartica Polaris VI. L'idea ambiziosa è quella di una limited series fortemente ancorata ai personaggi e alle condizioni estreme dell'Antardide, che può far emergere la bellezza e la brutalità degli esseri umani.

Il cast è infatti un elemento di primaria importanza e quello di The Head è tutto internazionale. Il più in vista, in attesa di scoprire tutti gli altri, è Ramon, il cuoco della Polaris interpretato da Alvaro Morte, il Professore della Casa di Carta. Ma in questa miniserie da sei episodi c'è molto di più da scoprire e, dopo aver visto i primi due capitoli in anteprima è giunto il momento di raggiungere la spedizione e dipanare i misteri di The Head.

Mistero tra i ghiacci

La stazione di ricerca Polaris VI è sul punto di effettuare una scoperta di capitale importanza per scongiurare il cambiamento climatico. Con la fine della stagione estiva, si avvicina quella invernale e con essa i lunghi mesi di buio perpetuo. La squadra invernale della stazione rimane per i sei mesi più freddi del pianeta e si congeda dagli altri in attesa di rivederli in estate. Anche Johan (Alexandre Willaume) deve separarsi da Annika (Laura Bach), che rimarrà con la squadra invernale anche per salvaguardare i risultati della sua ricerca. Quando però il sole sorge la squadra estiva fa ritorno, la stazione appare abbandonata e teatro di tumulti. Sette sono i morti, due i dispersi - tra i quali Annika - e un solo sopravvissuto. Johan si ritroverà così a guidare un'indagine preliminare per scoprire cosa è accaduto a Polaris VI e per ritrovare l'amata, in attesa che arrivino i soccorsi.

Vade retro Carpenter

Il mood iniziale della serie HBO non deve trarre in inganno. Nonostante la sensazione di trovarsi in un film di Carpenter sia presente per tutto il primo episodio, quest'eventualità è stata presto dichiaratamente smentita da Àlex e David Pastor, gli autori spagnoli della serie. La Cosa, la pellicola culto di John Carpenter che inevitabilmente fa capolino nella mente dello spettatore, avrà modo di apparire come sorta di easter egg quando, all'inizio dell'inverno, l'intera squadra di ricerca si riunirà per vedere proprio il classico dell'horror.

Che ci crediate o meno, questa è una pratica realmente in uso nelle stazioni antartiche per celebrare l'arrivo dei mesi di buio totale; una vera e propria esperienza spirituale per i fan del film di Carpenter. Nonostante ciò dell'opera del maestro dell'horror si respirano in certi punti le atmosfere, un po' per le location asettiche della stazione di ricerca e un po' per il tono cupo della narrazione, che abbandona i sensazionalismi d'oltreoceano a favore di un realismo più spinto, che cerca di far leva sull'aspetto psicologico dei personaggi.

Una cosa è certa: quello di The Head è un vero e proprio mistero di natura umana, che fa leva sul legame tra i protagonisti, senza cedere a derive sci-fi. Per dirla con le parole di Alvaro Morte, la serie racconta una storia un po' alla Agatha Christie.

A carte coperte

The Head punta giustamente tutto sul nascondere le proprie carte, per preservare i misteri della stazione Polaris VI (e anche della V?) fino a quando sarà il momento giusto per sorprendere lo spettatore. Per ora lo fa nella maniera giusta, con un incedere compassato sia a livello di regia che di scrittura, riuscendo a seminare qualche twist narrativo con una tensione palpabile, che invoglia alla visione.

Certo, per il momento ci sono ancora da definire bene il setting e i personaggi, ma la speranza è che i fratelli Pastor abbiano verificato l'efficacia del proprio gioco, prima di coprire le loro carte. La serie riesce nell'intento di inserire anche tematiche sociali di una certa rilevanza, come la disparità tra sessi a livello professionale che Annika cerca di combattere anche rimanendo per l'inverno, così da tenere sotto controllo e salvaguardare i risultati dell'importante ricerca della quale è la principale fautrice.

Essendo una serie raccolta, con fondamentalmente una sola macro location molto ben gestita a livello scenografico, The Head punta tutto sui personaggi, vero fulcro narrativo di questo show, e fin da subito cerca di seminare il dubbio su gran parte della spedizione, per cercare, come nella miglior tradizione del giallo, di fornire alibi, ma al tempo stesso di avvertire lo spettatore che forse le cose non andranno come previsto.

Per questo motivo la performance del cast risulta al momento omogenea, senza particolari picchi verso l'alto, ma con una qualche piccola disomogeneità che riguarda alcuni dei membri più giovani del cast. È comunque troppo presto per esprimere un giudizio che non sia affrettato e aprioristico. L'ambizione non manca, ma solo i restanti quattro episodi di The Head sapranno dare una risposta al mistero e una conferma delle nostre prime impressioni.

The Head Nel complesso questi primi due episodi di The Head promettono bene per il futuro della stagione. La scrittura è stratificata e tutto si giocherà sull'alternanza dei piani temporali, per capire che cosa sia davvero successo alla stazione Polaris VI, ottimo esempio di scenografia ben riuscita. Una cosa è certa; qui si parla di conflitti umani ed è completamente da escludere l'elemento soprannaturale. Essendo ambientata nel luogo più inospitale del pianeta, la serie deve per forza di cose fare leva su un cast variegato sia a livello internazionale che di esperienza. Si notano infatti piccole reticenze da parte di alcuni membri più giovani del cast, mentre i ruoli devono ancora essere in generale più definiti per poter dare un giudizio completo. In The Head nulla potrebbe essere come pensiamo e siamo sicuri che assisteremo ad una serie di svolte interessanti che porteranno ad una risoluzione, si spera, non scontata che affonda le radici in un passato che ad oggi ci è ignoto.