Star Wars

The Mandalorian 1x05 Recensione, un passo indietro

Dopo un quarto episodio più blando rispetto ai precedenti, The Mandalorian ci porta su un pianeta che tutti i fan amano.

recensione The Mandalorian 1x05 Recensione, un passo indietro
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Star Wars: The Mandalorian torna con un quinto episodio chiamato a riscattare il suo predecessore, interessante nelle dinamiche del racconto ma più blando per ritmo della trama. Dopo un primo trittico sensazionale e una quarta puntata più incentrata sul presentare nuovi personaggi, l'episodio 1x05 di The Mandalorian a concentrarsi sul viaggio di Baby Yoda e del protagonista, riportandoci su una location grandemente nota ai fan di Guerre Stellari.

Flessione fisiologica?

Dopo la battaglia della scorsa puntata, il Mandaloriano cerca ancora un posto sicuro in cui stabilirsi con il piccolo. In seguito a uno scontro con un cacciatore di taglie, il Mando è costretto ad atterrare sul pianeta più vicino: che si rivela essere Tatooine. Qui, vista anche la scarsità di liquidi e i danni ricevuti dalla sua astronave, il cacciatore è costretto a cercare un lavoro. Lo trova e si butta, insieme a un altro "wannabe" cacciatore di taglie, alla ricerca di una donna, interpretata da Ming-Na Wen (l'Agente May di Agents of SHIELD nonché storica voce di Mulan nel cartoon classico della Disney).

Siamo brutalmente onesti. Questa quinta puntata di The Mandalorian è un passo indietro piuttosto evidente rispetto ai precedenti episodi. La quarta, già a suo tempo criticata, voleva secondo noi essere più una costante citazione ad altri prodotti che tanto avevano ispirato Lucas nella realizzazione della prima trilogia. Questo nuovo episodio invece, sembra una puntata, per certi versi, quasi low budget.

Partiamo dagli effetti speciali, che non riteniamo al livello dei precedenti episodi. Tornare su Mos Eisley non è una buona idea se non la si riempie di vita. In Una nuova speranza e ne La Minaccia Fantasma la la città è piena di vita e di creature. Potremmo ridurre questa desolazione associandola alla caduta dell'Impero e all'ennesimo periodo oscurantista del pianeta dell'Orlo Esterno, ma in ogni caso la città è completamente spoglia. Vuota. Piatta. Quasi un pianeta fantasma.

Lo stesso vale per le scene in cui il Mando e l'altro cacciatore sono a bordo degli speeder nel deserto. Certe volte, i protagonisti sembrano completamente slegati dal fondale e dall'ambiente che li circonda e questo non fa che spezzare quella sospensione dell'incredulità che tanto era stata importante, nei quattro episodi della serie precedenti, e che non era mai venuta meno.
E, a voler essere anche un po' pignoli, la scelta di usare un mix tra animatronic e CGI per Baby Yoda sta cominciando a essere decisamente straniante. Il personaggio sembra diverso tra più inquadrature e, a questo punto, la scelta di cambiare metodo di animazione a seconda delle situazioni sembra essere più una questione di budget che la volontà di "tornare alle fondamenta della saga originale".

Trenta minuti condensati di eventi che non sono proprio fondamentali per la narrazione, molto meno che nel quarto episodio (che, perlomeno, ha fornito chiarimenti sulla mitologia mandaloriana). Se hai 8 episodi da circa trenta minuti devi essere in grado di tenere alta l'attenzione, tenere la qualità della narrazione ancora più alta ed evitare di inserire qualche episodio filler. La scorsa settimana avevamo parlato della possibile volontà di dividere il tutto in più archi narrativi, ma dopo la visione di questo episodio possiamo dire che non è così. Probabilmente la serie voleva concentrare le parti più salienti nelle prime tre puntate e nelle ultime, lasciando la parte centrale a una flessione che consideriamo voluta, più un riempitivo che un calo non voluto.

Una galassia di easter egg

Ma è tutto da buttare? No: l'episodio 5 di The Mandalorian non annoia, ma si chiude con quello che potremmo definire un curioso cliffhanger: una persona, in chiusura, si avvicina al cadavere del personaggio interpretato da Ming-Na Wen. Qui si aprono molteplici possibilità: la prima che ci viene in mente? Boba Fett.

La puntata si svolge su Tatooine, dove, almeno per ora, Boba Fett muore nel pozzo del Sarlacc. Una morte che, nel vecchio universo Legends, non era definitiva, visto che il cacciatore di taglie riusciva a farsi strada e fuggire dalla pancia del mostro, tornando alla sua solita attività. Per quanto riguarda il nuovo canone, invece, nel romanzo di Aftermath si accenna a una armatura mandaloriana presente su Tatooine, un'armatura che molti fan pensano possa essere quella di Boba Fett.

E lo stesso Pablo Hidalgo, alla Star Wars Celebration del 2015, dice che Boba Fett è simultaneamente morto e vivo nello stesso momento, chiara allusione al gatto di Schrödinger e chiara volontà di non mettere un punto definitivo sul personaggio.
La seconda opzione potrebbe sicuramente essere rappresentata, invece, dal personaggio, ancora assente da queste cinque puntate, interpretato da Giancarlo Esposito. In ogni caso, non ci resta che aspettare ancora qualche settimana per avere la risposta a tutte le nostre domande. Vi ricordiamo che l'episodio previsto per il 20 dicembre sarà anticipato al 18 dicembre.

Star Wars: The Mandalorian In definitiva, questo quinto episodio di The Mandalorian rappresenta un piccolo passo indietro rispetto a tutto ciò che di buono avevamo visto finora. Un filler che poco aggiunge alla storia ma che punta molto di più sul sentimento di malinconia e amore che tutti i fan accaniti della trilogia originale avranno provato venendo catapultati su Mos Eisley. Eppure, quel piccolo cliffhanger finale riesce comunque a tenere l’attenzione alta in attesa del prossimo episodio.