The Mandalorian 2 Recensione: il verdetto finale di una stagione clamorosa

Tiriamo le somme di una stagione incredibile che dona una nuova dignità all'universo espanso e riaccende la passione per le Guerre Stellari.

The Mandalorian 2 Recensione: il verdetto finale di una stagione clamorosa
Articolo a cura di

Giunti alla fine di un percorso, e valutata così com'è nel suo complesso, la seconda stagione di The Mandalorian è ben più di una semplice estensione del franchise cinematografico, non più una piccola frangia all'interno dello sconfinato universo narrativo targato Lucasfilm. Questo, al massimo, è ciò che si prefissava di essere la prima edizione: un prodotto modesto ma solido, ben confezionato e consapevole dei suoi limiti.

Con The Mandalorian 2, invece, Jon Favreau e Disney+ hanno voluto andare oltre. Adesso la prima serie TV live-action di Star Wars è parte integrante della sua lore, ne ha mescolato le carte e riplasmato la mitologia fondante. Ad oggi, visti i suoi cruciali legami narrativi con The Clone Wars, Rebels e con le due trilogie "classiche", lo show con protagonista Pedro Pascal si classifica come un erede diretto del pensiero creativo di George Lucas, ne incarna spiccatamente i valori principali e ne costituisce un prosieguo assai più coerente rispetto alla Trilogia moderna.

Tante le meraviglie e pochissimi gli inciampi: con questo secondo blocco di episodi, culminati nel Capitolo 16 che vi abbiamo già raccontanto nella nostra recensione di The Mandalorian 2x08, la serie originale Disney+ ha trovato la sua definitiva consacrazione. Proviamo a tirarne le somme, quindi, nella nostra recensione finale.

Il viaggio di Mando e Grogu

Lo avevamo già intuito dopo la visione del Capitolo 9 (qui potete recuperare la recensione di The Mandalorian 2x01) ed è un elemento che lo show mette in chiaro sin da subito: le ambizioni gigantesce del prodotto, sia sul versante narrativo sia per quanto concerne il lato tecnico.

D'altronde, che Favreau e soci avessero intenzione di scavare a fondo nella mitologia starwarsiana, recuperandone elementi perduti persino nella "lore" più antica, è stato chiaro sin dalla premiere e nel suo "filleroso" seguito, nei quali certi richiami tanto sottili quanto intelligenti all'universo espanso pre-2014 e al nuovo canone letterario si sono sprecati. I primi due viaggi di Mando alla ricerca dei Jedi che avrebbero potuto addestrare il Bambino hanno messo in chiaro, oltre che gli immensi valori produttivi dell'opera, quanto Favreau e Filoni conoscano e maneggino sapientemente la materia di Lucas e ne rispettino l'eredità. Dai riferimenti alla trilogia di Aftermath fino a qualche "mostruoso" cameo proveniente addirittura da Knights of the Old Republic, fino ovviamente ai prestigiosi ritorni per i quali questa seconda stagione ha rappresentato una succulenta passerella. Da Bo-Katan all'amatissima Ahsoka Tano, passando ovviamente anche per il ritorno in pompa magna di Boba Fett, The Mandalorian 2 è un trionfo assoluto di fanservice. Ma è opportuno ricordare quanto quest'ultimo non sia mai, nel canovaccio imbastito da Favreau, davvero fine a se stesso.

Incasellando pian piano gli elementi di una sceneggiatura asciutta, ma essenziale e quasi sempre coerente, The Mandalorian consegna nelle mani dei fan il meglio del meglio di Star Wars: l'eredità di Clone Wars e Rebels, la ritrovata dignità di un anti-eroe bistrattato come Boba Fett e persino il riscatto a posteriori di suo padre Jango. I personaggi di contorno di questa season, arricchiti da interpreti convincenti (su tutti l'ottima Rosario Dawson nei panni di Ahsoka) non ne oscurano però i protagonisti.

Da un Baby Yoda (Grogu, d'ora in poi) più centrale, ancor più tenero, ma adesso più profondo grazie alle rivelazioni sulle sue origini, ad un Mando più tridimensionale, ma soprattutto efficace e sorretto da un Pedro Pascal più presente a livello scenico.

Il meglio di Guerre Stellari

Come dicevamo, The Mandalorian 2 è più ambiziosa della precedente stagione, ma non lo è soltanto sul piano narrativo. Lo è anche su quello registico e più generalmente creativo: per questa season Disney ha infatti puntato su nomi di spicco nel panorama registico hollywoodiano, da Robert Rodriguez a Payton Reed, passando per lo stesso Filoni, che ha scritto e diretto il Capitolo 13 (forse il più bello in assoluto finora). Attraverso i suoi numerosi director, The Mandalorian 2 omaggia perfettamente Star Wars non soltanto nella sostanza, ma anche nella forma: la venatura western, ancor più marcata e presente, è arricchita da dialoghi e momenti di altissima tensione supportati da una messinscena che riesce a farsi più autoriale che mai nei momenti che contano.
The Mandalorian esalta le Guerre Stellari nella loro essenza più pura: in tal senso, il lavoro di Favreau, Filoni e compagni è una splendida lettera d'amore allo Star Wars di Lucas e alla sua originale direzione creativa. Quella commistione tra sci-fi western e samurai fantasy che esplodono in una stagione visivamente virtuosa e spettacolare, imponente nell'effettistica ed eccezionale nella CGI (con la sola eccezione di un cameo finale, ricostruito digitalmente, che avrebbe forse meritato una realizzazione migliore).

Elemento di spicco di Guerre Stellari è, da sempre, anche la sua musica, e anche in tal senso The Mandalorian 2 svolge il suo compito meravigliando e sorprendendo. Con l'ingombrante compito di non far rimpiangere le leggendarie sonorità di John Williams, la colonna sonora di Ludwig Göransson è splendida, coraggiosa e al tempo stesso profondamente rispettosa dei brani classici, senza rinunciare a qualcosa di completamente suo. Il coronamento di un prodotto che, ora più che mai, sancisce una rinascita preziosa per il franchise di Star Wars.

Star Wars: The Mandalorian - Stagione 2 Ogni singolo episodio di The Mandalorian 2 è una splendida lettera d'amore alle Guerre Stellari di George Lucas, ma anche una dichiarazione di fedeltà assoluta ai desideri più ardenti dei fan. La nuova epopea di Mando è un trionfo di fanservice mai fine a sé stesso: un prodotto solido, diretto e confezionato con intelligenza. Un'opera di profonda ammirazione nei confronti delle due prime trilogie, ma anche un'eredità preziosa del lavoro svolto da Dave Filoni con le serie animate, che non si accontenta più di essere un semplice ramo secondario nella lore di Star Wars. Il mandaloriano vuole prendersi tutto il palcoscenico, e un prodotto che (a nostro parere) riesce a scalzare facilmente la più recente trilogia cinematografica non può che meritarselo "tra scroscianti applausi". Il nostro ultimo messaggio va a te, Disney, colpevole negli ultimi anni di non aver gestito con efficacia la saga sul grande schermo: "questa è la via".

8.5