The Marvelous Mrs. Maisel 3 Recensione: la serie Amazon fa di nuovo centro

Disponibile su Prime Video, la nuova stagione sulla signora Maisel conferma la grande qualità del progetto Amazon Original.

recensione The Marvelous Mrs. Maisel 3 Recensione: la serie Amazon fa di nuovo centro
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Nelle prime impressioni sulla terza stagione di The Marvelous Mrs. Maisel avevamo sottolineato come la creatura di Amy Sherman-Palladino fosse tornata mostrandosi in piena forma e confermando i punti di forza che l'hanno resa uno dei prodotti più interessanti in circolazione, ma avevamo anche espresso qualche preoccupazione per le sorti dei personaggi secondari, apparsi meno a fuoco rispetto al passato. Ora che abbiamo visto tutti gli episodi, disponibili su Amazon Prime Video dal 6 dicembre, possiamo però rassicurarvi che anche questa nuova incursione nella vita dell'irresistibile Midge (Rachel Brosnahan) ha fatto centro.

La rinascita della signora Maisel

L'opportunità di aprire per il celebre cantante Shy Baldwin (Leroy McClain) e seguirlo in tour per gli Usa è arrivata all'improvviso e ha provocato uno scossone nella vita di Midge e non solo. Lo vediamo da subito con la perdita di centralità di New York a favore di località come Las Vegas e Miami, ma anche da un rinnovato focus sugli sviluppi della carriera della protagonista.

In questo continuo cambio di location, uno degli aspetti che brilla di più è il rapporto tra Midge e Susie (Alex Borstein). L'alchimia tra le due attrici è formidabile e riesce ad esaltare una relazione contraddistinta da qualche immancabile scontro, ma soprattutto da una stima e un rispetto reciproco che sembrano conferire loro il potere necessario a superare ogni avversità in questa doppia scalata.

Dunque, se da un lato ammiriamo il districarsi di Midge in un mondo complicato come quello della comicità e il suo tentare di uscire dagli schemi che la vogliono moglie e madre, dall'altro non è meno importante il percorso di Susie che, dopo aver individuato il talento cristallino della sua assistita, deve capire se è in possesso delle doti necessarie per essere una manager di successo.

Il personaggio interpretato da Brosnahan si conferma una forza della natura, con i suoi outfit impeccabili, la risposta pronta e le sue manie organizzative, che probabilmente nascondono il bisogno di ottenere l'approvazione altrui. Ma Midge è in piena fase di rinascita e i suoi spettacoli sono il manifesto più brillante di questo cambiamento in atto ma che non smette di presentare difficoltà. Quando sale sul palco, Mrs. Maisel rielabora la propria vita, si mette a nudo con il pubblico e dimostra di avere tantissimo coraggio. Lì, sotto i riflettori, non teme di essere giudicata, se non per la bontà dell'esibizione.

Inoltre, ogni volta che vediamo Midge con il microfono in mano, non possiamo fare altro che restare impressionati dalla sua bravura, tanto che a volte ci si dimentica di stare a seguire una serie tv e non una vera stand up comedian.

Vecchie conoscenze e tante new entry

L'arco narrativo di Susie è anche più turbolento. Laddove Midge deve imparare a condurre la vita delle persone di spettacolo costantemente in viaggio, Susie si trova sull'orlo di una svolta epocale nella propria esistenza che non vuol dire solo successo come manager, bensì il raggiungimento di una condizione economica migliore.

L'animo di Susie è tormentato da un dilemma, perché anche lei ha ricevuto un'offerta: quella di rappresentare Sophie Lennon (Jane Lynch). Quest'ultima è una star affermata nel mondo della comedy ma è anche la rivale più accanita di Midge. Lavorare con lei potrebbe essere un passo avanti, ma anche uno sprofondare nell'inferno. Susie dovrà uscire dalla comfort zone in diverse occasioni (anche grazie all'aiuto di Midge, che le insegna a nuotare, per esempio) e dovrà anche imparare a gestire sé stessa. Le sue peripezie sono tra gli aspetti più riusciti di questa stagione, che ci permette di osservala in momenti di fragilità, ma anche di un'incredibile forza d'animo nel prendere quelle che non sono le decisioni più facili.

La decisione di Midge di puntare sulla carriera e di interrompere il fidanzamento con Benjamin (Zachary Levi) ha avuto un grande impatto sui genitori della donna, i quali hanno avviato a loro volta un percorso di emancipazione, già intravisto lo scorso anno. Quest'anno le cose sono più complicate, perché all'orizzonte c'è il dover abbandonare l'appartamento in cui hanno vissuto per tanti anni. Sia Abe (Tony Shalhoub) che Rose (Marin Hinkle), purtroppo, pur avendo uno spunto narrativo interessante, si ritrovano invischiati in alcune situazioni che rischiano di non andare a parare da nessuna parte e che si risolvono in un qualche sketch con gli ex-suoceri Moishe Maisel (Kevin Pollak) e Shirley Maisel (Caroline Aaron).

Per fortuna, le cose iniziano a muoversi negli episodi finali, quando entrambi si trovano di fronte a delle nuove possibilità. Abe risulta più in secondo piano rispetto alla seconda stagione, mentre Rose compensa grazie soprattutto a uno scambio molto bello con Midge, con la prima ancora molto legata ai concetti di matrimonio e famiglia e che per questo fatica ad accettare le decisioni di vita della figlia.

Anche per Joel (Michael Zegen) vale, in larga parte, il discorso fatto per i Weissman. La quest dei nuovi episodi lo vede impegnato nell'apertura di un club, una buona premessa che si risolve in qualche ripetizione di troppo. L'uomo continua ad avere un rapporto tormentato con la ex-moglie e gli eventi della notte di Las Vegas lo dimostrano, anche se mettono in scena numerosi cliché. Tra le new entry segnaliamo Mei (Stephanie Hsu), che fa capolino nella vita di Joel, e Reggie (Sterling K. Brown), il manager di Shy Baldwin. Quest'ultimo avrà diverse interazioni con la collega Susie, che da lui cercherà di apprendere i segreti del mestiere.

Un livello sempre alto

Quest'anno abbiamo avuto una nuova dose di spettacoli di Midge, ma la stagione è stata arricchita anche da tante esibizioni musicali, complice la presenza di Shy Baldwin, divo dotato di tutte le eccentricità che una star può avere. Gli stacchetti si inseriscono benissimo nell'opera e riescono a esaltare l'ambientazione, i costumi, i colori.

In questo, The Marvelous Mrs. Maisel si dimostra insuperabile. Ogni inquadratura è un'esplosione di gioia, coordinata alla perfezione. Il cast è ancora una volta brillante e riesce a interpretare al meglio dialoghi fittissimi in cui si viene sommersi da una quantità incredibile di parole pronunciate alla velocità della luce. A livello visivo, la serie è semplicemente strabiliante e la sua leggerezza fa in modo che lo spettatore si lasci trasportare in questa magnifica rappresentazione dell'America di quegli anni.

Certo, la scelta di prendere una donna bianca e farla esibire prima di un musicista di colore nel 1959 può sembrare poco realistica, ma il modo in cui viene fatto si sviluppa in modo naturale e dunque ci sentiamo di promuoverla.
Come vi avevamo anticipato all'inizio della recensione, quello di The Marvelous Mrs. Maisel è l'ottimo ritorno di una serie che continua a dimostrare di meritare l'aver fatto incetta di premi tra Emmy e Golden Globe. Se avete amato le stagioni precedenti, sarà difficile essere delusi da questa, che ribadisce ancora una volta quanto sia fantastica Mrs. Maisel.

The Marvelous Mrs. Maisel La terza stagione di The Marvelous Mrs. Maisel ha tanti punti di forza e pochi punti deboli. Tra i primi segnaliamo una messa in scena superlativa, l’ottimo cast e l’arco narrativo di Midge e Susie. Il percorso degli altri comprimari, invece, ci è sembrato sottotono e a tratti ripetitivo, anche se nel finale di stagione ci sono stati dei passi in avanti. Nel complesso, la stagione è in linea con quelle precedenti e per i fan si tratta di un appuntamento immancabile.

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