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The Sandman Recensione: Netflix e Neil Gaiman fanno centro?

The Sandman sbarca finalmente su Netflix e spazza via la maggior parte dei dubbi sull'adattamento seriale dell'opera di Neil Gaiman.

The Sandman Recensione: Netflix e Neil Gaiman fanno centro?
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Finalmente Netflix spalanca le porte del Mondo dei Sogni. È finalmente disponibile The Sandman, l'ambizioso adattamento televisivo in co-produzione tra il colosso streaming e Warner Bros. Television della serie a fumetti di Neil Gaiman. Proprio Gaiman, in quanto produttore e supervisore del progetto, ci ha accompagnato nel lunghissimo processo produttivo e comunicativo che ha dato vita ad una delle trasposizioni più attese degli ultimi tempi, tratta peraltro da una delle opere fumettistiche più autoriali e bizzarre dell'era moderna. Abbiamo visto tutto lo show in anteprima e finalmente possiamo parlarvene: preparatevi ad entrare nel mondo di Morpheus, in un prodotto che pur con delle importanti oscillazioni si è rivelato tra le opere Netflix più affascinanti degli ultimi anni (non perdete le serie Netflix di agosto 2022 e i film Netflix di agosto 2022).

Una serie da sogno?

Quando Morpheus, l'Eterno, il sovrano del Regno dei Sogni, viene evocato sulla Terra grazie ad un rituale magico, viene privato dei suoi potenti artefatti e imprigionato, costretto ad un secolo di reclusione, privato dei suoi poteri e lontano dal suo dominio. Forze cosmiche, divine e demoniache hanno tramato per eoni alle sue spalle, tentando di spogliarlo della sua aura mitologica e di umiliarlo. Infine, finalmente libero dalla sua prigionia, si mette sulle tracce di chi ha attentato alla sua libertà, portandoci in un viaggio tra sogni e incubi, inferni e paradisi, divinità e creature magiche.

La storia di The Sandman è un dedalo intricato e complesso, un intreccio di sottotrame diverse che nel fumetto originario assumono la forma di un'antologia cosmica. Seguendo lo spirito del materiale di partenza, la serie TV di Neil Gaiman tenta di seguirne fedelmente il canovaccio, prendendosi le giuste libertà senza tradire mai lo spirito dell'opera prima. Nel processo di adattamento l'opera di Netflix deve scendere inevitabilmente a compromessi con una narrazione non troppo lineare, fatta di personaggi ed eventi che si susseguono senza troppe spiegazioni, catapultando lo spettatore in un immaginario ricchissimo, affascinante e variegato. Nel passaggio dalla vignetta allo schermo, The Sandman acquista comunque un rigore narrativo che nel fumetto manca, intessendo una sceneggiatura meno caotica e più funzionale all'arco narrativo preso in esame in questa prima stagione. Il risultato è, nell'arco di dieci episodi di durata compresa tra i 40 e i 55 minuti, una prima metà di season ben più convincente della seconda, nel quale prende forma concreta la Lore sconfinata e assuefacente creata da Gaiman: un vero e proprio trip in cui, tuttavia, è principalmente il ritmo a risentirne, compassato e bisognoso di prendersi i propri tempi.

Un compromesso che, forse, potrebbe non incontrare il favore di un pubblico più ampio di quello a cui si rivolge principalmente la serie Netflix, ma che abbiamo trovato coerente con l'anima dell'opera originale. La parte meno convincente rimane comunque la seconda parte di stagione, nella quale purtroppo The Sandman inciampa in uno schema narrativo un po' prevedibile e a tratti confusionario. La necessità, ad esempio, di spiegare il background di alcuni personaggi utilizzando il canonico stratagemma di intere puntate flashback, unita alla costruzione di un ordito che - nei toni e nello stile - cambia totalmente registro rispetto ai primi episodi. Un difetto che influisce sulla qualità generale di un racconto che rimane, per qualità e livello di scrittura, comunque pregevole grazie soprattutto alla penna raffinata e all'estro creativo di Gaiman.

Gli alti e i bassi di The Sandman

The Sandman vive di una doppia anima, esattamente come la sua sceneggiatura, anche nella gestione della messinscena. In linea di massima i pregi e i difetti sin qui elencati si riflettono anche nella regia. I primi 5 episodi dello show includono momenti semplicemente clamorosi per quanto concerne la ricchezza del suo immaginario e della direzione artistica, così come nell'utilizzo degli effetti speciali. Indubbiamente The Sandman è uno dei prodotti fantasy Netflix più spettacolari. L'imponente messinscena della prima metà di stagione, però, viene poi sostituita da una seconda parte più scialba e poco incisiva, anticlimatica tanto sul piano narrativo e contenutistico quanto su quello visivo. A partire dal ritmo, e passando per la regia, la sensazione è che lo show avrebbe potuto condensarsi in un numero inferiore di episodi, e che la scelta di diluirne il racconto in una lunga gestazione verso l'atto finale della prima season abbia influito sulla qualità del risultato.

The Sandman rimane comunque un prodotto imponente sotto diversi aspetti, non ultimo quello del casting. Il lavoro di Gaiman sui volti dei suoi protagonisti si è rivelato tanto sopraffino quanto oculato, ora nella scelta delle interpreti, ora nelle singole performance: da Tom Sturridge, la magnetica e glaciale maschera di Sogno, al perfido Corinthian di Boyd Holbrook, dal maligno Lucifer di Gwendoline Christie all'ambiguo Desiderio di Mason Alexander Park. Un roster di attori convincente, sia per quanto concerne i protagonisti sia i numerosi comprimari che popolano la seconda metà di stagione. E ora, assuefatti dal fascino del cupo Morpheus, lasciatevi cullare tra le sabbie dei Sogni. L'incubo che questo The Sandman finisse all'Inferno come il suo protagonista, pur con tutti i crismi del caso, è finalmente scongiurato.

The Sandman The Sandman è un adattamento ambizioso, che forse spreca in parte il suo potenziale. Ad una prima metà di stagione convincente, spettacolare e affascinante, purtroppo, fa eco una seconda metà più scialba, anticlimatica e confusionaria. La serie di Netflix, Warner Bros. Television e Neil Gaiman rimane comunque un'operazione convincente e coraggiosa, ben scritta e spettacolare sul piano della messinscena. Auspicando, a partire dalle prossime season, una migliore gestione narrativa.

7.5