Recensione The Sarah Connor Chronicles - Stagione 2

La battaglia per la distruzione di Skynet ricomincia!

recensione The Sarah Connor Chronicles - Stagione 2
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La genesi di una saga

La fortunata saga di Terminator è nata nel 1984 dalla mente di James Cameron, creatore, tra le altre cose, di Titanic e del secondo film di Alien, ma anche ideatore e produttore di serie TV come Dark Angel.
Inizialmente pensata per concludersi col secondo film, la saga di Terminator è continuata con un terzo capitolo che non ha trovato molti consensi tra la critica, venendo bollato come una mera operazione commerciale, e si appresta ora a tornare alla ribalta sul grande schermo con una nuova trilogia, che vede Christian Bale nei panni di John Connor.
Ma nel frattempo la saga di Terminator ha visto anche la sua comparsa sul piccolo schermo, sotto forma di serie TV, con una storia che si colloca temporalmente dopo i primi due primi film della saga, distaccandosi dal terzo capitolo.
Dopo una prima stagione molto interessante, composta da soli nove episodi, la serie ritorna con la seconda, e sfortunatamente ultima, stagione, composta da ventidue episodi.

La trama

La lotta per impedire la creazione di Skynet riparte da dove era stata interrotta, e nel primo episodio vediamo concludersi le vicende lasciate in sospeso nel finale della prima stagione. Fin da subito gli equilibri del gruppo verranno messi a dura prova, anche grazie all’introduzione di nuovi personaggi; la fiducia di John Connor nei confronti di Cameron e sua madre vacillerà, dovendo scegliere di volta in volta di chi fidarsi, di un robot difettoso o di una madre paranoica. Nel frattempo Derek, lo zio paterno di John, rincontrerà un amore del passato, e anche lui sarà messo di fronte a delle scelte.
Il personaggio di James Ellison, che nella scorsa stagione aveva ben poco da offrire, ora acquista un senso e soprattutto un posto, accanto al super computer John Henry, un'inquietante macchina desiderosa di imparare e di confrontarsi con tutti gli aspetti dell'uomo.

Psicologie e tematiche

Le psicologie dei personaggi sono indagate a fondo, con molti, forse anche troppi, episodi introspettivi e con frequenti contrasti tra i personaggi. La stagione matura molto nell'uso delle tematiche e nel bilanciamento delle storyline, ma purtroppo tende a distendersi troppo verso metà stagione, in attesa del finale, con episodi tendenzialmente riempitivi.
La serie affronta con eleganza e freschezza temi fin troppo abusati, come la fede o la fiducia, e offre nuovi spunti sulla comparazione tra uomo e macchina.
La scelta di concentrarsi su pochi personaggi e poche storie giova alla serie nei momenti finali, dove si cercano di chiudere tutti gli archi narrativi, senza lasciare troppe cose in sospeso. Purtroppo questo rappresenta anche il limite più evidente della stagione, che a volte sembra fossilizzarsi troppo sui personaggi, a discapito dell'evoluzione della trama.

Realizzazione

La regia si assesta su ottimi livelli, sapendo convincere sia nelle scene d’azione, ricordando da vicino serie come Prison Break negli inseguimenti in auto, sia nelle scene più tranquille, dove vengono ben catturati i risvolti psicologici dei personaggi.
I set usati per le scene nel futuro sono in genere abbastanza spogli, ma fanno comunque il loro dovere senza problemi, rendendo bene l’idea di un mondo post apocalittico in totale degrado.
Buone, seppur non eccelse, le parti in computer grafica e in generale gli effetti speciali, con una lode in particolare al make up usato per i terminator.
Memorabili i temi della colonna sonora e ottimo in generale tutto il comparto audio, che accompagna egregiamente le gesta dei protagonisti, risultando sempre molto azzeccato, anche nei rarissimi montaggi musicali.
il cast, seppur ridotto in termini numerici, trova solidità nelle interpretazioni dei personaggi, una menzione in particolare la merita Summer Glau, che mostra una confidenza col ruolo di terminator davvero strabiliante.

Giudizio finale

Il giudizio finale sulla stagione è buono. La relativa mancanza di azione e di "direzione" di molti episodi viene compensata da un buon uso delle tematiche e delle psicologie dei personaggi. Il difetto più evidente è l'eccessiva ridondanza di certe situazioni e il calo di ritmo nella parte centrale di stagione. L'ottima regia, unita alle buone interpretazioni del cast, ai gradevoli effetti speciali e alla notevole colonna sonora, garantiscono un comparto tecnico di tutto rispetto. Chi cerca l'azione dura e pura resterà probabilmente deluso, tranne in una manciata scarsa di episodi. Il finale di stagione lascia aperte molte strade, strade che saranno percorse esclusivamente dalla fantasia degli appassionati, visti i non esaltanti ascolti e la conseguente cancellazione della serie.

The Sarah Connor Chronicles - Stagione 2 Concludendo, la seconda stagione di Terminator: The Sarah Connor Chronicles è un buon prodotto di fantascienza, che però tende ad essere ripetitivo e tendenzialmente noioso nei molti momenti riempitivi. La solidità del cast, l'affascinante uso delle tematiche e l'ottima regia potrebbero far felici i fan del genere fantascientifico.

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