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The Sense Coach: su Netflix lo speciale di stand-up di Lee Soo-geun

The Sense Coach è un solido e piacevole spettacolo di stand-up, vario e colorito, ma forse un po' difficile da comprendere per un pubblico internazionale.

The Sense Coach: su Netflix lo speciale di stand-up di Lee Soo-geun
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Partiamo da un banale presupposto: l'intrattenimento sudcoreano - e di conseguenza tutte le sue varie componenti - è diverso rispetto al nostro. È un modo di intrattenere particolarmente caotico, roboante, legato molto a vere e proprie gimmick diversificate e dal punto di vista creativo quasi infinite, spesso sfocianti in un trash voluto. E chi, ad esempio, magari affacciandosi sul mondo del k-pop o dei k-drama, segue show come Weekly Idol o Knowing Brothers, per citare i programmi più facilmente reperibili online con sottotitoli almeno in inglese, sa di cosa stiamo parlando. Si tratta soltanto di una prospettiva diversa sull'industria, conferita ovviamente da una cultura differente e forse è proprio questo a darle fascino.

Ma è anche il motivo per cui chi non è avvezzo difficilmente potrà entrare in sintonia, nonostante il format familiare, con lo speciale di stand-up di Lee Soo-geun, ad oggi uno dei volti più noti della comicità in Corea, sbarcato tra le novità Netflix di luglio.

Piccole pillole di vita

Uno spettacolo intitolato The Sense Coach, in quanto il comico si propone innanzitutto di dare al suo pubblico - naturalmente ridotto a causa della pandemia - delle piccole quanto semplici lezioni di vita, partendo dalle sue stesse e variegate esperienze. E infatti la maggior parte dello show è incentrato su bizzarri aneddoti raccontati da Lee Soo-geun, in particolare riguardanti il lavoro e la famiglia: i suoi inizi come comico, alcuni programmi stravaganti cui ha preso parte, qualche curioso dietro le quinte sulla realizzazione rustica, per così dire, di alcune riprese e soprattutto il rapporto con i comici più anziani.

The Sense Coach, d'altronde, non è Nanette di Hannah Gadsby, non è Jigsaw o Dark di Daniel Sloss e neanche Temi Caldi del nostrano Edoardo Ferrario, cioè non si tratta di uno show dai dirompenti messaggi di sottofondo. Lee Soo-geun non sta cercando di instaurare una catarsi e parlare della morte o della propria sessualità, bensì ha messo semplicemente in piedi un solido spettacolo di 45 minuti molto leggero e autoironico, dai toni cordiali e aperti, come se stesse davvero facendo una chiacchierata con amici.

Una comicità particolare

Una chiacchierata interrotta ogni tanto da quei momenti stravaganti o rumorosi tipici dell'intrattenimento coreano di cui parlavamo in apertura: l'intro dello show in tuta da pescatore, accompagnato persino da un lancio della lenza verso il pubblico; l'improvvisa capatina di un suo amico rapper con immancabile canzone, imitazioni condite da giochi di parole e numerosi riferimenti ad altre figure - comiche e non - molto note al pubblico coreano. Ecco, purtroppo è dura tener conto o anche comprendere molti racconti proprio per questi riferimenti e lo stesso Lee Soo-geun ne è cosciente.

Infatti ad un certo punto sul palco afferma candidamente che neanche lui sa quanto il suo spettacolo possa venir apprezzato dagli spettatori internazionali. Ma questo è Lee Soo-geun, prendere o lasciare; e ci sentiamo di ammettere di provare una certa ammirazione per la coerenza mostrata, poiché ha avuto l'occasione di tenere show ad un pubblico quasi infinito e l'ha portato avanti con il suo stile, pregi e difetti compresi.

Lee Soo-geun- The Sense Coach The Sense Coach di Lee Soo-geun è un solido e piacevole spettacolo di stand-up, privo di fronzoli e soprattutto di ulteriori intenti. Il comico sudcoreano, infatti, non vuole commentare temi cruciali né dare una grande panoramica sulla sessualità o la morte, come ad esempio fanno numerosi altri spettacoli simili presenti su Netflix, ma mira semplicemente ad intrattenere, facendo passare al suo pubblico 45 minuti di buon umore. Tra racconti dei suoi inizi da comico, incontri-scontri con colleghi, bizzarri aneddoti familiari e piccoli stravaganti diversivi, The Sense Coach fa il suo dovere, magari senza eccellere ma senza mai annoiare o mancare il bersaglio. Ci sentiamo però di evidenziare come per un pubblico non abituato a frequentare l'intrattenimento coreano numerosi riferimenti, battute e lo stesso modo di gestire il format possano sembrare un po' alieni.

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