The Walking Dead 10x11 Recensione: troppa calma prima della tempesta

La battaglia per Hilltop è alle porte. Tutti si preparano al peggio, in un episodio che ancora una volta non regala molte emozioni.

recensione The Walking Dead 10x11 Recensione: troppa calma prima della tempesta
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L'ultimo episodio di The Walking Dead ci aveva lasciati con il fiato sospeso per la sorte di Daryl, che ha rischiato il tutto per tutto nel suo attacco in solitaria contro Alpha. Lo scontro è stato quasi mortale e solo l'intervento di Lydia ha fatto sì che il nostro si salvasse, ma anche che rimanesse in vita la leader dei Sussurratori. Alpha ha ormai dichiarato guerra, Daryl deve ancora raggiungere Alexandria ed i nostri eroi si stanno riprendendo dall'attacco di Beta. La situazione potrebbe precipitare da un momento all'altro, ma forse non tutto è perduto. L'episodio di questa settimana saprà regalarci qualche sorpresa? Scopriamolo nella nostra recensione.

La fine è vicina

Aaron, Rosita, Judith e Mary giungono ad Hilltop. Mary vorrebbe vedere Adam, il nipote dato in affidamento ad Earl e a sua moglie, prima che la testa di quest'ultima finisse su un bastone lungo il confine di Alpha. Yumiko, Luke e Kelly sono pronti ad andare in soccorso di Magna e Connie, la cui sorte è ancora incerta, ma fanno il loro ingresso Daryl e Lydia, bloccando tutti: Alpha sta arrivando.

Tutti si preparano per la battaglia. Anche Carol è tornata ad Hilltop, dove scopre che Ezekiel ha i giorni contati a causa del tumore che sporge dal suo collo. Carol si sfoga inoltre con Lydia, dichiarando il suo odio per Alpha e la sua volontà di ucciderla, anche se questo non le restituirà la sua vita precedente. Rosita va a trovare Eugene e inavvertitamente sente un messaggio di Stephanie via radio; infatti Eugene continua in segreto il suo scambio radiofonico con la misteriosa donna. L'uomo teme così di aver perduto per sempre la fiducia di Stephanie, con la quale però riesce comunque ad ottenere un incontro.

Il nemico alle porte

Beta e i suoi preparano delle bombe incendiarie con la resina degli alberi, mentre Negan sembra stringere sempre di più il suo patto con Alpha, al punto da indossare una maschera tutta sua. L'uomo propone inoltre alla leader dei Sussurratori la sua idea: sottomettere gli abitanti di Hilltop e Alexandria, invece che massacrarli. Alpha vuole la stessa cosa, ma non nel modo inteso da Negan: Daryl e gli altri si uniranno ai Sussurratori come non morti.

Daryl e Lydia guidano il trasferimento di donne e bambini in vista dell'attacco di Alpha, ma scoprono che le strade sono state bloccate da Negan; sono in trappola e non resta che prepararsi alla battaglia. Daryl e Ezekiel hanno un ultimo confronto nel quale si promettono di occuparsi dei bambini, nel caso uno dei due dovesse cadere in battaglia.

Tutti sono schierati all'esterno delle mura, in difesa di Hilltop. Anche Daryl è in prima linea, nonostante le ferite. Arriva l'Orda e la sproporzione tra umani e non morti è impressionante. All'inizio i nostri sembrano cavarsela bene, avendo allestito una linea di difesa elettrificata e un sistema di barricate per impedire l'avanzata dei nemici, ma la situazione precipita quando Beta inizia a lanciare le sue bombe incendiare. Daryl e gli altri battono in ritirata, ma vengono anticipati dalle bombe, che bloccano loro ogni via di scampo. Beta li chiude così in un'arena di fuoco, in attesa della prossima mossa.

La (troppa) calma prima della tempesta

Le buone intenzioni ci sono tutte, ma c'è un limite fisiologico oltre il quale una linea narrativa può essere diluita e data in pasto al pubblico. In questi primi episodi della seconda parte di The Walking Dead 10 c'è stato una sorta di accanimento monotematico che avrebbe meritato un'alternanza con le altre storyline in corso, così da garantire più dinamismo e tensione ad una narrazione che si sta adagiando troppo su costrutti riciclati dei quali abbiamo ormai la nausea.

La ripetizione di questi schemi narrativi, che si susseguono di stagione in stagione, non fa che alimentare la vituperata reazione nei confronti di una serie che potrebbe sfruttare meglio le idee già presenti, per puntare a risultati completamente differenti. Il cliffhanger finale perde in questo contesto qualsiasi pathos narrativo, instillando nello spettatore un senso di frustrazione per l'ennesimo episodio cuscinetto al quale ha assistito.

Ci troviamo poi di fronte ad una degenerazione continua sul fronte villain; il piano di Alpha è ormai distante da noi, così come lo sono i Sussurratori, più idealizzati che mai. Un trattamento che non rende giustizia alle potenzialità insite in questo antagonista. Per non parlare del ruolo di Negan, palesemente doppiogiochista, ma che, con leggerezza immotivata, raggiunge senza difficoltà i ranghi più elevati dei Sussurratori, senza destare il minimo sospetto. Vedremo a cosa porterà tutto questo in termini qualitativi, mentre attendiamo ancora che The Walking Dead torni ad essere quello di prima.

The Walking Dead Stagione 10 “Morning star” è il classico episodio cuscinetto, che riprende le linee narrative dei personaggi in vista di una battaglia decisiva. Ormai ne abbiamo visti almeno una decina di questo tipo nelle stagioni precedenti. I personaggi si aprono gli uni con gli altri, i legami si rinsaldano, ma la ridondanza è ormai alle stelle. La non così temuta “apocalisse” di Alpha è alle porte e Negan si è guadagnato fin troppo facilmente la fiducia della leader dei Sussurratori, al punto da avere una propria maschera e poter fungere da consigliere/amante di Alpha. Vedremo se la rivelazione del suo indubbio doppiogiochismo saprà dare più profondità a questa storyline un po’ raffazzonata. L’ultimo blocco dell’episodio non ripaga lo spettatore di un’attesa diluita fino allo stremo e il cul-de-sac nel quale Beta costringe i nostri eroi diventa così solo un altro finale ad effetto per mettere a dura prova la nostra pazienza.