The Walking Dead 10x15 Recensione: un pre-finale non all'altezza

Si chiude (per ora) in maniera forzata la decima stagione di “The Walking Dead”, con un episodio acerbo e deludente dal punto di vista narrativo.

recensione The Walking Dead 10x15 Recensione: un pre-finale non all'altezza
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Dopo aver ucciso Alpha per conto di Carol, nello scorso episodio di The Walking Dead 10 Negan è riuscito a dimostrare la sua fedeltà a Daryl e ad Alexandria, nonostante l'abbandono da Carol, partita per la tangente e tormentata dal fantasma di Alpha. Beta sembrava finalmente aver metabolizzato la morte della sua leader ed era pronto per la battaglia finale. Ogni linea narrativa sta infatti per convergere verso il finale di stagione, che ci sarà negato per i ritardi nella post-produzione di The Walking Dead 10 dovuti all'emergenza Covid-19. Vediamo come Angela Kang e soci hanno intenzione di chiudere il tutto, in attesa dello special di quest'estate.

La principessa e la torre

L'avevamo vista alla fine dell'ultimo episodio e ora Princess si mostra in tutto il disagio provocato dalla solitudine in un mondo post apocalittico. L'arrivo di Eugene, Ezekiel e Yumiko rappresenta per lei un'occasione di convivialità da troppo negata dalle circostanze. Per questo tergiversa nel suo guidarli tra le vie della città, persino attraverso un campo minato, pur di ritardare il momento in cui dovrà mostrar loro i mezzi che sostituiranno i cavalli fuggiti per il rumore della sua mitragliatrice. Peccato che questi sostituti saranno solo delle biciclette

Nel frattempo i nostri sono rintanati in un'ala abbandonata di un ospedale e riescono ad eludere l'arrivo di Beta ad Alexandria, con l'intento di spingerlo verso Oceanside. La strategia sembra funzionare all'inizio, con Aaron e Aiden come sentinelle, ma alla fine prevalgono le voci nella testa di Beta che gli indicano la retta via. Negan cerca di far sfogare Lydia, dopo l'uccisione della madre, e alla fine riesce nel suo intento.

Carol e Kelly escono a cercare materiale elettrico per un progetto di Luke; un'altra occasione per assistere ad un mea culpa di Carol, che però scopre la forza nel suo essere un lupo solitario. Daryl prende con sé Judith, uscita dall'ospedale per disperazione, ed incontra una Sussurratrice fuggita dal gruppo di Beta, che pare impazzito da quando Alpha è morta.

Dopo aver ottenuto conferma del percorso dell'orda, Daryl uccide la donna, ma deve affrontare la questione morale con Judith. Il tempo delle parole è però finito; Aaron e Aiden sono stati scoperti e, contrariamente alle aspettative, l'orda di Beta arriva nei pressi dell'ospedale.

Un pre-finale non all'altezza

La settimana scorsa ci eravamo lasciati fiduciosi di poter ritrovare un senso in questa serie che ha da tempo smarrito la retta via. Purtroppo The Tower non ha fatto nulla per risollevare le sorti di The Walking Dead, che a questo punto ha ben poche speranze di rientrare in carreggiata. Catapultati magicamente in un ospedale abbandonato, i nostri eroi sono ancora vittime di se stessi, tra giustificati traumi - di Lydia e di Judith - e le lamentevoli, quanto insopportabilmente reiterate apologie di Carol.

La struttura dell'episodio è tutta un rincorrersi esistenziale ed esistenzialista di drammi personali e la "vincitrice" della puntata è Princess, nuovo outsider del gruppo, che deve trovare la comprensione e l'accettazione - forse più la compassione - di Eugene, Ezekiel e Yumiko, nonché reiterare le drammatiche conseguenze psicologiche dell'isolamento nell'apocalisse zombie, che presentano in questo caso derive imbarazzanti, quali la creazione di diorama in scala naturale, a base di non morti.

Strano poi come, tra la sconcertante indifferenza generale, l'unico che spenda qualche parola di conforto e di stimolo nei confronti dell'orfana Lydia sia proprio l'assassino di sua madre, in cerca di redenzione e con un arco narrativo potenzialmente esplosivo. Daryl esprime il carattere del leader ed affronta l'eterno dibattito sul bene e il male con la piccola Judith - davvero bravissima la piccola Cailey Fleming -, quando invece dovrebbe aiutare tutta la sua comunità e prendere in mano la situazione e traghettarla verso lidi narrativamente più felici.

C'è infine Beta, schizofrenico e bipolare, che non vuole essere il nuovo Alpha, ma di fatto lo è. Il suo percorso interiore si arricchisce ora di una nuova voce diegetica, che si aggiunge ai tanti manierismi fuori contesto di questa decima stagione. Purtroppo il risultato è che quello che ci impone lo show non è più l'esito delle vicende, né il relativo percorso, quanto una narrazione liquida e disomogenea, che si propone come flusso di coscienza di personaggi principali che faticano ad imporsi e di ruoli secondari che non hanno mai suscitato in noi reale interesse.

The Walking Dead Stagione 10 “The Walking Dead” si ritrova sul ciglio di uno spaventoso dirupo, dovendo rinviare un preziosissimo finale che avrebbe potuto mettere la parola “speranza” alla fine di questa pessima decima stagione, affrontata sinora con rassegnato stoicismo. Sì, purtroppo c’è ancora spazio per le apologie di Carol e sì, Princess è l’ennesima parentesi all’interno di “The Walking Dead”, oltre a rappresentare l’ennesimo problematico acquisto del gruppo. Mentre Negan e Daryl cercano di essere figure paterne, sebbene sottopelle frema in loro la personalità di un più che necessario leader, Beta, non avendo più un capo da seguire, diviene la marionetta delle voci che sibilano nella sua testa. E mentre questo accade, siamo almeno felici del fatto che tutto ciò stia convergendo in una struttura attrezzata come un ospedale, dove “The Walking Dead” potrebbe trovare una felice svolta come medical drama di stampo psichiatrico. Quello che una volta risultava un buon bilanciamento tra azione ed introspezione è ormai degenerato nella reiterazione e nella banalizzazione, rischiando di implodere con tutto il suo universo narrativo. Se “The Walking Dead” non è ancora pronto a gettare la spugna, forse lo siamo noi spettatori.