The Walking Dead 11x03 Recensione: Maggie è braccata dai Mietitori!

Lo scontro con i Mietitori rivela la pericolosità del nemico e divide il gruppo; Carol cerca di procurare cibo per Alexandria e una via per riscattarsi.

The Walking Dead 11x03 Recensione: Maggie è braccata dai Mietitori!
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Il dittico introduttivo dell'ultima stagione di The Walking Dead, che potete recuperare nella nostra recensione dei primi due episodi di The Walking Dead 11, aveva introdotto un duplice fronte; quello del Commonwealth e l'importante crisi alimentare di Alexandria che aveva costretto Maggie e i suoi ad intraprendere un viaggio alla ricerca di provviste presso il Meridiano, l'avamposto occupato dalla figlia di Hershel negli anni di lontananza e che era stato attaccato dai Mietitori, costringendola alla fuga e al conseguente ritorno tra i vecchi compagni.

Purtroppo, le cose non erano andate per il meglio, complice l'eterno conflitto tra Maggie e Negan, che ci aveva rivelato una donna profondamente cambiata, ancor più forgiata dalle difficoltà che aveva dovuto affrontare nel corso degli anni. L'arrivo dei Mietitori aveva definitivamente rovinato il piano, generando orrore e scompiglio tra i nostri - per tutti i dettagli recuperate la nostra recensione di The Walking Dead 11X02.

Il peso della leadership

L'episodio si apre con uno scontro ipercinetico tra il gruppo di Alexandria e i Mietitori. Nella frenesia del combattimento il focus è su Maggie, che vive sconvolta in prima persona la carneficina che i nemici stanno compiendo. I caduti sono molti, così come i feriti, anche tra i personaggi più amati. Maggie riesce miracolosamente a sopravvivere e rimane isolata dal resto del gruppo.

Inizia così il frangente squisitamente horror dell'episodio, che assume quasi dei tratti slasher nel momento in cui Maggie è costretta a rifugiarsi in un complesso abbandonato e a salire un'infinita rampa di scale al buio. Questa scena ci aiuta ulteriormente ad inquadrare l'attitudine stealth e l'estrema risolutezza del nemico, che si rivela inquietante e temibile come sospettavamo.

Il provvidenziale intervento di Negan salva la donna dalla minaccia dei Mietitori ma non riesce a soccorrere un ritrovato Alden prima che venga gravemente ferito. Assistiamo così ad un secondo approccio tra Negan e Maggie, nel corso del quale emerge in sottotesto il rispetto che l'uomo porta per coloro che hanno il dono della leadership (così come era accaduto in precedenza con Rick e Daryl, tutte persone che Negan rispettava e che aveva cercato di portare dalla sua parte).

Si sa, però, che le scelte di un leader spesso non sono facili e nemmeno giuste. Spesso, infatti, bisogna scegliere la strada più consona per il bene comune, che in questo caso prevede di lasciare Alden ferito presso una chiesa e proseguire con Negan prima che il sole tramonti. Tutto ciò mediato da un triplice confronto nel quale è ovviamente Negan ad uscire sconfitto nella prova della fiducia, pur ottenendo di fare ciò che deve essere fatto, complice il ragionamento comune dello stesso Alden.

Il peso della colpa

Sul fronte di Alexandria ci immergiamo invece in una missione bucolica alla ricerca dei cavalli perduti, a capo della quale troviamo Carol, in contrasto con i suoi doveri presso l'avamposto e per questo in rotta con Aaron. Sappiamo tutti che Carol funziona meglio come lupo solitario, ma come sempre siamo ben lungi dalle imprese compiute in tal senso nelle scorse stagioni.

Inoltre, la donna vive con il costante senso di colpa per la scomparsa di Connie - che sappiamo invece essere viva e aver incontrato Virgil nel finale di The Walking Dead 10 - e per questo entra in contrasto con Magna, che non vuole che illuda Kelly sulla sorte della sorella. La quest equina trova la sua conclusione, ma forse non nel modo bucolico col quale era cominciata.

A onor del vero, in quest'episodio di carne al fuoco vera e propria ce n'è forse troppo poca, al di là di qualche semina sulla figura e sul credo dei Mietitori (all'apparenza una sorta di setta di stampo cristiano), di ulteriori chiarimenti tra Maggie e Negan, e un detour su Carol che speriamo non ricada in dinamiche autoflagellanti ahinoi note e che credevamo superate con il confronto con Lydia.

Sappiamo già che il prossimo episodio getterà una luce più luminosa sui Mietitori, sulla sorte di Daryl e degli altri scampati all'agguato, ma segnaliamo che questa puntata ci ha regalato molte note in sottotesto, dettate soprattutto dal linguaggio della macchina da presa, che gioca piacevolmente con il grandangolo e la profondità di campo per far esprimere i personaggi senza una riga di dialogo.

I casi significativi sono davvero pochi, ma fa sempre piacere sapere che viene posta l'attenzione anche su questi elementi, il che non accade in tutti gli episodi. Abbiamo apprezzato molto anche la simpatica parentesi dedicata ai bimbi di Alexandria e, in particolare, all'incontro tra Hershel e Judith, con il simpatico dialogo sull'ipocrisia e la noiosità degli adulti, che svela la capacità di adattamento dei più piccoli. Uno spaccato di vita che mancava e che impreziosisce lo show.

The Walking Dead Stagione 11 "Hunted" è un episodio di transizione che non sviluppa in maniera organica la trama orizzontale, ma ci permette di approfondire le dinamiche del conflitto tra Maggie e Negan, introducendo la mortale attitudine dei Mietitori, con una parentesi bucolica su Alexandria e sul senso di colpa di Carol per l'apparente morte di Connie. La messinscena entra più in sintonia con la scrittura, attraverso un uso più consapevole del grandangolo e della profondità di campo, mentre sul fronte dei personaggi assistiamo a prese di coscienza e confronti che non mancheranno di evolversi.