The Walking Dead 11x04 Recensione: Daryl tra i Mietitori

Lo scontro con i Mietitori ha diviso il gruppo di Daryl, che ora si ritrova a dover trovare un modo per affrontare la nuova minaccia.

The Walking Dead 11x04 Recensione: Daryl tra i Mietitori
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Torniamo a parlare dei Mietitori e del gruppo di Alexandria che nella recensione dei primi episodi di The Walking Dead 11 avevamo scoperto al limite della crisi alimentare e, quindi, costretto a trovare una soluzione anche a costo di incontrare nuovi temibili nemici con i quali Maggie e i suoi avevano già avuto a che fare. Lasciamo da parte per la seconda consecutiva la parentesi del Commonwealth per andare alla scoperta di questo misterioso commando mascherato che già nella recensione di The Walking Dead 11X03 aveva decisamente dato filo da torcere a una Maggie letteralmente braccata dal nemico.

Ritroveremo Eugene, Princess, Yumiko e Ezekiel nella prossima puntata, quando si apriranno anche a noi le porte del Commonwealth, ma per ora concentriamoci su Daryl, perché questo episodio è interamente dedicato a lui e al proseguimento di una storyline che avevamo iniziato nel corso degli episodi speciali della decima stagione. E se come noi seguite The Walking Dead su Disney+, non potete perdervi le altre novità Disney+ di settembre 2021!

Il battesimo del fuoco

Se da un punto di vista squisitamente narrativo lo scorso episodio si dilatava su tre fronti, dando ampio respiro alle vicende di Maggie, regalandoci una piccola quanto significativa parentesi sui piccoli abitanti di Alexandria e una non certo entusiasmante quest relativa a Carol e al recupero dei cavalli alessandrini non solo per gli scopi logistici dichiarati - rendendo alquanto disomogeneo l'equilibrio della scrittura -, "Rendition" ci mostra esclusivamente la prospettiva di Daryl sullo scontro con i Mietitori e il percorso che lo porta letteralmente ad infiltrarsi tra le fila di questo gruppo di temibili avversari.

Un'operazione canonica che dà il via ad un episodio esplorativo e di transizione, che funge da introduzione a Pope, uno dei villain di quest'ultima stagione di The Walking Dead - ricordatevi che rimane pur sempre il Commonwealth - nonché testa pensante dei Mieitori, senza però godere di una regia ispirata come nella scorsa puntata e marciando su un percorso preimpostato che non riesce a sorprendere soprattutto nei frangenti più scioccanti sulla carta, al netto di un'interpretazione convincente da parte di Ritchie Coster.

Demerito lampante della writing room di Angela Kang, le cui buone intenzioni sono più che evidenti, ma che indulge su tropi e schemi collaudati, ma che ormai non ottengono più lo stesso effetto dopo undici anni di ridondanza e, soprattutto, dopo aver conosciuto i migliori villain di The Walking Dead e le loro azioni scioccanti, alcune delle quali rappresentano le morti più sconvolgenti di The Walking Dead .

Del tutto atteso il ritorno tra i Mietitori di una figura introdotta recentissimamente nello show e destinata a restarci fino alla risoluzione definitiva, che potrebbe risultare in un altrettanto canonico voltafaccia o in una presa di posizione ancor più radicale. Il rapporto tra Leah e Daryl avrebbe potuto godere di un'elaborazione più articolata, che andasse incontro alle aspettative di stratificazione e contrasto tra sentimenti e fedeltà alle rispettive cause, ma ciò non vuol dire che il comportamento attuale della donna non possa andare al di là dell'ovvio; solo i restanti episodi potranno gettare luce su questo particolare.

Se dunque per ora le carte in tavola hanno solo iniziato a svelarsi, non possiamo fingere di non leggere tra le righe di questa compagine di mercenari - che trovano in Dio il contractor finale, nonché una giustificazione alla loro sopravvivenza e alle loro azioni - una vena di strettissima attualità che lega eventi reali quanto mai pressanti alla fiction.

Alla luce delle informazioni pervenute nel corso della puntata possiamo leggere in modo più organico anche il confronto avvenuto nella scorsa puntata tra un Gabriel sempre più disilluso nei confronti del suo Dio e il Mietitore ferito in cerca di redenzione, dimostrando quanto il percorso del prete conosciuto dopo gli eventi di Terminus sia tra i più riusciti dello show (se la vostra memoria vi tradisce vi rimandiamo al nostro recap completo di The Walking Dead e alla recensione di The Walking Dead 10X19, per approfondire nello specifico la crisi di fede di Gabriel).

Tra critiche niente affatto velate all'operato degli Stati Uniti e dei suoi politici in ambito bellico, constatiamo quanto gli sporchi giochi di potere abbiano ormai lasciato il posto alla lotta per la sopravvivenza e garantito agli ex militari che compongono il gruppo di Pope un vantaggio non indifferente nella catena del comando.

Certo, permangono le incognite sull'efficacia di questo nuovo antagonista; dopo averne passate davvero tante e aver sofferto indicibili atrocità insieme ai nostri protagonisti, riuscire a colpire il pubblico con un villain che oltretutto non proviene dalla penna di Kirkman rappresenta una bella sfida e un battesimo del fuoco che a questo punto non coinvolge solo Daryl, ma anche la showrunner Kang e la sua squadra.

The Walking Dead Stagione 11 Viene il momento in cui una nuova minaccia prende il posto della precedente e "Rendition" è cucito su misura per introdurre al pubblico Pope e i suoi Mietitori; mercenari di lungo corso che possono contare - a detta loro - sulla benedizione dell'Altissimo, dopo una vita passata a sbrigare il lavoro sporco per politici e nazioni. Il limite di questa entrata in scena è rappresentato da tutti quei precedenti che richiamano e anticipano la quasi totalità degli eventi mostrati su schermo. Nessun effetto sorpresa o shock che impressioni e che ci faccia al momento temere per i nostri più di quanto non abbiamo già fatto in passato. Pope dovrà impegnarsi davvero molto per conquistarci e conquistare un posto tra i migliori villain della serie. Il tempo è dalla sua, speriamo che sappia utilizzarlo al meglio.