The Walking Dead 11x06 Recensione: Daryl alle strette

Atmosfere horror accompagnano l'atteso ritorno di Connie e Virgil, mentre Daryl dovrà scendere a dolorosi compromessi per salvare se stesso e Alexandria.

The Walking Dead 11x06 Recensione: Daryl alle strette
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Se nella nostra recensione di The Walking Dead 11X05 avevamo capito quanto fosse rischioso lasciarsi dominare dagli istinti più primordiali, con il rischio che Aaron compromettesse la propria umanità prima di essere rimesso in carreggiata da Carol, ebbene, in "On the Inside" ci troveremo a stringere i denti insieme a Daryl, che per non far saltare la propria copertura, dovrà scendere a sgraditi compromessi.

Dall'altro lato assisteremo al ritorno di Connie, che fin da subito rischia di essere compromesso da un'inquietante minaccia, mentre insieme a Virgil cerca di fare ritorno ad Alexandria. Un episodio di The Walking Dead 11 che ci regala momenti di tensione e che siamo pronti a rivivere insieme a voi.

La casa infestata

Avevamo passato gran parte della stagione passata in compagnia di una Carol dilaniata dai sensi di colpa per aver probabilmente messo fine alla vita di Connie in maniera incosciente, accecata dalla sete vendetta nei confronti di Alpha in seguito alla morte di Henry, quando Magna e la stessa Connie erano rimaste intrappolate sotto le macerie della caverna nella quale la leader dei Sussurratori nascondeva la sua temibile orda di zombie (rinfrescatevi la memoria con il nostro recap completo di The Walking Dead).

Ebbene, se Magna era infine riuscita ad emergere dalla distruzione e raggiungere fortunosamente Hilltop nel momento della disfatta, di Connie non avevamo più avuto notizie, con grande disperazione della sorella Kelly, pur avendo noi scoperto nel finale di TWD 10 che la ragazza era sopravvissuta ed era stata intercettata da Virgil, l'ultima persona ad essersi congedata da Michonne.

Ed era stato l'inatteso incontro/scontro con una manciata di Sussurratori sopravvissuti alla disfatta a rivelare a Carol ed Aaron che Connie era viva e vegeta, dando così alla donna una speranza di redenzione più che concreta. Speranze confermate dall'inizio di questa puntata, quando la scena viene riconquistata da Connie e Virgil in persona, in fuga dal nemico e in procinto di rifugiarsi in quella che sarà la location definitiva di questo episodio.

Un richiamo esplicito al genere horror che si declina in uno slasher mascherato dal tropo della casa infestata. Una caccia al topo ben gestita dalla regia di Nicotero che gioca con gli spazi e con la dicotomia suono/silenzio, a seconda che il punto di vista appartenga a Virgil o a Connie, così da restituire la sordità di quest'ultima, magari non sfruttando tutte le carte a disposizione per generare invenzioni più articolate e terrorizzanti. Buona anche la resa degli inquietanti antagonisti, ennesima declinazione di un irrecuperabile stadio di disumanizzazione, che prende in prestito alcune idee dal cinema di genere, con un paio di scene davvero azzeccate.

La prova di Daryl

Sul fronte dei Mietitori torniamo a respirare l'aria della compagine di Pope, ancora alla ricerca di Maggie e compagni, dopo aver reso Daryl uno della famiglia in seguito alla prova del fuoco, superata brillantemente dal nostro. Una situazione sempre più complicata, perché Daryl dovrà ricorrere a misure estreme per mantenere la sua copertura con Leah e il temibile capo dei Mietitori, e allo stesso tempo riuscire a fornire qualche informazione in più ai compagni sul nuovo nemico.

Tutto ciò dal punto di vista drammaturgico si traduce in un costante gioco al rialzo sulla tensione legata alla sorte del personaggio di Norman Reedus, soprattutto nelle fasi che coinvolgono il malcapitato Frost, complice di Daryl. Un gioco che diventa meno coinvolgente nella caccia a Maggie e compagni, per la natura più determinista delle dinamiche che vedono coinvolti gli attori sul campo.

L'intento degli sceneggiatori è giustamente quello di alternare la tensione su due fronti, quello di Connie e dei Mietitori, per creare una puntata al cardiopalma che tenga lo spettatore incollato allo schermo. Obiettivo in parte raggiunto ma, come nel caso della casa infestata, nel più classico dei modi, senza guizzi di sorta che gettino scompiglio nelle reti della narrazione e ci coinvolgano spasmodicamente nelle dinamiche in atto. Ne è una conferma la prevedibilità del finale, che prepara l'inevitabile scontro tra fazioni, ma che non brilla certo nel curare a dovere i meccanismi di semina e raccolta degli eventi.

The Walking Dead Stagione 11 Il ritorno di Connie porta con sé una rinnovata vena horror che, pur non osando come dovrebbe, riesce a regalarci un buon intrattenimento e una serie di inquietanti antagonisti che non sfigurerebbero in una pellicola di genere, sfruttando in buona parte le possibilità diegetiche offerte dalla condizione di sordità di Connie, senza vergognarsi della deriva filler di questa parte del racconto. Torniamo così tra le fila dei Mietitori, dove Daryl è costretto a ricorrere a misure estreme per non far saltare la sua copertura ma, anche qui, si poteva decisamente osare di più nella seconda parte, quando il castello di carte sembra sempre più protetto da forze demiurgiche che rispondono al nome di sceneggiatori. Insomma, non un successo eclatante, ma tutto sommato godibile nell'insieme, al netto dei consueti limiti in fase di scrittura e di qualche occasione poco sfruttata a livello di regia.