The Walking Dead 11x09 Recensione: un ritorno sorprendente su Disney+

La serie zombie per antonomasia ritorna in grande stile con un episodio denso di eventi e di idee che riesce a convincere.

The Walking Dead 11x09 Recensione: un ritorno sorprendente su Disney+
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La fine di The Walking Dead è sempre più vicina. Non siamo ancora alle ultime battute, ma ci avviciniamo inevitabilmente al giro di boa oltre il quale potrà scattare il tanto temuto conto alla rovescia che dopo undici anni di onorato servizio manderà in meritata pensione lo show tratto dai fumetti di Robert Kirkman (i più curiosi possono riscoprire la nascita di The Walking Dead), dando il la a tutti gli altri progetti del Deadverse, dallo spin-off di Daryl e Carol ai film con Rick Grimes. Oggi, però, siamo qui per discutere dell'inizio del secondo dei tre blocchi che comporranno infine quest'undicesima stagione su Disney+. Un inizio in perfetta continuità con la puntata precedente (recuperate la nostra recensione di The Walking Dead 11X08 e scoprite i pro e i contro di The Walking Dead 11 finora) che già anticipavamo nella nostra anteprima di The Walking Dead 11 Parte 2.

Il "vero" midseason finale

Diciamolo sin da ora: "No Other Way" è un ottimo episodio di TWD. Lo è perché a livello di scrittura è denso di eventi e di idee che, giunti alla fine dei quarantacinque minuti di visione, saziano e soddisfano, facendoci riconsiderare quanto sia stato effettivamente raccontato in quel lasso di tempo rispetto alla distribuzione drammaturgica standard. È inoltre una puntata corale; con le giuste proporzioni trovano spazio gran parte dei protagonisti, tutti bene o male con il loro momento di gloria.

La nostra prima impressione, una volta giunti ai titoli di coda, è stata quella di aver assistito al vero episodio conclusivo del primo blocco di The Walking Dead 11. Ci sono infatti tutti gli ingredienti che rendono questo esordio un episodio classico dello show creato da Frank Darabont: una doppia battaglia pirotecnica, attenzione costante per le dinamiche dei singoli, un confronto non senza imprevisti, la semina di nuovi conflitti e un cliffhanger da manuale che avrebbe benissimo retto il peso delle settimane a venire.

Chi ben comincia...

Dopo aver fugato ogni dubbio sulla qualità generale di questa puntata, cerchiamo di analizzarla più nel dettaglio, tenendo conto degli spoiler più importanti che vogliamo decisamente evitare per non rovinarvi la sorpresa ma, allo stesso modo, darvi un'idea di cosa ha funzionato in "No Other Way".

Senza ombra di dubbio lo scontro letteralmente esplosivo anticipato dall'ultima inquadratura dell'episodio precedente ha rappresentato un'incognita non indifferente per il piano di Maggie, costretta ora a dribblare dardi esplosivi tra i non morti e i Mietitori. Le carcasse ambulanti si trasformano in ordigni putrescenti ambulanti quando per pochi secondi restando impassibili all'impatto dei proiettili, prima di deflagrare in uno spettacolo gore di tutto rispetto che ritma e anima lo scontro tra i vivi. Decisamente non scontato, invece, il risvolto post-bellico che renderà conto in maniera definitiva dell'evoluzione di uno dei protagonisti, a dimostrazione di un percorso già di per sé evidente dall'inizio di questa stagione, ma che così rischia in un solo colpo di compromettere la fiducia di alcuni alleati e di far nascere un nuovo - e forse peggiore - conflitto come conseguenza diretta di un gesto estremo che probabilmente dovevamo attenderci. Inoltre, chi ha seguito il cammino di Padre Gabriel dall'inizio, passando per gli avvenimenti che riassumevamo nella nostra recensione di The Walking Dead 11X19, non resterà sorpreso dal comportamento dell'uomo che non riesce più a dialogare con il suo Dio.

Sul fronte di Alexandria, invece, vedremo come se la caveranno Aaron e compagni con l'invasione dei non morti che hanno approfittato delle falle generate dalla tempesta nelle ormai fragili mura dell'avamposto. Nell'episodio precedente avevamo temuto per la sorte di Judith e Gracie, rimaste bloccate nel seminterrato con la minaccia incombente dei morti viventi. Il pericolo sembra essere concreto e la risoluzione per nulla certa. Più in generale, persiste comunque la sensazione che non si voglia osare troppo in termini di sacrifici e perdite. Certo, The Walking Dead ha sempre commesso qualche ingenuità facendo poi pagare un conto salatissimo nei momenti di verità (ricordiamo tutti il primo incontro con Negan e il confine invalicabile di Alpha); chissà che qualcosa del genere non possa capitare anche nelle prossime puntate.

La cosa certa è che la regia di Jon Amiel (Entrapment, The Core) ci fa respirare una varietà di approcci con la macchina da presa tale da arricchire la narrazione in modo davvero costruttivo, sfruttando le buone performance di un cast ormai rodato. La fotografia esplora punti di vista versatili, si muove con i nostri protagonisti sfiorando il piano sequenza, plana sulle rovine di Alexandria, ne inquadra scorci iconici e raccapriccianti nella loro decadenza sfruttando la profondità di campo e la composizione geometrica dell'immagine, per poi planare con inquadrature aeree e raccontare attraverso l'alternanza dei piani. Dinamismo e versatilità si uniscono alla pienezza narrativa nel presentare in modo ghiotto le varie situazioni che accennavamo poc'anzi e altre che dovrete scoprire da soli.

The Walking Dead Stagione 11 The Walking Dead 11 ritorna in grande stile con un episodio che tra i suoi pochi difetti annovera l'essere proprio il primo del secondo blocco, quando pare evidente il piglio drammaturgico dei migliori midseason finale. Un ordito ricco di trame e una regia varia e puntuale che si affida ad una fotografia di ampio respiro contribuiscono a creare una puntata che riesce dopo tanto tempo a regalarci qualche emozione e turbamento in più, per gettare anche le basi degli eventi a venire, molti dei quali potrebbero rivelarsi entusiasmanti.