The Walking Dead 11X21 Recensione: assalto al treno

Prosegue il tentativo di Daryl e soci di liberare i propri compagni, mentre viene svelato il destino dei prigionieri di Pamela Milton.

The Walking Dead 11X21 Recensione: assalto al treno
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Sebbene manchi ormai veramente poco alla conclusione di The Walking Dead, onestamente non possiamo dire di sentirci vicini al series finale dello zombie drama più amato di tutti i tempi. Anzi, con l'avvicinarsi degli ultimi episodi, la showrunner Angela Kang tira fuori dal cilindro nuove dinamiche relative all'organizzazione stessa del Commonwealth, così come qualche settimana fa aveva fatto la sua comparsa una nuova variante zombie. C'è da dire che l'allontanamento dal regno di Pamela Milton permette una maggiore varietà di situazioni e ambientazioni, oltre a innescare una buona chimica tra i personaggi.

In fuga per la salvezza

L'episodio di questa settimana entra subito nel vivo dell'azione, mentre scopriamo che un convoglio armato sta conducendo gli alessandrini prigionieri del Commonwealth in un luogo non meglio precisato. Ritroviamo Ezekiel e Negan, ignari del proprio destino, ma impossibilitati a ribellarsi alle milizie di Pamela Milton. Hanno più fortuna Maggie, Rosita e Gabriel, che in modo rocambolesco riescono a sabotare il loro trasporto e a guadagnarsi la libertà.

Grazie ad un brevissimo flashback assistiamo al momento dell'imboscata che ha diviso Maggie da Hershel, preso dai soldati in armatura e presumibilmente imprigionato insieme agli altri ragazzini. Dopo averci mostrato il percorso di Carol nel prologo della scorsa settimana (ne parlavamo nella recensione di The Walking Dead 11X20), questa volta i minuti iniziali ripercorrono in alcuni flash gli sforzi fatti dai nostri per sopravvivere, con la speranza come ultima fiaccola nell'oscurità di un mondo alla deriva, dove il pericolo maggiore sono sempre stati i vivi, i veri morti che camminano.

Eccoci, perciò, di nuovo faccia a faccia con Carol e Daryl, che grazie a Lance erano venuti a conoscenza dell'esistenza di un treno del Commonwealth, parte del progetto di Hornsby e Milton. Il piano è sempre quello di trarre in salvo i prigionieri, ma l'incognita rappresentata da Connie, catturata dal Commonwealth e destinata ad una sorte forse ben peggiore dei compagni, complica la situazione e costringe i protagonisti ad articolare meglio il loro piano.

Outpost 22

Dà buone sensazioni la puntata di questa settimana di The Walking Dead e, mentre abbiamo omesso parecchi dettagli per non tentare nemmeno di giustificare il titolo "Outpost 22", da un punto di vista drammaturgico ci sono parecchie cose interessanti che spezzano l'andazzo qualitativamente altalenante degli ultimi episodi. Il fatto di esserci staccati dal Commonwealth e di esserci calati nuovamente in una fase survival dove le minacce da affrontare sono più concrete e ai nostri protagonisti è permessa una libertà d'azione maggiore, rappresenta senza dubbio un incentivo alla visione.

Ma è ancora sui personaggi il focus della sceneggiatura ed è ancora una volta Carol che, lasciatasi alle spalle la scellerata fase dei Sussurratori, rappresenta il vero e proprio collante della squadra, portando la propria esperienza come esempio per Daryl, questa volta più impulsivo e deciso a fare di testa propria, ma anche confrontandosi con la stessa Maggie sul valore e sulla forza della loro famiglia contro la spinta individuale all'azione e all'autocommiserazione.

Anche la storyline di Maggie funziona, soprattutto nel tratteggiare la sua preoccupazione di madre nonostante la grinta da combattente e leader. Il coronamento di entrambe le facce della medaglia si ha ovviamente nel rapporto con il vagante bambino nella prima parte dell'episodio. Abbiamo anche l'occasione di assistere al dialogo tra un Ezekiel che non ha mai dimenticato la morte e la distruzione portata dai Salvatori, e un Negan consapevole del proprio passato, ma intenzionato a unire le forze per liberare la moglie incinta e con lei tutti gli altri.

Al di là degli approfondimenti in fase di scrittura, "Outpost 22" funziona anche nella messinscena, grazie ad un montaggio fluido che accompagna le varie sequenze e gli stacchi, ed una regia che riesce a destreggiarsi bene tra le necessità action e quelle più introspettive. Consideriamo sempre il fatto che, a tre episodi dalla fine, Angela Kang sta ancora una volta aprendo le dinamiche della serie, espandendo in extremis il mondo del Commonwealth; una scelta che, lo ribadiamo nuovamente, giunge forse fuori tempo massimo e contribuisce ad alimentare una narrazione che, invece che tendere verso un naturale, agognato e definitivo climax (ricordiamo che secondo un produttore il finale di The Walking sarà un remix di quello dei fumetti), fornisce nuovi elementi che avrebbero potuto giovare allo show in precedenza.

The Walking Dead Stagione 11 Prossimi alla conclusione e al podio finale dell’epilogo di The Walking Dead, usciamo dalle mura del Commonwealth per respirare un’atmosfera più survival e vedere in azione i piani e le strategie dei protagonisti. Il tutto si traduce anche in un’ulteriore introspezione dei personaggi, il che non guasta, soprattutto se accompagnata da una messinscena che funziona. Peccato che i nuovi elementi narrativi introdotti in questo episodio allontanino ancora di più la sensazione di essere prossimi ad un series finale, e avrebbero fatto molto più comodo in precedenza.