The Walking Dead 11X24 Recensione: un gran finale che entrerà nella storia?

TWD chiude la parentesi del Commonwealth in modo abbastanza prevedibile, rilanciando il destino dell'intero Deadverse.

The Walking Dead 11X24 Recensione: un gran finale che entrerà nella storia?
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12 anni, 11 stagioni e 177 episodi. Numeri alla mano è questo il bilancio finale di una delle serie tv di maggior successo nella storia della televisione. The Walking Dead finisce oggi, ma con lui non finisce un'era. L'universo AMC nato dalle pagine di Robert Kirkman dice addio alla sua principale creazione e lo fa nel modo forse più naturale e prevedibile, con grande coerenza rispetto al recente passato, sia esso un pregio o un difetto, a seconda dei punti di vista. Eviteremo in questa sede di rivelare le svolte di trama, ma per completezza d'analisi andremo ad approfondire determinati aspetti che per forza di cose potrebbero lasciare spazio a deduzioni.

L'ultimo episodio di The Walking Dead passerà sicuramente alla storia, ma non sarà probabilmente annoverato tra i migliori series finale delle serie tv, nonostante sia un epilogo perfetto per quello che TWD è stato negli ultimi anni. In ultima istanza, però, questa puntata ha il merito di non chiudere la narrazione su se stessa, ma di rilanciare, in estremo ritardo potrebbero obiettare i più, il proprio respiro con un pizzico di fan service, per usare un eufemismo.

La resa dei conti

Ci siamo. Tutto quanto è accaduto negli scorsi episodi ci ha condotti qui, alle porte del Commonwealth, dove la Governatrice Pamela Milton ha gettato la maschera ed ha deciso nello scorso capitolo (la variante da analizzare in questo caso è la nostra recensione di The Walking Dead 11X23) di non combattere fino all'ultimo per difendere il suo popolo, la sua gente, che tale evidentemente non è mai stata. Invece, ha chiuso le porte del Commonwealth, barricandosi con tanto di milizie al seguito per proteggersi dall'invasione dei non morti, che ora hanno sviluppato in alcuni casi una variante che consente loro di reagire alle minacce e di aggirare gli ostacoli con più astuzia.

Mercer è stato sollevato dal suo incarico, e quella che poteva essere la svolta finale per abbattere il regime della Milton rischia di trasformarsi in una condanna per l'intera popolazione, che ora chiede a gran voce di essere salvata. Ovviamente i nostri non staranno a guardare. Giunti in treno da Alexandria al Commonwealth, sono stati messi a dura prova e devono risolvere alcune situazioni cruciali e critiche per scongiurare il peggio per loro e per tutti. Una vera resa dei conti, contro i non morti e contro Pamela Milton, per conquistarsi il diritto a vivere nel migliore dei modi il proprio futuro.

Il lungo addio

Non vi abbiamo svelato ovviamente i principali plot twist di questo series finale, ma non possiamo esimerci in questa critica dall'analizzare per sommi capi i temi e la direzione generale di questo episodio. Iniziamo subito col dire che abbiamo apprezzato il senso di minaccia incombente e il ritmo che porta i nostri protagonisti ad essere sempre in bilico, a dover valutare bene il proprio destino e quello degli altri; per lo meno per gran parte della puntata. In questo, Greg Nicotero riesce a regalarci una buona regia e a gestire bene gli elementi messi a disposizione dalla sceneggiatura di Angela Kang in persona, senza risparmiare i classici fuochi d'artificio come ciliegina sulla torta.

Come in ogni climax che si rispetti non mancano le perdite (e i momenti in cui la sospensione dell'incredulità viene messa alla prova), ma in questo caso la maggior parte di queste - una è emblematica - non fa che confermare la nostra tesi sulla mancata empatia nei confronti di alcuni personaggi che non hanno mai fatto veramente breccia nel cuore degli appassionati. Il corposo cast di The Walking Dead è stato spesso e volentieri - giustamente in alcuni casi - gestito con evidenti sacrifici narrativi e l'epitome di questa tendenza sfocia in alcuni frangenti di questo series finale.

C'è comunque una logica quasi elementare che guida lo svolgimento degli eventi e fa scivolare la drammaturgia verso l'epilogo. Una chiosa che è per forza di cose un commiato, per alcuni più metaforico che per altri, e, come scrivevamo pocanzi, rilancia in maniera più che prevedibile il futuro di alcuni comprimari verso le produzioni annunciate mesi addietro, cercando di chiudere in fretta e furia gli altri archi d sviluppo. Si percepisce, insomma, quanto per Angela Kang e AMC tutta questo series finale sia un nodo cruciale per il Deadverse che è andato germogliando nell'ultimo decennio e che ancora moltissimo avrà da dire.

Questo porta anche ad alcuni netti e altrettanto logici chiarimenti tra personaggi che per settimane, se non mesi - se non anni -, non sono mai riusciti ad inquadrare le logiche possibilità di risoluzione del proprio conflitto; tutto ciò ha valenza generale anche su più ampia scala, cambiando di conseguenza la percezione su chi siano effettivamente i The Walking Dead del titolo una volta per tutte. Avrà avuto ragione Rick?

Tutto ciò ci porta a prendere atto dell'inevitabilità di un fan service che entra a gamba tesa nell'epilogo, e se da un lato ne capiamo il disegno, dall'altro ne contestiamo l'intenzione di fare leva su un'emotività a tratti posticcia, retaggio di tempi migliori; un congedo che ci ricorda perché abbiamo passato 12 anni davanti alla TV soffrendo e gioendo con i protagonisti di uno show che ha comunque lasciato il segno, ma che è giunto a questo momento aggrappandosi con le unghie e con i denti.

The Walking Dead Stagione 11 The Walking Dead è finito. Cala il sipario, e quello che rimane è una sensazione agrodolce abbastanza naturale dopo più di un decennio di onorato servizio anche da parte nostra, come spettatori. La risoluzione dell’affaire Commonwealth non lascia molto spazio all’immaginazione, ma la regia Nicotero e la scrittura della Kang riescono a tenere un buon ritmo; per il resto ci sono i personaggi e gli interpreti, tutti da pesare in base allo sviluppo a loro concesso. Guardando al recente passato, forse questo è il finale che si meritava questa stagione. Forse non è l’epilogo che si meritava The Walking Dead. Una pietra miliare, in senso letterale; è questa è la definizione che potremmo dare all’episodio, che segna il passo per il futuro del Deadverse facendo leva su un fan service forse un po’ troppo ingombrante, ma anch’esso propedeutico al disegno finale di AMC.