The Walking Dead 8x02 Recensione: la battaglia continua

La serie zombie porta avanti la sua storyline principale con una certa ambizione, ma senza deviare dalla stanchezza narrativa recente...

recensione The Walking Dead 8x02 Recensione: la battaglia continua
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Anche i detrattori di The Walking Dead hanno sempre riconosciuto alla serie una certa capacità di mantenere fedele il proprio pubblico, con ascolti da record soprattutto per le premiere di stagione. Ed è proprio questo dettaglio a suggerire che, arrivati all'ottava stagione, forse anche i fan più sfegatati si stanno stancando dinanzi alla formula a ripetizione dello show di punta della AMC.
Il primo episodio del nuovo ciclo, Mercy, è stato infatti visto in America "solo" da 11 milioni di telespettatori, l'indice di ascolto più basso per una premiere stagionale dai tempi della terza annata, datata 2012. Certo, oggigiorno i dati "dal vivo" non sono l'unico mezzo per valutare il successo di pubblico, tra repliche sia sullo schermo che online (che si tratti del servizio della stessa AMC o di entità come Amazon o Hulu), ma considerando che un anno fa la puntata inaugurale della settima stagione aveva attirato quasi 18 milioni di persone un calo simile è a dir poco inusuale. Trattandosi anche del centesimo episodio della serie, già di suo un evento da celebrare, la cifra riportata non è proprio incoraggiante. Difficilmente porterà alla cancellazione del programma, che rimane comunque una delle principali fonti di guadagno del suo network, ma potrebbe spingere gli autori a valutare nuove strategie per continuare a raccontare le storie di Rick e dei suoi amici (da quel punto di vista sarà molto interessante vedere come il pubblico accoglierà l'annunciato crossover con lo spin-off Fear the Walking Dead, previsto per il 2018).

Cinque destini

The Damned presenta cinque storyline diverse, con il gruppo di Rick diviso in fazioni dopo lo scontro con Negan nell'episodio precedente (l'antagonista principale, bloccato in una roulotte insieme a Gabriel, è assente questa settimana).

Cinque storie con vari livelli di interesse, che in più punti moltiplicano i problemi della serie, tra il ritorno dell'uso discutibile di Morgan (compensato solo dalla presenza carismatica di Lennie James nei panni del personaggio) e certe svolte narrative che si basano su una logica a dir poco difettosa, sintomatica della necessità di snaturare le personalità che conosciamo ai fini di una trama non eccelsa. In questa occasione, per risollevare le sorti del conflitto, si decide anche di ricorrere a un colpo di scena le cui sequele saranno senz'altro esplorate almeno nel prossimo paio di episodi. Peccato che tale espediente rischi di fare colpo solo sui fan duri e puri, e anche loro, come già detto, stanno cominciano a disertare...