The Walking Dead 9x05: molto rumore per nulla

La nuova stagione della serie zombie torna alle vecchie, cattive abitudini proprio nell'episodio che segna l'addio di un personaggio chiave...

recensione The Walking Dead 9x05: molto rumore per nulla
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Per mesi non si è parlato d'altro: una delle poche certezze legate a The Walking Dead è stata distrutta quando, in occasione del panel ufficiale al Comic-Con di San Diego, l'attore Andrew Lincoln ha confermato che avrebbe lasciato la serie zombie della AMC durante la nona stagione, iniziata il 7 ottobre. Lincoln, star dello show sin dal primo episodio e uno dei pochi veterani della prima annata a essere rimasto a bordo, ha scelto di congedarsi dal programma per ragioni personali (padre di due figli piccoli, non gli andava più di passare metà dell'anno lontano dalla famiglia, residente in Inghilterra), e la campagna di marketing è stata per lo più impostata sul suo addio imminente, svelando l'episodio esatto della sua dipartita solo poche settimane prima della messa in onda.
Si trattava della quinta puntata, il cui titolo originale, What Comes After ("Ciò che viene dopo"), alludeva apertamente al futuro dello show dopo l'addio del suo storico protagonista. Un addio che in realtà si è rivelato un arrivederci: subito dopo la conclusione dell'episodio in America, è stato annunciato che la storia di Rick Grimes continuerà in almeno tre lungometraggi per il piccolo schermo prodotti dalla AMC e scritti da Scott M. Gimple, lo showrunner di The Walking Dead dalla quarta all'ottava stagione. Attenzione: l'articolo contiene spoiler.

La stagione delle nuove promesse

Prima di arrivare all'addio di Lincoln ci sono stati i primi quattro episodi della nona stagione, un corso narrativo che suggeriva un ritorno ai fasti delle primissime annate, con archi narrativi coerenti e un uso equilibrato dei vari personaggi (elemento che durante la gestione di Gimple era venuto a mancare a causa della continua espansione del cast e della decisione di puntare tutto su determinati episodi-evento). E con la fine della storyline dedicata alla guerra contro Negan si preannunciava un vero nuovo inizio, lo stesso citato nel titolo della premiere del nono ciclo. E per un mese esatto, con un'attenzione più specifica ai conflitti fra Rick, Maggie e Daryl, sembrava che lo show avesse finalmente ritrovato la sua identità drammaturgica. E poi è arrivato What Comes After, impostato proprio come un episodio-evento di stagioni passate: pubblicizzato a morte, emblematico per quanto riguarda i problemi strutturali della serie e destinato a far discutere per i motivi sbagliati. Un marasma di caratterizzazioni e svolte narrative immotivate e prive di senno, dove anche le poche scelte interessanti, come Rick ferito dopo gli eventi della puntata precedente che immagina conversazioni con personaggi defunti, hanno qualche buco di logica (a parte Shane, le presenze speciali hanno l'aria di essere state dettate dagli impegni degli attori e non dal rapporto che avevano con il protagonista). Senza dimenticare il fatto che la dimensione "pubblicitaria" dell'episodio ha oscurato il fatto che si trattasse di un doppio evento: oltre a Lincoln, se ne va anche Lauren Cohan (Maggie), ma con l'opzione di tornare saltuariamente in futuro. Solo che guardando What Comes After quell'aspetto non emerge per nulla, nonostante l'uscita di scena dell'attrice sia stato uno dei principali argomenti di conversazione tra i fan già prima della conclusione dell'ottava stagione.

So long, Rick... (attenzione: spoiler!)

Nelle settimane precedenti si era fatta molta attenzione alla ricostruzione del ponte, con Negan che esprimeva il proprio scetticismo a Rick. Ed è proprio lì che si consuma il destino dell'ex-sceriffo, ferito e in attesa dell'arrivo degli zombie. Un destino che, a rigor di logica, dovrebbe essere tragico, unica via d'uscita coerente per un personaggio che, dopo aver perso il migliore amico, la moglie e il figlio era ormai lontano anni luce dal concetto del bene e della giustizia che doveva rappresentare. E con l'esplosione del ponte e il decesso ufficiale di Grimes la serie può voltare pagina, continuando lungo un percorso davvero nuovo (e la reazione di Daryl alla morte dell'amico è uno dei migliori momenti più intimi in tutto lo show). Ma il pubblico non avrà lo stesso privilegio perché, come confermato dall'annuncio dei film (e la dicitura esplicita che essi continueranno la storia di Rick), colui che è stato l'anima della serie per quasi nove anni non è veramente defunto, ma in rotta verso un futuro attualmente ignoto insieme ad Anne.
Un colpo di scena che, in altri casi, sarebbe perfettamente accettabile, date le evoluzioni narrative sempre più improbabili del programma da alcuni anni a questa parte, ma non all'interno di una stagione che si era prefissata l'obiettivo di tornare alle origini.
Ed è ancora più discutibile la scena finale, ambientata alcuni anni dopo gli eventi dell'episodio, con l'introduzione di una versione preadolescente di Judith Grimes, armata di pistola e spada e con in testa il celebre cappello del padre. Siamo quindi dinanzi all'ennesimo salto temporale, che porta al vero "nuovo inizio" promesso alcune settimane fa. Di per sé una buona idea, ma l'uso iconografico di Rick e della sua famiglia, alla luce di quanto accaduto subito prima, crea una sovrapposizione che sfiora il ridicolo involontario. Il che paradossalmente, è coerente con l'effetto che hanno avuto quasi tutte le dipartite degli attori negli ultimi tempi.