The Walking Dead 9x09: un passo avanti, due indietro

La serie zombie ritorna dalla pausa con una premiere midseason che è un ibrido di netto miglioramento e staticità problematica.

recensione The Walking Dead 9x09: un passo avanti, due indietro
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Avevamo lasciato The Walking Dead, un paio di mesi fa, con un sentore di speranza, un indizio di quel nuovo percorso narrativo scelto dalla showrunner Angela Kang per spazzare via i numerosi danni inferti allo show durante la gestione di Scott M. Gimple: dopo aver mandato verso nuovi orizzonti Rick Grimes e Maggie Greene (seppure con modalità discutibili) e applicato un salto temporale di alcuni anni, la nuova responsabile dell'adattamento seriale del fumetto di Robert Kirkman ha dato il via alla storyline dei Sussurratori, esseri umani che vivono in mezzo ai non-morti camuffandosi con residui di zombie (ebbene sì, la versione seria di una delle gag più memorabili di Shaun of the Dead). In mezzo a tutto ciò c'era anche una fuga di Negan, elemento ricco di potenziale per far uscire di scena definitivamente uno dei personaggi più sfortunati del programma a livello di gestione da parte degli autori o per trasformarlo in qualcosa di più. Attenzione, l'articolo contiene spoiler!

Nuova minaccia, vecchi problemi


Purtroppo proprio Negan è il principale punto debole di Adaptation, episodio il cui titolo tutt'altro che sottile sembra voler promettere un'evoluzione positiva nelle settimane a venire. Sin dal suo esordio al termine della sesta stagione, il più noto villain dell'universo di The Walking Dead è stato danneggiato da una scrittura altalenante, che lo ha reso prevedibile nella sua imprevedibilità, rendendo difficile anche per un attore carismatico come Jeffrey Dean Morgan dargli un minimo di sostanza che vada oltre le fiacche frasi ad effetto (edulcorate rispetto al fumetto, per questioni di censura televisiva).

La sua fuga alla fine dell'episodio precedente era un segnale incoraggiante, dopo che la sua prigionia l'aveva trasformato in un'ombra della caricatura che tutti conosciamo. E invece si torna al punto di partenza, con l'ex-antagonista definitivamente abbattuto sul piano morale quando vede le rovine di ciò che un tempo era il suo regno, e disposto a tornare in cella per condividere perle di saggezza (si fa per dire) con Judith Grimes. Di per sé non un'idea del tutto priva di merito, se non fosse che il tentativo di umanizzare Negan è legato a una figura la cui caratterizzazione è sempre stata intrisa di stereotipi, e farlo tramite Judith che sta gradualmente sostituendo il defunto fratello Carl come personaggio più irritante dello show è una mossa a dir poco controproducente.

Sussurri e rapimenti


Accantonato il capitolo Negan, che va di pari passo con altre falle nella gestione dei personaggi che già conosciamo (principalmente il solito squilibrio tra i veterani e le nuove reclute arrivate pochi episodi fa), Adaptation cerca comunque di guardare avanti, e lì si cela la vera promessa di questa stagione: una minaccia seria, quei Sussurratori che, al netto di una presenza strategicamente ridotta finora (il debutto ufficiale della loro leader, interpretata da Samantha Morton, è teoricamente rimandato alla prossima puntata, anche se presumibilmente si tratta di lei nella scena finale), riescono a fare ciò che nessun elemento di The Walking Dead era più in grado di fare da tempo immemore, ossia incutere timore. Ammesso che il meccanismo non si inceppi nelle settimane a venire, Angela Kang sembra aver finalmente ritrovato la dimensione horror che dovrebbe far parte di una serie sull'apocalisse zombie, che invece da anni è diventata una soap opera con occasionali effetti gore spettacolari. Certo, la componente soap è ancora presente, ma come hanno dimostrato gli episodi precedenti, eliminare tutta la zavorra sarà un processo non esattamente rapido.