The Walking Dead 9x12: questioni di democrazia

La serie continua a muoversi in direzioni globalmente positive, anche con gli elementi più deboli come Negan.

recensione The Walking Dead 9x12: questioni di democrazia
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Proprio la scorsa settimana parlavamo del ruolo ridotto che ha avuto Michonne negli episodi più recenti di The Walking Dead, che da un lato si poteva spiegare con la volontà di dare spazio a tutti in quella che è ancora una serie corale, ma dall'altro risultava strano dato che il personaggio stesso ha una parte importante nella gerarchia interna dello show e l'attrice Danai Gurira ha recentemente dichiarato che lascerà il mondo degli zombie di AMC a breve. Si ipotizzava che Angela Kang e gli altri sceneggiatori non fossero al corrente di questa decisione prima di aver girato la seconda metà del nono ciclo di episodi, motivo per cui solo adesso, a quattro puntate dalla conclusione dell'annata attuale, l'ex-compagna di Rick Grimes si ritrova nuovamente al centro dell'attenzione. E lo fa in un episodio, Guardians, che continua a dimostrare che, un passo alla volta, la serie si sta muovendo in una direzione positiva, liberandosi gradualmente degli elementi nocivi. Attenzione, la recensione contiene spoiler!

Filosofie opposte

Tra queste evoluzioni fortunate, anche se alcune con esito ibrido, c'è anche il famigerato Negan, sempre nella sua cella a partorire "perle di saggezza". La sua conversazione con Michonne sul concetto di democrazia vuole rimandare alla divergenza filosofica che c'era tra lui e Rick, quella maldestra esplicitazione del sottotesto che ha sempre fatto parte del DNA del serial (i veri morti che camminano siamo noi), e anche qui c'è una certa goffaggine soprattutto nel voler mostrare un Negan pentito ma non troppo (la sua proposta di aiutare a tenere in riga la comunità sa tanto di disastro annunciato). Però c'è anche una non indifferente dose di intelligenza nel sottolineare quanto Michonne sia stata ipocrita, parlando di democrazia ma operando come un dittatore, elemento da tenere presente quando arriverà il momento di firmare l'alleanza ufficiale tra le varie comunità che Ezekiel si porta appresso da cinque anni.

Sussurri e pugni


Altrove continua la storyline dei Sussurratori, l'aggiunta più efficace alla mitologia dello show da alcuni anni a questa parte. E sembra effettivamente che la showrunner abbia previsto le lamentele per quanto riguarda alcuni nuovi personaggi e la loro inutilità narrativa, rendendo Lydia portavoce dei fan quando tira un pugno in faccia a Henry (arrivato per portarla via) e gli dà dello stupido.
Ma al di là dell'involontario (?) fan service, questo angolo narrativo della serie continua a generare tensione e inquietudine, unite a un po' di sano disgusto quando vediamo esattamente come il gruppo capitanato da Alpha fabbrichi le maschere per passare inosservati tra i veri zombie. Tutto materiale abbastanza forte da rendere quasi tollerabile la peggiore sottotrama da soap opera, un triangolo amoroso con annessa gravidanza. Non avevamo già dato con Rick, Lori e Shane? Evidentemente no, ma c'è da sperare che in questo caso la storia non si protragga oltre il necessario.