The Walking Dead 9x13: Un nuovo nemico

La nona stagione continua a presentare novità intriganti, questa volta tramite un personaggio semi-inedito nel gruppo dei Sussurratori.

recensione The Walking Dead 9x13: Un nuovo nemico
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Un passo alla volta, The Walking Dead continua a muoversi verso nuovi orizzonti, cercando finalmente, in vari modi, di abbracciare la novità (una di queste è nei credits: dall'episodio scorso non c'è più nei titoli di testa il nome di Tom Payne, interprete dell'ormai defunto Jesus). Ma allo stesso tempo non dimentica le proprie radici legate alla cultura popolare ultradecennale (l'estetica monocromatica del fumetto, solo sporadicamente replicata nella serie televisiva, è un omaggio a La notte dei morti viventi), e questo tredicesimo capitolo della nona stagione, con una sana dose di action in attesa del finale midseason che arriverà a breve, è un buon pezzo di intrattenimento pulp che fa del cliché una risorsa da sfruttare anziché qualcosa da buttare in mezzo agli intrighi tanto per testare metodi alternativi di riassestamento drammaturgico. Attenzione, spoiler!

Secundus inter pares


L'avevamo già visto nella puntata precedente, ma è in Chokepoint che Beta, il vice di Alpha, comincia a farsi valere come villain di tutto rispetto, a prescindere dalla sua posizione nella gerarchia di potere dei Sussurratori. Lo dimostra grazie a una bella scena di lotta con Daryl, che mette in evidenza come le sensibilità da B-movie farebbero bene allo show in dosi più consistenti, lasciando alle spalle la seriosità che spesso appesantisce la scrittura del serial. Una parentesi adrenalinica che sposa pienamente la sua origine come intrattenimento "modesto" quando Daryl neutralizza l'avversario buttandolo giù nel vano di un ascensore. Solo che Beta, da buon cattivo horror, prima che inizino i titoli di coda si sveglia e giura vendetta rantolando, dando alla serie un breve ma godibilissimo lampo di genio dopo mesi (per non dire anni) in cui la morte era un peso definitivo o un inganno gestito malissimo, con toni troppo impegnati (l'esempio più recente è Rick Grimes, ma prima di lui ci fu Glenn, il cui primo decesso rimane un buco di sceneggiatura di dimensioni notevoli). La storyline dei Sussurratori continua quindi a sorprendere e a spingere il tutto in una direzione promettente, all'insegna del brivido in tutte le sue forme, "resurrezione" finale compresa. Forse la formula giusta per riportare in vita un prodotto che rischiava l'agonia permanente.

Nuovi ostacoli

Intanto altrove si manifesta una minaccia secondaria, quella degli Highwaymen che si contrappongono al gruppo di Ezekiel e Carol. Ed è forse in questo elemento dell'episodio che si nota il miglioramento più significativo delle ultime settimane: anche solo un paio d'anni fa, una sottotrama simile avrebbe occupato diverse puntate, allungando il brodo all'inverosimile, prima di introdurre come si deve i nuovi antagonisti (basti pensare a quanto tempo ci volle per far apparire Negan dopo la prima menzione del suo nome); qui invece il problema viene risolto in meno di un'ora, senza digressioni inutili, raccontando una storia completa all'interno del meccanismo a lunga gittata che si sta avviando verso la conclusione del nono ciclo. Una conclusione che, alla luce degli episodi più recenti, sarà indice di una serie pronta a rialzarsi, come Beta negli ultimi istanti della puntata.