The Walking Dead 9x14: e i bambini?

Il terzultimo episodio della stagione è tra i più audaci e interessanti della serie, anche se i soliti difetti non sono ancora del tutto lontani.

recensione The Walking Dead 9x14: e i bambini?
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A due settimane dalla conclusione di un'annata che sta progressivamente risollevando le sorti dello show, The Walking Dead continua a dimostrare di essere un prodotto nuovamente disposto a rischiare. Nel caso specifico di Scars, altro titolo di una sola parola dal grande potere evocativo, la serie mette in scena uno dei suoi racconti più cupi in assoluto, approfondendo uno dei misteri degli ultimi mesi in modo intelligente e brutale, abbracciando l'anima più tragica della premessa ma senza scivolare nel cinico nichilismo che aveva contraddistinto alcune delle storyline più recenti. E lo fa valorizzando al massimo la presenza di Michonne, regalando a Danai Gurira il materiale più succoso con cui abbia lavorato da diverso tempo. Attenzione, la recensione contiene spoiler!

Il flashback che tutti aspettavamo


Era dai tempi dell'addio definitivo (al netto dei film che sono in cantiere sulle sue avventure successive) di Rick Grimes e del relativo salto temporale di cinque anni che il pubblico aspettava qualche chiarimento sugli eventi verificatisi in quel periodo: sappiamo che c'è stata una separazione netta tra i vari gruppi e che Ezekiel da allora si porta dietro un foglio che dovrebbe portare alla riunificazione delle diverse comunità, ma il motivo esatto mancava all'appello.

La lunga attesa è quindi finalmente ripagata, e non c'è da stupirsi che sia stato necessario arrivare quasi alla fine della stagione per ottenere una risposta, dal momento che questa è brutale e disperata, elevando alla massima potenza un elemento narrativo che anche gli horror più estremi tendono spesso ad edulcorare: l'uccisione di bambini (difatti la sequenza in questione fa di tutto per girarci attorno, anche se l'impatto viscerale si fa sentire).
Abbiamo già assistito a scene simili in passato, anche nel primissimo episodio dove la vittima era però già un morto vivente. Qui si tratta dell'omicidio di bambini ancora umani, un atto efferato che Michonne esegue a malincuore, quando si rende conto che i potenziali nuovi alleati (un gruppo di bambini guidato da tale Jocelyn, una vecchia conoscenza della nostra spadaccina preferita) sono in realtà una minaccia seria. Quella che sembrava una riunione felice diventa così una lotta tra due madri (oltre a dover salvare Judith, Michonne è incinta), un lungo flashback devastante che ricontestualizza uno sviluppo che ora non è più una trovata vaga, in attesa di evoluzioni ulteriori nei due episodi a venire.

Intanto, nel presente...

Scars è un episodio dalla doppia identità, una situata nel passato, l'altra nel presente. Laddove la prima è forte e spinge lo show in una nuova direzione (e ci ricorda ancora di più quanto sarà grande il vuoto lasciato da Michonne se la sua interprete lascerà davvero la serie), la seconda rimane legata a quegli elementi di disturbo che periodicamente si manifestano in vista di un riassestamento o una rimozione totale.

Nello specifico, al di là dell'ormai totale inutilità di Negan (al netto di alcuni momenti interessanti nelle scorse settimane), la presenza di Judith Grimes come bambina molto più saggia di quanto indicherebbe la sua età anagrafica la rende a suo modo la degna erede del defunto fratello maggiore in quanto personaggio più irritante della serie, a maggior ragione quando la presunta saggezza cede il posto a una stupidità lancinante come quella che porterà a un nuovo conflitto con i Sussurratori. D'altro canto, se ciò volesse dire liberarsi di alcune presenze ingombranti, totalmente male non sarebbe...