The Walking Dead, recensione dell'ottava stagione: il futuro è tutto da scrivere

L'ottavo ciclo di episodi della serie zombie si conclude all'insegna di un corso narrativo inedito, tra alti e bassi.

recensione The Walking Dead, recensione dell'ottava stagione: il futuro è tutto da scrivere
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Eccoci arrivati al tanto agognato traguardo che The Walking Dead aveva promesso due anni fa: lo scontro definitivo tra le diverse fazioni dei "buoni" e il gruppo di Negan, una battaglia il cui lungo preludio ha dato vita al periodo più altalenante dello show, tra sequenze d'azione spettacolari e scelte narrative a dir poco frustranti, a cominciare da quel cliffhanger discutibile e discusso con cui si era conclusa la sesta stagione fino ad arrivare alla morte di Carl Grimes, le cui conseguenze teoricamente benefiche per l'evoluzione della serie sono state abbastanza discontinue. Siamo ora di fronte a una sorta di capolinea, che a suo modo chiude tutte le storyline avviate sin dal debutto del programma, per porre le basi per un futuro che si annuncia diverso, sia sullo schermo che dietro le quinte: lo showrunner Scott M. Gimple si congeda con questo finale di stagione, assumendo un nuovo ruolo nell'ambito del franchise espanso di The Walking Dead, che include lo spin-off Fear the Walking Dead (la cui quarta stagione, iniziata subito dopo la messa in onda della conclusione dell'ottava annata della serie madre, vede l'ingresso nel cast di Lennie James nei panni di Morgan Jones). E da quel punto di vista, pur riciclando i problemi che hanno attanagliato lo show negli ultimi anni (vedi il ricorso al deus ex machina per chiudere la stagione), Wrath è a suo modo un piccolo trionfo: una vera fine per una trama orizzontale che aveva portato all'allontanamento progressivo dei telespettatori, suggerendo che un riassestamento di non poco conto fosse necessario per risollevare le sorti di ciò che rimane, sul piano strettamente commerciale, il cavallo di razza della scuderia AMC.

Resa dei conti

Siamo arrivati allo scontro decisivo, ed era logico che a dirigerlo fosse Greg Nicotero, l'esperto di trucco ed effetti speciali al alto tasso ematico che nel corso degli anni è divenuto uno dei nomi fondamentali nella troupe della serie, come produttore esecutivo e regista (la sceneggiatura è stata invece firmata a sei mani da Gimple, Matthew Negrete e Angela Kang, che sarà la nuova responsabile dello show). Nelle sue mani questo finale, sorprendentemente privo di tempi morti grazie alla decisione di non renderlo un episodio extralarge, è un autentico spettacolo, che ritrova la dimensione divertente spesso soffocata negli ultimi tempi dalla volontà di sottolineare, in modo gratuito e freddo, l'atmosfera apocalittica e disperata. Questo comporta alcuni sacrifici narrativi che potremo valutare solo successivamente (sembra che il Rick più cupo e drammaturgicamente interessante sia destinato a restare un caso isolato), ma complessivamente il risultato intrattiene e soddisfa, anche in modo inatteso: col senno di poi, la caratterizzazione macchiettistica di Negan è forse l'unica scelta sensata che gli autori e Jeffrey Dean Morgan potessero fare, dato che la serie ha quasi del tutto abbandonato ogni pretesa di essere considerato un racconto verosimile (vedi la sottotrama, che per fortuna sembra essere stata accantonata, del sangue zombie, una sfida aperta alla logica interna del programma).

E adesso?

Ai tempi della messa in onda della premiere della stagione, anch'essa diretta da Nicotero e doppiamente speciale in quanto centesimo episodio della serie, si era detto che essa avrebbe posto le basi per i cento capitoli successivi. Un'affermazione che ci sentiamo di poter smentire a qualche mese di distanza, poiché il vero cambiamento, in teoria, è arrivato alla fine del ciclo, sia con lo scontro sullo schermo che con i passaggi di consegne dietro la macchina da presa. Angela Kang ha ora a disposizione una sorta di tabula rasa, senza elementi maggiori in sospeso (a meno che Morgan non ritorni dopo la sua trasferta nell'altra incarnazione del franchise), ma con qualche promessa potenzialmente intrigante per i mesi a venire, con nuove minacce esterne e interne. Tutto può ancora cambiare, a cominciare dal ruolo di Maggie (mentre scriviamo queste righe non ci sono ancora stati annunci ufficiali sulla presenza di Lauren Cohan, che è anche protagonista di un pilot della ABC che potrebbe essere trasformato in serie vera e propria e quindi incidere sul contratto per la nona stagione di The Walking Dead, ancora da firmare), ma sembra che ci sia veramente un nuovo sole all'orizzonte, con la possibilità di un futuro roseo - per lo meno sul piano della scrittura - per Rick e compagnia bella. Sarà vera gloria? All'autunno 2018 l'ardua sentenza.

The Walking Dead - Stagione 8 L'ottava stagione, come la precedente, procede a singhiozzo, alternando momenti spettacolari e interessanti a scelte narrative che confermano le debolezze della gestione di Scott M. Gimple, giunta ora al termine. Per il prossimo ciclo, attualmente in produzione e previsto per il mese di ottobre 2018, si intravede un nuovo barlume di speranza, con la possibilità di reinventare la serie e tornare, forse, ai fasti delle prime annate.

6.5