The Walking Dead, stagione 9: qualcosa è cambiato

La serie zombie si congeda per qualche mese, regalando un finale forte e sorprendente che sancisce definitivamente il nuovo corso dello show.

recensione The Walking Dead, stagione 9: qualcosa è cambiato
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Lo scorso anno ci fu il tanto agognato annuncio del passaggio del testimone per la supervisione generale di The Walking Dead: dopo quattro stagioni a cura di Scott M. Gimple, le redini sarebbero passate ad Angela Kang, con la speranza che il nuovo corso dello show ne migliorasse anche le sorti commerciali, dato che gli ascolti non raggiungono più le cifre da record di un tempo. La partenza promettente della nona stagione ha poi ceduto il passaggio ad alcuni episodi maldestri, forse rimasugli di ciò che era rimasto da smaltire dell'era Gimple (principalmente l'uscita di scena di Rick Grimes e, in misura minore, quella di Maggie Greene), per poi tornare complessivamente in zone più solide con l'ingresso ufficiale dei Sussurratori e della loro temibile leader Alpha. E ora, dopo The Calm Before, è arrivato il momento di The Storm, la tempesta con cui chiudere un'annata che nelle ultime settimane è andata in crescendo.

L'inverno è arrivato

Scusate se abbiamo citato l'altra serie di genere di cui tutti parlano (e che per certi versi contiene anche un po' di zombie), ma in questo caso non se ne poteva fare a meno: The Storm non si riferisce a uno scontro fisico tra i nostri eroi e i cattivi di turno, bensì a vere e proprie intermperie. Ebbene sì, dopo nove stagioni intere sotto il sole rovente della Georgia, dove anche nella realtà la neve scarseggia, Daryl e gli altri devono fare i conti con un inverno che sa essere ancora più spietato dei Sussurratori. Certo, i nuovi cattivi sono ancora presenti, ma questo è un finale di stagione atipico, dove i protagonisti devono riprendersi dal trauma dell'episodio precedente: c'è stato l'ennesimo salto temporale, ma quelle dieci teste mozzate non hanno finito di tormentarci.
La neve che si abbatte sulla zona e costringe i nostri a tentare la trasferta ad Alexandria (violando le direttive territoriali di Alpha) è l'equivalente visivo del gelo che si è instaurato in seno al gruppo, in particolare Ezekiel e Carol, la cui relazione distrutta colpisce dritto al cuore, così come il tentato suicidio di Lydia. Sono tutti abbattuti, e prima di vederli completamente rialzati bisognerà aspettare l'inizio della decima stagione, il cui arrivo è ora una promessa e non una minaccia.

Transizione completata

La nuova era annunciata ai tempi del centesimo episodio (il primo dell'ottava stagione) è finalmente tra noi, dopo un percorso un po' faticoso e la necessità di rimuovere quasi quattro anni di zavorre progressive. Alcune debolezze residue, come la presenza di Negan che acquista un minimo di senso solo in questo episodio (al netto dell'aggiunta ingombrante di Judith Grimes), ci sono ancora, ma rispetto agli standard di un paio d'anni fa, dove i momenti discreti scarseggiavano in un oceano di mediocrità, le proporzioni sono ora invertite. Lo show è tornato a sorprendere, a spezzare il cuore (in senso positivo), a intrattenere, anche a spaventare.
E con la scelta di un finale di stagione a base di neve, dove i nostri rischiano di essere sopraffatti dal mondo in cui hanno sempre vissuto e non dai risultati dell'epidemia apocalittica, Angela Kang ha saputo comunicare meglio di chiunque altro il vero messaggio dello show, in attesa del prossimo autunno: noi stessi siamo i nostri peggiori nemici.

The Walking Dead - Stagione 9 La nona stagione di The Walking Dead è un'annata di transizione, dove gli eccessi dells gestione di Scott M. Gimple cedono il posto al nuovo approccio di Angela Kang, capace di individuare e sfruttare al meglio i principali punti di forza dello show. Al netto di alcuni passaggi meno riusciti, tra cui l'episodio di commiato di Andrew Lincoln, il passaggio del testimone sta dando i frutti giusti: dopo anni di staticità, la serie ha ricominciato a muoversi, verso territori più drammatici e inquietanti.

7.5