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Tiger King 2 Recensione: il deludente ritorno di Joe Exotic su Netflix

Tiger King 2 si è rivelato esattamente come i suoi protagonisti: avido di fama e di soldi, ma sostanzialmente inconsistente e vuoto.

Tiger King 2 Recensione: il deludente ritorno di Joe Exotic su Netflix
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Proprio come avevamo potuto constatare con le nostre prime impressioni su Tiger King 2, la nuova iterazione dello show Netflix si rivela un'operazione farraginosa e senza senso. O meglio, un senso ce lo avrebbe anche, ma bisognerebbe abbinarlo e avvicinarlo completamente a una pochezza di contenuto che andrebbe comunque ben presto esaurendosi. È infatti indubbio il successo che la docuserie del 2020 ha suscitato, come è riscontrabile anche nella nostra recensione di Tiger King. Una risonanza che era sicuramente quella che personaggi come Joe Exotic avevano da sempre perseguito e della quale devono ora gestirne anche le conseguenze.

In primo luogo c'è l'ingordigia di Netflix che sceglie con Tiger King 2 di allungare una storia che, contrariamente alle intenzioni del suo creatore Eric Goode, non aveva bisogno di essere continuata. C'è poi il clamore che una vicenda tale ha suscitato ad aver alzato le antenne dei suoi partecipanti, che per quanto abbiano potuto risplendere di quella fama dovuta dalla fruizione seriale, sono dovuti scendere anche a patti con l'intenzione di pubblico, associazioni e governo di arrivare fino in fondo alla verità.

Le ripetizioni di Tiger King

È in carcere che la prima stagione mostrava Joe Exotic ed è con il suo rinnovato stato di prigionia che lo ritroviamo anche nella seconda. L'accusa è di aver commissionato un omicidio non andato a buon fine per togliere dai giochi la sua acerrima nemica Carole Baskin, con cui l'uomo aveva da anni conti in sospeso, oltre ad una causa ancora aperta che succhiava tempo e denaro.

Il prolungamento di Tiger King va perciò esplorando proprio la risonanza che la serie Netflix ha ricevuto, tanto da aver attivato non solamente una macchina spettacolare con cui continuare a fare soldi, ma vedendo tirati in ballo nuovi indizi e nuove personalità per smascherare tutto ciò che di marcio ha intaccato il sistema di sicurezza degli zoo degli Stati Uniti d'America. Le cinque puntate di Tiger King 2 si rivelano perciò solamente un rivangare una storia che avevamo già appreso con la prima stagione, le cui svolte si rivelano comunque troppo esili per poter davvero attrarre lo spettatore. Interviste e dichiarazioni sembrano più una forzatura che reali svolte all'interno dell'indagine del caso giudiziario di Joe Exotic; segreti ancora celati e imbrogli nascosti alla luce del sole di cui sono ormai tutti a conoscenza. E non bastano le confessioni delle ultime puntate a giustificare un'intera operazione seriale in cui dalla seconda stagione traspare solamente ripetizione e inconsistenza. Un lucrare simile a quello che tutti i presenti nello show hanno dimostrato nei confronti dei felini di grossa taglia, riproposto dalla medesima opera che li denunciava.

Nella fossa dei leoni

La sensazione è quella che Tiger King non avesse proprio null'altro da dire, ma la rilevanza mediatica vale più di qualsiasi apporto creativo o di qualunque briciolo di qualità. Ed anche se sul finale la serie sembra riservare rivelazioni scottanti e dettagli fondamentali sul caso di Joe Exotic, è comunque l'irrilevanza del materiale in toto che inficia il risultato del prodotto

Perché quello che aveva fatto la fortuna di Tiger King l'anno precedente non era solamente la storia fuori di testa di un uomo che si credeva il re indiscusso della giungla. Non era soltanto la scoperta di un sottobosco animale maltrattato in cui vigeva la regola dello show business sopra qualsiasi cosa. Erano stati i caratteri dei protagonisti ad attrarre lo spettatore a voler fare un giro in quegli zoo del territorio americano che dietro alle gabbie delle tigri nascondevano giri illeciti, frodi, armi, comportamenti scabrosi e pressappochismo nei confronti della cura degli animali.

Era lo spettacolo a incuriosire, l'entrare a conoscenza di mondi dei balocchi profondamente compromessi. È per questo che, senza permettersi di poter offrire un racconto altrettanto cocente, con la seconda stagione Tiger King cade nella fossa dei leoni rimanendone sbranato. Né gli sviluppi nel caso della scomparsa del primo marito di Carole Baskin, il miliardario Don Lewis, né le inedite accuse contro la figura di Jeff Lowe possono funzionare. Perché anche l'intrattenimento è spesso un circo crudele che vuole vedere gli artigli e il sangue, e con la sua prosecuzione Tiger King ha dimostrato di esserne stato ormai prosciugato.

Tiger King Tiger King 2, proprio come le personalità delle figure che presenta, dimostra di ricercare solamente la fama e la risonanza ricevute con la prima stagione, non restituendo in cambio alcun materiale di forte presa o qualità. Un prolungamento della vicenda già esposta l'anno precedente che si riempie di dichiarazioni e rivelazioni inconsistenti e vuote, non aggiungendo nulla di interessante al racconto del re delle tigri, ma facendolo anzi sprofondare direttamente nella fossa dei leoni.

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