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Tiger King: la recensione della docuserie evento di Netflix

Joe Exotic, carismatico e grottesco ex proprietario di uno zoo per grandi felini, è il protagonista della serie del momento.

Tiger King: la recensione della docuserie evento di Netflix
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Tiger King è la serie di cui tutto il mondo sta parlando. Kim Kardashian, Paris Hilton, Sylvester Stallone, Cardi B. e decine di altri divi del cinema, della televisione e della musica stanno rendendo omaggio alla docuserie Netflix, Edward Norton, Taka Waititi e Dax Shepard vorrebbero interpretare il protagonista in un biopic, persino Donald Trump ha dovuto interrompere una conferenza stampa sul Covid 19 per rispondere a una domanda su Joe Exotic, protagonista del successo di Tiger King. Come è possibile che una serie documentario sia riuscita nell'arco di poche settimane a fare impazzire tutto il mondo?

Il re delle tigri

Una prima facile risposta si può avere guardando lui, Joe Exotic, al secolo Joseph Allen Schreibvogel Maldonado-Passage. A prima vista sembra la parodia di un redneck dell'Oklahoma, con il suo mullet, la passione per armi ed esplosivi, i suoi abiti improbabili. Ma c'è ancora di più: è omosessuale, poligamo, ha pubblicato album country, si è candidato a presidente degli Stati Uniti e più seriamente a governatore del suo stato. E poi ci sono le tigri, ovviamente. Centinaia di tigri e altri grandi felini, messe in mostra nel suo zoo a Wynnewood, coccolate come gattini e amate come figli.

Joe avrebbe potuto essere solo una nota a margine nella storia che il documentarista Eric Goode voleva raccontare, sul traffico dei grandi rettili negli Stati Uniti. Nel 2014, mentre intervistava il proprietario di un negozio di animali rari, la sua attenzione venne attratta da un cliente che sosteneva di avere un leopardo delle nevi appena acquistato nel furgone.

Cosa ci faceva un leopardo delle nevi nella caldissima Florida? La curiosità portò Goode a cercare informazioni sui tantissimi amanti dei grandi felini che sembravano spuntare un po' ovunque, e la sua prima fermata fu appunto Wynnewood, uno dei più grandi zoo privati a tema degli Stati Uniti. Dal primo incontro con Joe fu subito chiaro che al centro della sua nuova storia avrebbe dovuto esserci lui.

Una "classica" storia americana

Quella del Tiger King avrebbe anche potuto essere "solo" una delle grandi storie americane di rivincita: vittima di stupro da piccolissimo, rifiutato dalla famiglia dopo il suo coming out e sopravvissuto a un tentativo di suicidio, Joe ha ritrovato negli animali una nuova ragione di vita e una speranza per il futuro.

Insieme al fratello Garold ha gestito per oltre dieci anni un negozio di animali in Texas, nonostante qualche guaio con la legge dovuto alla propria personalità estroversa, e quando il fratello morì in un incidente decise di aprire uno zoo in sua memoria: il Garold Wayne Exotic Animal Memorial Park. Joe ha reclutato la maggior parte del personale dello zoo tra i reietti della società, gli ultimi, senzatetto e tossicodipendenti che non avevano altro posto nel mondo. Nonostante condizioni di vita al limite del degrado e numerosi incidenti tutti sembravano amarlo, il suo carisma era indiscutibile così come la sua inventiva, che l'ha portato ad organizzare show con i cuccioli in tutti gli Stati Uniti, a mettere in piedi una improvvisata web tv, a cercare qualsiasi possibilità di mettersi in mostra come intrattenitore, nella speranza di strappare un sorriso a chi si trovava di fronte.

Il grande nemico

Ma Joe Exotic ha ovviamente anche un lato oscuro. C'è la droga, c'è la difficoltà di scoprire se stessi ed avere un rapporto sincero con gli altri ma soprattutto c'è la grande nemica: Carole Baskin.

Miliardaria dopo la misteriosa scomparsa del marito, fondatrice di un santuario per animali, Carole Baskin è il volto e l'anima della Big Cat Rescue, che si occupa di denunciare tutti coloro che negli USA sfruttano i grandi felini a scopo di lucro. Un altro personaggio con più ombre che luci con il quale è quasi possibile empatizzare, ma che Joe Exotic ha fatto oggetto di una vera e propria ossessione: prese in giro costanti, minacce, diffamazioni, fino ad arrivare al tentativo di organizzare un omicidio che sul finale diventa l'elemento centrale del documentario, e per il quale oggi Joe si trova in carcere.

Una serie evento

Il vero segreto di Tiger King è che riesce a mettere in luce un mondo che sembra troppo assurdo per essere vero, e invece non solo esiste, ma è anche più grande di quanto si pensi e costellato di mille altri personaggi che non diventano i protagonisti solo perché la follia di Joe Exotic si spingeva costantemente un po' più in là.

C'è Doc Bhagavan, una sorta di santone anch'egli poligamo, adescatore di ragazze giovanissime che poi finiscono per lavorare nel suo zoo e divenire sue mogli e che in qualche modo è diventato il volto rispettabile dei proprietari di grandi felini. C'è Jeff Lowe, truffatore libertino che prima sembra affiancare Joe e infine riesce a sottrargli il suo business, c'è l'ex trafficante di droga che ora ha uno zoo segreto sorvegliato da decine di guardie armate, ci sono sicari ex galeotti e personale dello zoo a cui mancano braccia o gambe, ci sono suicidi assurdi e amori disperati. C'è tutto un circo umano che persino tigri e leopardi sembrano guardare increduli dalle loro gabbie.

E neanche questo basterebbe a costruire una docuserie dal successo così grande se non ci fosse anche una narrazione così serrata, così a fuoco, così coerente. Il grande pregio di Tiger King è che tutto questo immenso parco di follie è raccontato con polso fermo, che non riesce a sbandare neanche di fronte a questo alternarsi caotico di eventi.

Tiger King ha sollevato critiche da parte di chi ha sostenuto che la serie porta a empatizzare con un criminale colpevole di mille delitti, ma la fascinazione del folle carismatico non è una novità di questa docuserie, e a guardarla bene la narrazione cerca di mettere a fuoco qualcosa di diverso. Se Eric Goode non riesce a condannare fino in fondo Joe Exotic e il suo carrozzone, pur non tacendo nessuna delle sue colpe, è perché la sua condanna implicita è rivolta da un'altra parte: a una società che rende possibile tutto questo, che lo ritiene persino normale, che fa prosperare realtà così tragiche e grottesche.

Tiger King: Murder, Mayhem and Madness Tiger King non è solo un fenomeno mediatico, ma sotto la patina grottesca nasconde un malessere più profondo. La grandezza dei migliori documentari non si riscontra in esplicite condanne e prese di posizione, ma nella perfetta presentazione al pubblico degli spettatori di una tesi. La tesi di Tiger King è la follia, e il successo che la serie sta avendo è la migliore dimostrazione della sua efficacia.

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