Una Serie di Sfortunati Eventi: recensione della terza e ultima stagione

La serie tratta dalla celebre saga di libri per ragazzi torna su Netflix per il suo ultimo capitolo tra nuovi costumi, set incredibili e misteri svelati

recensione Una Serie di Sfortunati Eventi: recensione della terza e ultima stagione
Articolo a cura di

Netflix ha inaugurato il 2019 con la terza e ultima stagione di Una Serie di Sfortunati Eventi, con il ritorno di Neil Patrick Harris nel ruolo del Conte Olaf. Questi ultimi sette episodi riportano le vicende degli orfani Baudelaire degli ultimi quattro libri dell'omonima saga letteraria firmata Lemony Snicket (pseuodonimo dello scrittore statunitense Daniel Handler), e rielaborata per la piattaforma streaming da Mark Hudis. La serie ha già riscontrato grandissimo successo tra i più, grazie all'ottimo cast, alla precisa rielaborazione del solito prodotto di partenza e a una costruzione scenica che non ha nulla da invidiare all'omonimo film del 2004 con Jim Carrey. Questa nuova stagione non è da meno, con nuove inverosimili peripezie e personaggi dalle storie più disparate. Nessun improbabile e poco apprezzato numero musicale (anche se Olaf vorrebbe — la serie si prende di nuovo gioco di se stessa), ma tantissimi momenti tragicomici capaci di far ridere e riflettere allo stesso tempo. Come da dovere, per chi volesse continuare a leggere: attenzione agli spoiler!

È una scivolosa scarpata

La scorsa stagione ci aveva lasciati con Klaus (Louis Hynes) e Violet (Malina Weissman) Baudelaire sull'orlo del precipizio dopo essere stati rapiti dal Conte Olaf, e la prima parte de "La Scivolosa Scarpata" riprende il momento in cui Violet elabora un'ingegnosa soluzione per poter salvare la propria vita e quella del fratello. Sunny (Presley Smith), nel frattempo, nelle mani del Conte Olaf, fraternizza con il nemico e convince (con la sua adorabile personalità) uno degli scagnozzi del Conte ad aiutarla. È proprio nei primi due episodi che grandi cambiamenti arriveranno per i nostri nemici preferiti, colpiti da un'improvvisa presa di coscienza degli spregevoli atti che hanno compiuto nelle ultime due stagioni. Allo stesso tempo, si unisce a Olaf una vecchia conoscenza tutta in rosa: Carmelita Ghette (Kitana Turnbull), inconfutabilmente il personaggio più divertente e insopportabile di tutta la serie.

Non esistono i veri buoni ed i veri cattivi

Grande morale di quest'ultima stagione viene ripetutamente pronunciata dai "cattivi", che rivelano aver compiuto atti di discutibile natura per nobili ragioni. Primo fra tutti è l'Uomo con gli uncini (Usman Ally), di cui la serie ci regala un interessante flashback: con il vero nome di Fernald Controsenso, l'uomo faceva anch'egli parte di VF (VFD in originale), ma venne cacciato dopo aver dato fuoco a una grotta segreta dove altri membri stavano sperimentando la crescita di un fungo velenoso. L'incendio gli provocò la perdita delle mani e, rimasto solo, Fernald venne accolto a braccia aperte dal Conte Olaf. L'uomo racconta la sua storia agli orfani Baudelaire nel tentativo di far vedere loro come non ci sia nulla di totalmente buono o totalmente cattivo, ma che buone motivazioni possono portare a compiere atti cattivi. Questa morale verrà ripetuta da Olaf durante il processo nell'hotel Denouement, prima di raccontare cosa sia davvero successo la sera dell'opera e perché si sia rivoltato contro VF.

Le differenze con i libri

I fan della serie originale avranno notato che l'episodio finale aggiunge molte più informazioni riguardo ai misteri intorno agli orfani Baudelaire. Infatti, nei romanzi Lemony Snicket non rivela mai cosa ci sia dentro la zuccheriera, o che fine faccia la figlia di Kit Snicket. A tutte queste domande offre una risposta l'ultimo episodio, intitolato "La Fine", con grande sorpresa dei lettori. Nonostante la serie abbia promesso e ripromesso nessun lieto fine per i nostri protagonisti, sembra che Netflix non ci abbia voluto lasciare completamente a mani vuote. Se comunque rimaniamo all'oscuro di cosa sia davvero successo agli orfani Baudelaire dopo aver abbandonato l'isola, abbiamo l'opportunità di dare un piccolo sguardo a una cresciuta Beatrice Baudelaire alla ricerca dello zio Snicket. Questo suggerisce che non solo il gruppo sia arrivato a terra incolume, ma che Klaus, Violet e Sunny abbiano cresciuto la piccola Beatrice come un membro della propria famiglia, con tanto di cognome - come effettivamente rivelato nel libro The Beatrice Letters.

I costumi sono sempre il punto di forza

Le grandi forze "tecniche" di Una Serie di Sfortunati Eventi rimangono la scenografia e i costumi, sempre pronti a stupire il proprio pubblico. I travestimenti della gang del Conte Olaf vengono sostituiti in questa stagione da innumerevoli personaggi extra, e il costume design ha sicuramente dato il meglio di sé grazie a Carmelita (‘tap-dancing ballerina fairy princess veterinarian' sarà sicuramente il costume dell'anno) ed Esmé Squalor (Lucy Punch), soprattutto con il suo costume da octopus. L'hotel Denouement ruba la scena a qualsiasi altro set esterno, con un grandissimo cenno al Grand Budapest Hotel di Wes Anderson. Insomma, se Neil Patrick Harris non avesse già scommesso sul Conte Olaf la performance di una vita, e Lemony Snicket non fosse un genio letterario del macabro e ridicolo, Una Serie di Sfortunati Eventi potrebbe semplicemente reggersi su tutto ciò che c'è di contorno. Fortunatamente, però, possiamo goderci il pacchetto completo.

A Series of Unfortunate Events - Stagione 3 Una Serie di Sfortunati Eventi si conclude senza cenni di decadimento: grandi attori, set incredibili e dialoghi divertenti e consapevoli. Senza nulla togliere ai passati Conte Olaf, la serie rimpiazza completamente ogni ricordo dell'omonimo film e si chiude dando abbastanza risposte da poterci ritenere soddisfatti.

9

Altri contenuti per A Series of Unfortunate Events - Stagione 3