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Untold, recensione dell'emozionante docuserie sportiva su Netflix

Chapman e Maclain Way, già creatori di Wild Wild Country, raccontano cinque storie di sport offrendo una nuova prospettiva e dando voce ai protagonisti.

Untold, recensione dell'emozionante docuserie sportiva su Netflix
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Untold è la nuova docuserie di Chapman e Maclain Way, due volti non certo nuovi per chi ha letto la nostra recensione di Wild Wild Country, dove avevano ricostruito le incredibili vicende di Bhagwan Shree Rajneesh (meglio conosciuto come Osho) e della comunità che si insediò nel cuore dell'Oregon. Questa volta i due si concentrano sull'ambito sportivo, continuando a raccontare tasselli di storia statunitense, e offrono una nuova prospettiva dei fatti narrati nei cinque episodi che compongono Untold, puntando soprattutto sulle testimonianze dei diretti interessati e indagando su motivazioni, paure, pressioni e sfide che un atleta si ritrova ad affrontare - soprattutto quando si hanno tutti i riflettori puntati addosso - oltre che presentando diverso materiale inedito o magari rivisto sotto una nuova luce grazie alle rivelazioni dei protagonisti.

Diversamente dal tipico modus operandi di Netflix, gli episodi di Untold sono stati pubblicati a cadenza settimanale, il che ha senso visto che sono tutti indipendenti l'uno dall'altro, hanno una durata superiore all'ora e dunque mal si prestano ad un'abbuffata in un'unica sessione. Così, dopo avervi fornito le nostre prime impressioni su Untold Rissa in NBA, l'episodio che ha inaugurato lo show, siamo pronti a trarre un bilancio sulla nuova docuserie sportiva targata Netflix.

Cinque storie di sport

A seconda della propria passione per i vari sport presenti, le storie di Untold sono più o meno conosciute (di certo meno per il pubblico italiano), ma sono proposte in una nuova veste che le rende coinvolgenti e interessanti anche a chi ne ha già un'infarinatura e dunque può rielaborarle in base alle nuove testimonianze mostrate, in cui i protagonisti spiegano come si sentivano nei momenti chiave della propria vita e carriera, mettendo un attimo da parte tutto il chiacchiericcio mediatico.

In ogni caso, anche se si è totalmente a digiuno dell'argomento trattato di volta in volta, la serie risulta ugualmente godibile perché gli autori hanno utilizzato al meglio il tempo a loro disposizione per contestualizzare e introdurre agli spettatori le varie vicende, in modo da far comprendere tanto la posta in gioco quanto le conseguenze di determinate azioni o scelte.

Ma di cosa parlano i cinque episodi di Untold?Rissa in NBA racconta la parentesi peggiore del basket americano, quella della rissa del 2004 tra Indiana Pacers, Detroit Pistons con il pubblico presente. Si trattò di una serata surreale in cui un insieme di fattori si combinò in un mix esplosivo che condizionò non solo la vita di molti dei presenti ma che arrivò anche a trasformare la più grande federazione di basket del mondo: in seguito all'episodio vennero prese decisioni drastiche e l'NBA dovette riflettere sul rapporto tra giocatori e fan nelle arene.

Il secondo, Deal with the Devil (Patto con il diavolo), è incentrato su Christy Martin, campionessa e volto principale della boxe femminile per diversi anni. Martin è riuscita a rendere credibile la boxe femminile agli occhi del pubblico e ha impressionato positivamente leggende della disciplina come Don King e Mike Tyson. Ma, oltre a essere un'icona dello sport e una combattente formidabile, Martin è anche una donna che ha dovuto affrontare dei demoni personali e una tremenda vicenda di abusi subiti dall'allenatore e poi marito Jim Martin: l'uomo, presente tra gli intervistati, arrivò a pugnalarla e a spararle, senza però riuscire a ucciderla.

Caitlyn Jenner procede invece su due binari: da una parte narra la rincorsa alla vittoria della medaglia d'oro nel decathlon alle Olimpiadi di Montreal nel 1976 e la fama che ne derivò; dall'altra il percorso di scoperta della propria identità di genere e dei passaggi che hanno portato Jenner ad avviare le procedure per la riassegnazione sessuale. In realtà Jenner è un personaggio molto celebre e ha sempre parlato pubblicamente della sua transizione, ma Untold fa un buon lavoro nel descrivere le sue origini, le sue ambizioni, i suoi dubbi, le sue scoperte e dunque l'episodio può essere illuminante per chi è abituato a conoscerla unicamente come personaggio televisivo legato alle Kardashian.

Crime and Penalties (Corruzione sul ghiaccio) è un po' l'elemento estraneo del lotto, poiché meno intimista degli altri episodi e dalle vicende decisamente folli, degne di una puntata dei Soprano. Non a caso si dice che Tony Soprano sia modellato proprio su Jim Galante, uno dei protagonisti dell'episodio. Quest'ultimo, infatti, ha dei legami con la mafia, è coinvolto nel business dei rifiuti e a un certo punto decide di comprare e regalare una squadra di hockey al figlio diciassettenne Al, che viene chiamata Danbury Trashers ed è iscritta alla United Hockey League (UHL).

Il giovane Al, appassionato anche di wrestling e affascinato dai cattivi (gli heel), mette su una squadra di bad boys, minacciosi e provocatori, ma anche validi giocatori che tra una rissa e l'altra riescono a scalare la classifica della lega finché tutti i sogni non finiscono in frantumi quando l'FBI stringe la sua presa su Jim Galante.

Il quinto e ultimo episodio è intitolato Breaking Point (Fish vs Federer in italiano) e parla della carriera del tennista Mardy Fish, concentrandosi sui problemi psicologici che l'hanno condizionata. Fish è stato uno dei primi atleti a cercare di sensibilizzare in tema di salute mentale nello sport, un argomento quanto mai attuale se si pensa ad esempio a Naomi Osaka e a Simone Biles. Anche in questo caso la serie parte da lontano, dai primi passi su un campo da tennis insieme all'amico e rivale di lunga data Andy Roddick, per poi arrivare al punto di rottura, ossia quando durante gli US Open del 2012 Fish si ritira prima di affrontare Roger Federer agli ottavi.

Per appassionati di sport e non

Come spiegato dai fratelli Way in varie interviste, il filo conduttore di Untold è che sono state selezionate le storie di atleti che hanno deciso di raccontare tanto il bello quanto il brutto delle proprie esperienze, insomma sportivi che si sono messi a nudo di fronte alla telecamera e hanno fornito una nuova versione della propria storia.

Prima accennavamo al fatto che le vicende trattate nella serie non sono poi così sconosciute - sebbene dimenticate dai più -, ma in molti casi c'è la sensazione che i protagonisti stessi ritenessero che la narrazione fatta fino a quel momento non tenesse conto del loro punto di vista, così come il loro percorso, e dunque gli autori di Untold hanno avuto il merito di creare un rapporto di fiducia con gli intervistati, i quali han mostrato tutta la propria vulnerabilità.

Nel corso degli episodi, infatti, ci sono tanti temi in gioco: depressione, ansia, orientamento sessuale, identità di genere, abusi domestici, il peso della fama, il rapporto con i fan e con i colleghi. E anche se non sempre c'è il tempo per approfondire tutti gli aspetti delle varie storie, Untold fa un ottimo lavoro nel raccontare i retroscena personali degli sportivi coinvolti, che spesso ci sono sembrati schiacciati dalle aspettative riposte su di loro nei momenti decisivi della propria carriera.

Lo scopo di offrire una nuova prospettiva, dunque, ci è parso raggiunto in gran parte dei casi e in tal senso abbiamo apprezzato molto l'utilizzo delle immagini che accompagnano le dichiarazioni del nutrito gruppo di intervistati, perché non solo arricchiscono quanto viene affermato, ma spesso mostrano come molti di quei dettagli non raccontati prima della docuserie fossero già presenti, ma messi in secondo piano.

Nel complesso, Untold è un'ottima docuserie dalla qualità piuttosto omogenea fra i vari episodi, grazie anche alla presenza di molte figure chiave dei fatti raccontanti. Ovviamente, a seconda dei propri gusti una storia avrà più attrattiva di un'altra, ma in generale ci troviamo di fronte a storie che riescono a essere universali e a parlare a tutti, rifuggendo una narrazione epica che non ammette dubbi o debolezze.

Untold Il catalogo di documentari su Netflix si arricchisce con l’ottima aggiunta di Untold, serie creata dagli autori di Wild Wild Country: Chapman e Maclain Way. Cinque episodi per cinque storie di sport, raccontate però offrendo una nuova prospettiva e dando la parola ai diretti interessati, i quali esprimono il proprio punto di vista senza nascondere nessuna debolezza. Ogni puntata offre spunti interessanti e si sviluppa in modo da coinvolgere e intrattenere anche chi è a digiuno di sport. Insomma, si tratta di un prodotto da tenere d’occhio.

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