Vikings 5 - Recensione del quinto episodio

Dopo un quarto episodio sotto le aspettative, questa quinta puntata continua a focalizzarsi sui personaggi a discapito dell'azione

recensione Vikings 5 - Recensione del quinto episodio
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Dopo una piatta quarta puntata, Vikings torna con un nuovo episodio. In seguito ad un lungo assedio, i Sassoni hanno provato l'ennesima sortita contro York e pare che, stavolta, i Vichinghi siano scappati. Lagertha (Katheryn Wikkick), intanto, ha stretto un'alleanza con Ubbe (Jordan Patrick Smith) per mantenere il trono di Kattegat dal possibile assalto sia di re Harald (Peter Frenzén) che di Ivarr (Alex Hogh Andersen). Bjorn (Alexander Ludwig), invece, ha prima raggiunto la Sicilia e, infine, ha navigato con gli arabi alla volta dell'Africa. Le premesse non erano molto esaltanti e, infatti, questa si è confermata come l'ennesima puntata piatta e monocorde. Un episodio che, si spera, sia solo di transizione prima del vero colpo di scena di questa prima parte di stagione.

Ancora troppo poco

Le nostre ultime recensioni si sono aperte con le parole "troppo poco". Ogni settimana speriamo di essere smentiti e di non dover ripetere sempre la stessa frase eppure anche questa volta è andata così. Questa nuova stagione di Vikings continua a fare solo il compitino, tutti i personaggi continuano a muoversi sulla scacchiera immaginaria che si estende tra Norvegia e Inghilterra ma, in pratica, è come se si muovessero solo i pedoni. L'apertura della partita è in movimento e ormai si aspetta di entrare pienamente in gioco. Come sempre, Ivarr si distingue, episodio dopo episodio: il figlio di Ragnar è ambizioso, crudele, curioso e intelligente, simile al padre ma ancora più macchinoso. Per due volte, Senzossa riesce a sconfiggere i Sassoni non in campo aperto, ma in casa sua: li attira dentro York e poi li umilia, li mette in fuga e ricomincia. Ma questa sembra essere la fine definitiva per Aethelwulf (Moe Dunford) e il suo esercito. I Sassoni scappano ma lasciano dietro di loro il vescovo Heahmund, prigioniero di Ivarr nel viaggio verso casa. Infatti, lui e Hvitserk (Marco Ilso) vogliono tornare a Kattegat e uccidere Lagertha e Ubbe. L'unione dei due potrebbe essere pericolosa e favorire l'ascesa al trono di Bjorn, disperso in mare.

Il ritorno del costruttore di barche

A Kattegat, invece, è tornato Floki (Gustaf Skarsgard), che è riuscito fin da subito a ricordarci perché riesca ad essere, contemporaneamente, il personaggio più amato e più odiato di tutti. Reo dell'omicidio di Athelstan, il costruttore di barche è un cieco credente negli dei Norreni. Odino, Thor, Freja e tutti gli altri sono dalla sua parte e la terra che ha visitato gli è stata mostrata per un motivo: portare con sé alcuni abitanti di Kattegat e formare una colonia. Ma a bloccare i suoi intenti c'è Lagertha: la regina di Kattegat non ha intenzione di lasciar partire uomini e guerrieri utili per la futura battaglia con re Harald. In effetti, a questo punto, il problema sarà ben più grande visti i propositi di alleanza mostrati da Ivarr e Hvitserk nei confronti del re.
Come ogni settimana, però, si arriva alla storyline dedicata a Bjorn. E come ogni settimana, la noia arriva puntuale come un orologio svizzero. Chiaramente, il viaggio è stato un mero pretesto per non far scontrare direttamente il primo figlio di Ragnar con l'ultimo. La probabile guerra tra i due fratelli sarà quasi sicuramente il climax delle ultime puntate con un Ivarr re di Kattegat e Bjorn intenzionato a reclamare la sua eredità. Eppure questo punto di contatto tra arabi e vichinghi stenta a decollare. Tanti banchetti, tanti sguardi e pochissimi dialoghi. Inoltre, in questa puntata si raggiunge una vetta di nonsense totale proprio nel finale. Sicuramente ci verrà spiegato nel corso della stagione il perchè di questo particolare cliffhanger ma questo finale è risultato solo confuso e anticlimatico con quanto visto nel corso dei precedenti episodi.

Vikings - Stagione 5 Non ci siamo, questa quinta stagione di Vikings stenta a decollare, ma non per la dipartita di Ragnar. Le storie e i personaggi, in generale, sembrano stanche, fiacche. Heahmund presentato come il main villain viene costantemente ridicolizzato da Ivarr, Bjorn da protagonista della scorsa stagione è diventato un mero comprimario mentre si continua a cambiare focus da un episodio all’altro. Alcuni personaggi vengono continuamente messi da parte a episodi alterni e questo non fa che spezzettare tutta la trama. Come sempre, l’unico punto positivo rimane Ivarr, vero mattatore della serie in grado di tenere alta l’attenzione dello spettatore davanti ad una serie che, sicuramente, deve ancora mostrare il meglio di sé nelle puntate a seguire.

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