Vikings 5: Recensione del terzo episodio

Dopo i primi due episodi, Vikings entra nel vivo: i Sassoni tentano di riconquistare York, Harald vuole conquistare Astrid e Bjorn continua il suo viaggio.

recensione Vikings 5: Recensione del terzo episodio
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Dopo l'ottimo inizio di stagione, Vikings torna con un nuovo episodio. Se le prime due puntate sono servite a posizionare i pezzi sulla scacchiera, dalla terza le cose cominciano a farsi serie. Ivarr deve gestire i due fratelli maggiori e consolidare il suo ruolo dominante nella grande armata, Re Harald deve portare Astrid dalla sua parte e Floki deve fare i conti con la sua mente ormai prostrata e fuori controllo. Come sarà stato questo terzo episodio?

Tanta carne al fuoco per Ivarr

Se i primi due episodi sono stati soft, questo terzo è l'apoteosi del gore. Ivarr ha capito, ormai da un po', di essere superiore ai suoi fratelli, in tutto. Questo non fa altro che renderlo più arrogante e sfrontato e la sua debolezza si dimostra in pieno durante l'attacco dei Sassoni a York. Eppure la grinta, la violenza e la follia del ragazzo fanno fermare l'enorme esercito inglese fino all'arrivo dei rinforzi. Certo, il re dei Sassoni e il vescovo non fanno una gran figura ad attaccare una città fortificata a spron battuto quando si sarebbe potuto aspettare che i vichinghi finissero cibo e acqua. In questo, forse, gli inglesi non fanno altro che sembrare indeboliti e stupidi in confronto ai vichinghi.

Il primo incontro tra Heahmund e Ivarr non è un granché. Pecca un po' di fretta da parte di sceneggiatori e regista e ci si sarebbe aspettato un diverso tipo di approccio. L'unico vero vincitore della battaglia e della puntata è Ivarr che si dimostra il degno successore di Ragnar Lothbrok: scaltro, fine stratega e completamente folle. Ma è proprio nella sua follia che risiede il suo genio. Non è un guerriero formidabile vista la sua deformità ma comunque vuole stare in prima linea, davanti a tutti. Il primo dei vichinghi. In più, così come Ragnar con Rollo, Ivarr riesce ad oscurare i fratelli, prendendosi gioco di loro davanti a tutti. Perché Ubbe, il maggiore, vuole seguire gli insegnamenti del padre: prendere la terra dei Sassoni per coltivare, per colonizzare e creare una nuova comunità. Ma l'intolleranza dei Sassoni non può concedere a dei pagani un pezzo del loro suolo sacro. I vichinghi sono invasori e come tali devono essere trattati. Nessuna pace, nessun accordo ma guerra totale. Heahmund riconosce in pieno l'abilità guerriera dei popoli del nord ma il suo Dio non gli permette di abbassarsi al livello dei vichinghi.

Poco altro

Il resto della puntata, però, scorre via in modo abbastanza fiacco. Tre situazioni diverse per tre personaggi e nessuna di esse decolla del tutto. La parte dedicata al re Harald e al suo corteggiamento con Astrid è un po' troppo tirata per i capelli e lenta. Astrid tentenna, poi dice sì e poi si tira indietro. Harald è un personaggio curioso, anche affascinante ma ha fatto troppe volte la figura del "fesso" nel corso di queste ultime stagioni. Tutti riescono ad intuire dove andrà a parare la storia senza troppi sé o ma. Floki, invece, continua il suo viaggio mistico in una terra sconosciuta. Una terra che sembra tanto la Norvegia.

Forse il suo lungo viaggio non ha fatto altro che ricondurlo a casa, dove potrà dare una mano a Lagertha e a Kattegat nel respingere la possibile invasione di Harald. Bjorn, intanto, continua il suo viaggio e la sua esplorazione del mondo, dando prova di essere figlio anche lui di Ragnar Lothbrok. Anche qui, non sappiamo, ovviamente, come continuerà la storia ma era necessario che il figlio maggiore di Ragnar si allontanasse per concedere lo spazio necessario ad Ivarr e alla sua ascesa al potere.

Vikings - Stagione 5 Una puntata, quest’ultima, che vive di alti e bassi. Bene la parte su Ivarr, male le altre. Il nuovo protagonista non fa rimpiangere Ragnar, mettetevi l’anima in pace, e il suo conflitto interiore tra l’essere uno “storpio”, come precisato da lui stesso, e l’essere figlio di Ragnar non fa altro che aggiungere una sfumatura in più al suo personaggio, rendendolo il più interessante tra quelli proposti in tutta la serie. Heahmund, invece, presentato come l’avversario principale, per ora risulta oscurato dal re dei Sassoni e la sua leadership non si avverte mai pienamente. L’assenza di Lagertha è sicuramente necessaria per motivi di minutaggio ma la regina di Kattegat è uno dei personaggi più amati e quest’assenza potrebbe far storcere il naso a molti. Lo stesso vale per Rollo che, ormai, sembra molto distante dalla storia e che, chissà, potrebbe essere richiamato in causa tra non molto.

7